“Se gli attacchi nei confronti dell’Iran cessano, le nostre potenti forze armate fermeranno le operazioni difensive. Per un periodo di due settimane, sarà possibile il transito sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz in coordinamento con le forze armate dell’Iran e tenendo in considerazione limitazioni tecniche“. È quanto dichiarato dal ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, annunciando il sì di Teheran al cessate il fuoco di 15 giorni nella guerra con gli Usa.
L’annuncio ha fatto crollare i prezzi del petrolio. Il prezzo di un barile di greggio Brent con consegna a giugno è crollato di circa il 16%, attestandosi intorno ai 92 dollari, il livello più basso da metà marzo. Il greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) con consegna a maggio ha registrato un calo simile. I prezzi del petrolio rimangono un indicatore chiave dell’inflazione e delle preoccupazioni economiche sul mercato.
Lo stretto, arteria cruciale per il commercio globale di petrolio e gas, era stato di fatto bloccato dall’Iran durante il conflitto, causando un forte aumento dei prezzi del petrolio.


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