Messina, Carrabellò sui TIR tra Villaggio UNRRA e Contesse: “no a teatrini, servono soluzioni”

Messina, Carabellò: “il dibattito sui TIR tra Villaggio UNRRA e Contesse si è trasformato nel solito teatrino politico"

“Il dibattito sui TIR tra Villaggio UNRRA e Contesse si è trasformato nel solito teatrino politico. Ma chi vive qui non sa che farsene delle accuse reciproche: servono soluzioni. Di questi lavori per il raddoppio ferroviario se ne parla da oltre due anni (ero presente anch’io io in Consiglio Comunale come spettatore quando se ne discusse)”. Lo afferma in una nota Francesco Carabellò, Candidato Presidente della II Circoscrizione. “Attaccare alla cieca l’amministrazione cittadina o il quartiere serve a poco, soprattutto finché le Circoscrizioni non avranno un vero decentramento, restando senza budget e con le mani legate. Il vero problema è un altro, ed è sotto gli occhi di tutti: esistono ordinanze chiare che vietano il transito dei mezzi pesanti dalle 7 alle 23. Eppure, vengono puntualmente calpestate”, rimarca Carabellò.

“Strade distrutte e rumori”

“Il risultato? Strade distrutte, rumore insopportabile, pedoni e ciclisti in pericolo costante. Di chi è la colpa? Di chi non controlla. Vedere una pattuglia della Polizia Municipale nella nostra zona è diventato un miraggio. Perché non c’è un presidio fisso per far rispettare le regole? Siamo arrivati a questo punto per una totale assenza di programmazione. I residenti del Villaggio UNRRA pagano il prezzo di un quartiere trattato come zona di passaggio. Una situazione che rischia solo di peggiorare con l’ombra dei cantieri del Ponte sullo Stretto: se la nostra zona diventa solo una base logistica, la gente sarà costretta ad andarsene per disperazione”, evidenzia Carabellò.

“Sul fronte TIR in caso di elezione sarò inflessibile. Le regole vanno rispettate. Se un ipotetico presidio della Municipale non basterà, sono pronto a scendere in strada personalmente per bloccare i mezzi che transitano fuori orario. La politica non può più restare chiusa nei palazzi mentre i quartieri soffocano. La Circoscrizione deve tornare a essere lo scudo dei cittadini, lavorando fianco a fianco con associazioni e comitati, che sono le nostre vere sentinelle. Dobbiamo smettere di gestire le emergenze e iniziare a programmare. Dicono che qui la situazione sia destinata a rimanere così… e invece si può cambiare”, conclude Carabellò.