“C’è qualcosa che davvero non torna in questa polemica costruita sulla pelle dei cittadini del Villaggio UNRRA e di Contesse”. Lo dichiara il coordinatore cittadino di Sud Chiama Nord, Nino Carreri. “Marcello Scurria sa che i mezzi sono di Webuild e RFI e non del Comune di Messina? Sa che il cantiere del raddoppio ferroviario è un’opera del MIT – Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato dal ministro Salvini, espressione del Governo di centrodestra, di cui – credo – faccia parte anche il candidato che ho visto nel video? Allora potrebbe chiedere spiegazioni a Matilde Siracusano. O qualcuno spieghi a Scurria e company che le opere da cui derivano questi disagi sono state decise e portate avanti a livello nazionale, proprio da quella filiera politica con cui oggi sono candidati”, rimarca Carreri.
“Andate a chiedere conto a Siracusano”
“Perché qui siamo di fronte a una evidente incoerenza politica: da una parte si candidano con chi governa il Paese e ha sostenuto queste scelte, dall’altra provano a scaricare tutto sul Comune di Messina, utilizzando problemi reali per costruire una polemica elettorale. È troppo facile così. Abbiate allora il coraggio di essere coerenti: invece di fare video contro il Comune, andate a chiedere conto al vostro partito, a Matilde Siracusano, a chi quelle decisioni le ha prese e a chi non ha mantenuto gli impegni assunti con l’Amministrazione comunale”, sottolinea Carreri.
“Imbarazzo del presidente della seconda Municipalità”
Carreri interviene anche rispetto alla presenza, a fianco del candidato sindaco, del Presidente della seconda Municipalità, apparso in un recente video. “Mi è sembrato evidente l’imbarazzo del Presidente che conosco e apprezzo da tempo, tirato nel mezzo di una polemica strumentale e sono certo che, per il ruolo svolto in questi anni, lo stesso, non potrà smentire tutti gli atti che sono stati messi in campo: ordinanze, interventi, azioni concrete. Mentre qualcuno oggi improvvisa video, c’è chi in questi mesi ha lavorato davvero: la bretella per evitare il passaggio dei tir all’interno del villaggio; le ordinanze per limitare i disagi; le interlocuzioni continue con RFI e Webuild; l’impegno ottenuto, ma purtroppo non rispettato, per lo spostamento del sito. Questi sono fatti. Il resto è propaganda”. “Il territorio è stato lasciato solo? Certamente non dal Comune di Messina, che ha seguito passo dopo passo ogni fase, mettendoci la faccia e assumendosi responsabilità, anche quando le decisioni arrivavano da altri livelli istituzionali”, conclude il coordinatore cittadino di ScN.


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