“Leggiamo con un certo stupore tutta questa agitazione del centrodestra attorno ai sondaggi. Da parte nostra siamo sempre stati chiari: i sondaggi sono indizi, non sentenze. Offrono una fotografia del momento, utile a leggere una tendenza, ma non certo il risultato definitivo di una competizione elettorale”. Lo dichiara il coordinatore cittadino di Sud Chiama Nord, Nino Carreri.“Proprio per questo, invece di polemizzare o mettere in discussione i dati che emergono, il centrodestra farebbe bene a fare una cosa molto semplice: commissionare un proprio sondaggio, affidarlo a un istituto serio e che lo pubblichi regolarmente sul sito della presidenza del consiglio. Sarebbe il modo più lineare e trasparente per mettere a confronto rilevazioni diverse, come del resto accade regolarmente a livello nazionale, dove tutti i partiti fanno monitoraggi settimanali per valutare l’andamento della campagna elettorale”, evidenzia.
“La città ha bocciato due volte il centrodestra”
“Ci chiediamo francamente quale dovrebbe essere la sorpresa di fronte a dati che attribuiscono un vantaggio a Federico Basile. La città di Messina ha già bocciato per ben due volte il centrodestra, ben sapendo chi ha contribuito in maniera determinante al massacro amministrativo, politico e finanziario di questa città. È quindi abbastanza evidente che esista una memoria collettiva e che i cittadini sappiano distinguere tra chi ha portato Messina al collasso e chi, invece, dal 2018 in poi ha rimesso ordine, visione e credibilità nell’azione amministrativa”, puntualizza”, puntualizza.
“C’è poi un altro elemento che va ricordato. Fino a giorno 10 maggio è ancora possibile realizzare e diffondere sondaggi. Questo significa che il centrodestra ha tutto il tempo per commissionarne uno proprio e renderlo pubblico, se ritiene che ciò possa rasserenarlo o rafforzarne la narrazione. Nessuno glielo impedisce. Ma continuare ad agitarsi per i dati della rilevazione indipendente pubblicate dall’istituto Lab21, senza produrre alcun dato alternativo, rischia di apparire solo come il segno di una difficoltà politica evidente. Noi, invece, continuiamo a guardare avanti. Anche quel 55% attribuito oggi a Federico Basile, se confermato, per noi non rappresenta un punto di arrivo ma un dato da migliorare. Ed è per questo che rilanciamo il nostro appello a tutti gli elettori e a tutte le elettrici messinesi: scendete in campo, metteteci la faccia, partecipate a questa sfida e aiutateci a rafforzare ancora di più questo progetto politico e amministrativo. L’obiettivo resta chiaro: costruire una partecipazione popolare ampia, forte, radicata nei territori, che ci consenta di avvicinarci al traguardo dei mille candidati e candidate distribuiti nelle 15 liste per il Consiglio comunale e nelle oltre 50 liste per le Circoscrizioni. È questa la nostra risposta: non polemiche, ma coinvolgimento, presenza, radicamento e fiducia nel consenso reale della città”, aggiunge Carreri.
“Quanto infine al richiamo alle Europee, sarebbe bene ricostruire i fatti in maniera completa. In quella campagna elettorale circolarono sondaggi che attribuivano percentuali ben diverse da quelle poi registrate, anche perché Sud Chiama Nord fu oggetto di un evidente oscuramento mediatico, più volte denunciato all’Autorità garante.
Anche l’Istituto diretto da Alessandra Ghisleri prima dell’operazione censura nei nostri confronti ci rilevó al 3,7. Dato pubblicato anche a Porta a Porta su Rai1. Anche in quel caso eravamo davanti a una rilevazione autonoma e indipendente. A questo si aggiunse, il 30 aprile, il ricovero di Cateno De Luca, che di fatto interruppe bruscamente la sua campagna elettorale. Sono fatti, non alibi. E servono a ricordare che le analisi serie si fanno tenendo conto del contesto reale, non delle ricostruzioni comode”, conclude Carreri.


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