La proposta a Cannizzaro: “rievocare il ‘Circuito di Reggio Calabria’, per un grande evento internazionale in città”

La lettera di Daniele Surace, appassionato del settore automotive e collezionista che avanza una proposta al candidato Sindaco Francesco Cannizzaro

“Esordisco così. Reggio è bellissima. Unica al mondo per posizione geografica e panorama. Troppo spesso ci ripetiamo ‘peccato che non si riesca a sfruttare nel modo giusto questa bellezza, si potrebbe vivere di turismo’. E allora, perché non pensare ad un grande evento? Ma non ad una delle solite festicciole provinciali, con tutto il rispetto per l’impegno di chi le realizza. Serve un evento di rilevanza internazionale, che crei un’attrattiva che vada oltre i confini della Città, della Calabria e dell’Italia. Che abbracci passione e cultura, che mostri al mondo intero uno dei pilastri dell’essere italiani: la passione per l’automobile”. Comincia così la lettera di Daniele Surace, appassionato del settore automotive e collezionista che avanza una proposta.

“Già, l’automobile. Troppo spesso bistrattata e mal voluta da una parte della politica che sta contribuendo allo smantellamento dell’industria automotive italiana ed europea. Quelli del green a tutti i costi, delle auto condivise al posto della libertà di movimento individuale e del sogno della distruzione della mobilità privata. I motori devono rombare, profumare di benzina, ispirare i giovani a sani principi. Appassionarli. E proprio il rombo dei motori e il profumo di benzina a pochi metri dal mare, affacciato sul maestoso Stretto, sarebbero un connubio senza eguali, gioia per i giovani e i bambini con sorrisi stampati a 32 denti. Signori miei, usciamo dell’ipocrisia “verde” degli ultimi anni che ci sta letteralmente annientando!”.

“Siamo la nazione della Ferrari (il brand più influente al mondo), della Lamborghini, della Maserati, della Pagani per citare alcuni dei pilastri portanti dell’automotive italiano. Siamo appassionati, follemente appassionati da generazioni. È nel nostro dna di essere Italiani. La nazione della motorvalley, geograficamente un pò distante da Reggio. E allora perché non entrare di prepotenza in questo mondo? O meglio, rientrare. Perché i motori rombavano anche sul lungomare di Reggio Calabria circa 70 anni fa. La passione per l’automobile fa parte anche del dna reggino. Il Circuito di Reggio Calabria realizzato dall’Automobil Club locale nonchè figlio dei fondatori della Scuderia Aspromonte è stato uno degli eventi più belli mai realizzati nel secolo scorso. A vedere oggi le foto dell’epoca si resta increduli. Ed era davvero di rilevanza internazionale. Basti pensare alla presenza di volti noti del panorama automobilistico: Colin Chapman, pilota e papà della Lotus con il suo motto “Simplify, then add lightness” e Alejandro De Tomaso, papà dell’omonima casa automobilistica Modenese” si legge ancora.

Un salto nel passato

“Fermiamoci un attimo e pensiamo. Era il dopo guerra, Reggio aveva tanto sofferto i bombardamenti fino a pochi anni prima, nemmeno mezzo secolo dal terremoto del 1908, eppure nel giro di pochi anni arrivarono da tutto il mondo dei bolidi che oggi nel collezionismo valgono milioni di euro. Tanta gente felice e divertita. Strade asfaltate come non mai a Reggio (sigh!). Dopo un altro mezzo secolo e più, la città è sprofondata in un’indifferenza tale da renderla insipida, ottima per ricordi e rimpianti. E allora è il momento, questa volta sì, della svolta. Di vivere del presente e del futuro, di ricordare il passato e di rendergli lustro. Signori, ‘Circuito di Reggio Calabria’ può essere un brand, un manifesto della città. Perché unire la passione dei motori al panorama dello stretto , sfrecciando a pochi metri dal mare, non avrebbe eguali. Roba da far invidia al Principato di Monaco. Che poi, per clima e posizione, costruito in pendenza, tanto diverso non è”.

“A Reggio basterebbe un po’ di decoro urbano ed amor proprio per gettare le basi per una grande città ed un grande evento. Che non potrà mai essere una gara di biciclette o un qualsiasi concerto, siamo onesti. Serve un segno distintivo. Proprio a Monaco, in occasione di un evento del settore auto che dovevo recensire per delle riviste del settore, il Top Marques, qualche anno fa discutendo del più e del meno con un importante produttore di automobili “one off” , raccontai la Reggio del passato spiegando che proprio nella città dei bronzi si sfidarono alcune delle auto che in quel momento erano in esposizione nel Principato. Il mio interlocutore ne rimase entusiasta. Tanti vorrebbero fare qualcosa a Reggio, affacciati sulla Sicilia, ma mancano idee e progetti ed è ora ci si impegni per “fare l’up” e salire di livello”.

“Pensiamo anche al ritorno economico per la città intera, a livello turistico, ricettivo, gastronomico sarebbe una cosa mai vista. Certo ci saranno i soliti detrattori, quelli del sempre no, del no a prescindere. ‘Eh ma se non abbiamo le strade asfaltate, se non abbiamo questo o quello pensiamo ad una corsa?’. Un po’ come per il ponte sullo stretto. E senza queste cose in che condizioni è arrivata la città? Al contrario, forse è migliorata. Non sembra. Così non andremo mai avanti, ci vuole un pizzico di ottimismo e di sana follia nella vita per migliorare in tutto. E un evento spettacolare porta lavoro, smuove l’economia e tutto viene da sé”.

“Nell’aria c’è voglia di cose nuove, di cambiamento, di volti nuovi e giovani. E proprio i giovani devono essere reindirizzati su sani principi e sul motore della vita, la passione. Senza passione la vita è spenta, triste. Pertanto mi rivolgo al candidato Sindaco Francesco Cannizzaro, noto e stimato appassionato di automobili e pilota oltre a politico di lungo corso, di pensare e di dare prospettive a questa città per un grande evento che possa dare lustro ed essere riconoscibile come una pietra miliare dell’Italia intera sullo scenario internazionale” si chiude la lettera.