Nessun preambolo rende giustizia, non serve un’introduzione. Andiamo al nocciolo della questione per via diretta. Il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite ha nominato l’Iran al Comitato per la programmazione e il coordinamento, l’organo che detta la linea su diritti umani, diritti delle donne, disarmo e prevenzione del terrorismo. Lo riporta “Il Foglio”. E non è finita qui. Cina, Cuba, Arabia Saudita e Sudan sono stati eletti, per acclamazione, al comitato sulle ong, il tribunale che decide quali organizzazioni della società civile possano accedere al Palazzo di Vetro di Ginevra.
Solo gli Stati Uniti hanno avuto il coraggio di definire Iran, Cuba e Nicaragua “unfit”- “inadatti”. Paesi liberi e che promuovono diritti e democrazia quali Canada, Francia, Spagna, Norvegia, Paesi Bassi, Australia, Regno Unito, Finlandia, Svizzera, Austria non hanno battuto ciglio.
Il regime dell’Iran, radicale e teocratico, quello che fa strage di manifestanti, che impicca e perseguita gli omosessuali, che nega i diritti alle donne e le massacra se hanno i capelli che fuoriescono dal velo, che finanzia Hezbollah e Hamas gettando nel caos e nella paura il mondo arabo, avrà voce in capitolo sulle politiche globali sui diritti delle donne e sulla lotta al terrorismo.
Nei giorni scorsi, è stato pubblicato il rapporto sulla pena di morte in Iran: 1639 impiccati nel 2025, il numero più alto di sempre. E l’Onu permette loro di poter decidere su diritti, uguaglianza e libertà. Questa è la terza nomina importante dell’Iran all’Onu in un mese. Prima, Abbas Tajik è stato eletto vicepresidente della commissione Onu per lo Sviluppo sociale, che si occupa della “promozione della democrazia, l’uguaglianza di genere e la garanzia della tolleranza e della non violenza”; poi Teheran si è presa la vicepresidenza della commissione incaricata di attuare la Carta delle Nazioni Unite. Sicuramente, avrà le carte in regola per farlo al meglio…
Dittatori a decidere sulle Ong
Pechino, che con i suoi campi nello Xinjiang ‘rieduca’ 1 milione di uiguri con lavoro forzato, sterilizzazioni e indottrinamento, potrà vigilare sulle Ong che denunciano i regimi autoritari. Coerente. Cuba, che incarcera gli oppositori per “delitti contro la rivoluzione”, siede con diritto di veto sulle ong che denunciano tali violazioni.
Il comitato sulle ong ha il potere di accreditare o cancellare migliaia di gruppi dalla società civile. E al suo interno c’è una forte presenza di dittature che rischia rischia di bocciare le poche voci indipendenti che all’Onu denunciano il genocidio uiguro, la repressione iraniana e le prigioni cubane. Verranno promosse le ong-fantoccio che reggono il gioco al regime. Hillel Neuer di UN Watch ha detto: “è come mettere Al Capone a capo della lotta contro il crimine organizzato“.


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