L’urlo benefico del Menta: la diga non smette di correre verso Reggio, sta esondando da 16 giorni consecutivi | FOTO

Da sedici giorni l'invaso aspromontano regala immagini incredibili: dopo la grande sete, la montagna reggina si riprende il suo ruolo di serbatoio della Calabria

  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWebFoto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
  • diga del menta 18 aprile 2026
    Foto di Massimiliano Pedi © StrettoWeb
/

Le immagini che pubblichiamo a corredo dell’articolo raccontano una storia di evidenza scientifica per tutto il nostro territorio: la Diga del Menta sta offrendo uno spettacolo di potenza pura che non ha precedenti recenti nella memoria collettiva. Dal cuore dell’Aspromonte, il gigante di cemento che disseta Reggio Calabria continua a tracimare ininterrottamente dal 3 aprile scorso, segnando oggi il sedicesimo giorno di un evento idrologico straordinario. Chiunque abbia avuto la fortuna di addentrarsi tra i sentieri della nostra montagna reggina in questi giorni si è trovato di fronte a una scena maestosa, con l’acqua che scavalca le barriere dell’invaso per ricongiungersi alla natura selvaggia circostante, mostrandoci una diga come non l’avevamo mai vista prima d’ora, nel pieno del suo vigore.

Un tesoro d’acqua che cancella il fantasma della siccità

Per la nostra comunità, vedere il bacino al massimo della sua capacità è un segnale di speranza che va ben oltre l’aspetto estetico. Veniamo da un periodo difficile, segnato dalla durissima siccità del 2024 che aveva messo a dura prova le nostre riserve e la pazienza dei residenti (anche se la causa della carenza idrica era solo legata agli sprechi per le reti idriche vetuste), ma oggi la situazione appare totalmente ribaltata. Stiamo vivendo l’inverno più piovoso e nevoso degli ultimi decenni, una benedizione per le nostre falde e per le infrastrutture che servono la città. Questa fase di eccezionale piovosità sta trasformando il volto del nostro Appennino, garantendo scorte idriche straordinarie che ci permetteranno di guardare ai mesi caldi con una serenità che mancava da un paio d’anni, mettendo in sicurezza i rubinetti di migliaia di famiglie reggine. In barba ai catastrofisti climatici e alle loro profezie apocalittiche sulla “desertificazione imminente“.

Il miracolo della neve aspromontana e il risveglio dei torrenti

Il segreto di questa tracimazione continua risiede nelle vette che sovrastano la città, dove l’accumulo di neve quest’anno ha raggiunto livelli record. Con l’arrivo della primavera, il naturale scioglimento della neve sta alimentando il torrente Menta con una portata costante e vigorosa, spingendo una massa d’acqua gelida e purissima verso l’invaso. La combinazione tra le piogge abbondanti e il lento rilascio del manto nevoso ha creato un flusso che la diga, ormai colma, restituisce con un salto spettacolare verso valle. È la vittoria della montagna reggina che, dopo essere stata a lungo sofferente, torna a essere la madre generosa che protegge e nutre la sua gente attraverso le sue risorse naturali più pure.

Una garanzia per il futuro del nostro territorio

Questo fenomeno, che dura ormai da oltre due settimane senza sosta, rappresenta una vera e propria polizza assicurativa per il benessere della nostra provincia. La Diga del Menta che tracima è il simbolo di un territorio che ha saputo resistere e che oggi raccoglie i frutti di una stagione meteorologica eccezionale. Non si tratta solo di cronaca o di belle fotografie da condividere, ma della prova tangibile che il nostro sistema idrico è nel suo momento di massimo splendore. Grazie a questo surplus di risorse, la gestione dell’acqua per il prossimo futuro sarà improntata all’abbondanza, permettendo alla città di affrontare le sfide del clima con una riserva solida e una natura che, nel cuore dell’Aspromonte, ha deciso di mostrarci tutto il suo splendore e la sua inarrestabile forza.