L’Italia di Gravina come la Reggina di Ballarino: i ripescaggi a cui credono sempre e solo gli allocchi

L'Italia, che spera in un ripescaggio, praticamente impossibile, per andare il Mondiale, somiglia alla Reggina di Ballarino che esulta per i Playoff e attende che qualche squadra fallisca per essere promossa: fumo negli occhi, speranze e delusioni per gli allocchi

La speranza è l’ultima a morire, soprattutto nel calcio italiano. Resta sempre una fiammella accesa, forse un’illusione che si verifichi uno scenario impensabile, impossibile, ma che, sotto sotto, farebbe tutti contenti. Perchè alla cultura della soddisfazione di raggiungere i propri obiettivi e alla coerenza di dichiarare di aver fallito miseramente anche provandoci, si sostituisce il malsano godimento nell’ottenere qualcosa senza alcun merito, per un colpo di fortuna, per un allineamento delle stelle che capita una volta ogni ‘tot. anni’ e che quella volta ha trovato la squadra giusta al momento giusto. E magari poter dire pure che, in fondo in fondo, ce lo meritiamo perchè “noi siamo noi, e loro non sono un…“.

Con questa mentalità siamo stati eliminati dalle irreprensibili Svezia, Macedonia del Nord e Bosnia. E, per 3 volte, ci siamo messi in fila, per primi, con bigliettino in mano, alla coda della sezione ‘ripescaggi’. Anche dopo il 3° Mondiale mancato in maniera consecutiva, così come accaduto dopo i primi 2, sono iniziate a fioccare possibili ipotesi e scenari fantasiosi sui ripescaggi.

La possibilità che l’Iran venisse raso al suolo era, a dirla tutta, concreta. Così come la diretta conseguenza della sua esclusione al Mondiale. Ma prima Gianni Infantino, poi lo stesso Iran (che vuole giocare in Messico), avevano chiarito la situazione parlando della presenza iraniana al Mondiale. Ma il punto non è questo. Anche i grandi giornali italiani stanno alimentando la possibilità di un ripescaggio dell’Italia basato sulla “discrezionalità” con cui la FIFA potrebbe scegliere una squadra in sostituzione dell’Iran. Peccato che il regolamento consigli una scelta interna alla stessa Confederazione (Asiatica in questo caso) sostituendo l’Iran con gli Emirati Arabi, perdenti ai Playoff.

Si parlerebbe, addirittura, di una possibilità di convincere Conte a diventare CT con la prospettiva del Mondiale. Come se Conte, maniaco del perfezionismo, prendesse in mano una squadra a maggio, in attesa di capire se l’Iran sia stato bombardato o meno, ed eventualmente prendere il suo posto in un grande torneo con qualche settimana di allenamento.

I ripescaggi della Reggina di Ballarino buoni solo per gli allocchi

Le speranze sono ridotte al lumicino, per non dire nulle. La FIFA dovrebbe fare un bel colpo di mano del quale se ne parlerebbe per anni, favorendo l’Italia scavalcando il regolamento stesso. Dispiace solo per quei tifosi che ci sperano. Una situazione che ricorda da vicino quella della Reggina. Obiettivo mancato nonostante le condizioni favorevoli, minimizzazione del fallimento, scarico delle colpe. E poi il fumo negli occhi dei tifosi, l’illusione del ripescaggio.

L’anno scorso (ma anche l’anno prima), dopo aver visto la Serie C sfumare sul campo, si aspettavano con ansia i Playoff, nemmeno fossero le fasi finali della Champions League. Giocatori e tifosi hanno, addirittura, esultato per la vittoria contro la Scafatese, convinti di aver messo piede sull’ascensore per il paino superiore. Ve lo ricordate quando su StrettoWeb avevamo già spiegato la situazione con largo anticipo e, nonostante si sia verificato tutto, per filo e per segno, in tanti ci hanno sperato fino alla fine? Del resto, dalla società li avevano convinti della presenza di 10-15 posti disponibili, sarebbe entrato chiunque. E, invece, di posti disponibili ce ne sono stati appena 2.

Il regolamento era chiaro, indicava tutti gli scenari possibili e poneva la Reggina dietro a troppe squadre, sperare in un ripescaggio era utopia, era voglia di non rassegnarsi all’ovvio, all’inadeguatezza di una dirigenza e, di riflesso, di una classe politica che l’ha messa lì. Del resto, se a Reggio Calabria hanno creduto al secondo tempo di Falcomatà, perchè non credere ai ripescaggi di Ballarino e anche anche a quelli di Gravina?

Quando, e se, anche quest’anno sarà Serie D sul campo, ricomincerà il loop: tocca vincere i Playoff, criteri dei ripescaggi, calcoli e classifiche, gufate su possibili fallimenti altrui. Tutto pur di non accettare di aver fallito, per la terza volta consecutiva, un obiettivo obbligatoriamente alla portata, per il quale si era inadeguati e con il campo che ha confermato tale inadeguatezza. E l’esca del ripescaggio è buona solo per gli allocchi.