Le Barette, anima di Messina: fede, storia e tradizione nel cuore del Venerdì Santo | FOTO

Messina: dalla processione tra le vie del centro alle radici nel XV secolo, il rito si rinnova tra devozione popolare, memoria e identità cittadina

  • Barette Messina Venerdì Santo
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Messina ha rinnovato uno dei riti più identitari della sua tradizione religiosa: la suggestiva processione delle “Barette”, che ogni Venerdì Santo richiama migliaia di fedeli. Un lungo corteo carico di spiritualità sta attraversando il centro cittadino, accompagnando gli undici gruppi statuari simbolo della Passione di Cristo. La processione ha preso il via dal Nuovo Oratorio della Pace di via XXIV Maggio, snodandosi tra via Sant’Agostino, corso Cavour e le vie Cannizzaro e Garibaldi, fino a raggiungere piazza Duomo. Qui, dopo la benedizione dell’arcivescovo, il rientro è avvenuto attraverso la caratteristica “‘nchianata” di via Oratorio San Francesco, tra luci soffuse e un’atmosfera di intensa partecipazione. A causa del maltempo il percorso è stato leggermente accorciato.

Ad accompagnare il corteo, confraternite, associazioni religiose e gruppi storici come le “biancuzze”, i “babbaluci” e le Maddalene, insieme ai tamburini e alle bande musicali provenienti da diversi quartieri della città. Le torce a vento hanno illuminato il percorso, creando una scenografia carica di suggestione e devozione. Al termine della processione si rinnova anche il gesto simbolico della distribuzione dei “pani di cena” e dei fiori ai portatori, destinati – secondo tradizione – alle tombe dei defunti, in un legame profondo tra fede e memoria.

Le radici storiche delle Barette

Le radici delle Barette affondano nel XV secolo, durante la dominazione spagnola, quando il corteo rappresentava già il principale appuntamento pasquale della città. Il nome deriva dalle antiche “bare” portate in processione: l’Addolorata, il Cristo morto in un feretro e altri simulacri legati ai misteri dolorosi. Nel 1610 fu la Confraternita dei Bianchi a strutturare ufficialmente la processione, che inizialmente si svolgeva nella notte del Giovedì Santo. Nel corso dei secoli, il rito ha attraversato momenti drammatici, segnati da terremoti e guerre: dal sisma del 1783 a quello del 1908, fino allo stop durante il secondo conflitto mondiale. Eppure, ogni volta, la tradizione è stata capace di rinascere, arricchendosi di nuovi gruppi statuari e mantenendo viva la sua forza simbolica.

Confraternita del Santissimo Crocifisso

Dopo la ripresa nel dopoguerra e il trasferimento definitivo al Nuovo Oratorio della Pace nel 1950, l’organizzazione è passata nel tempo dalle storiche confraternite ai “Battitori”, custodi della tradizione, fino all’attuale gestione affidata, dal 1994, alla Confraternita del Santissimo Crocifisso. Oggi come allora, le Barette rappresentano molto più di una processione: sono il racconto vivente della fede, della storia e dell’identità di Messina.