Il mistero dell’araucaria di Pizzo e della piscina: la denuncia di Italia Nostra Vibo Valentia

Manifestazione pubblica, lo scorso 4 aprile, per far luce sul mistero dell'araucaria di Pizzo

Si è svolta, il 4 aprile scorso, a Pizzo, indetta da Italia Nostra, Sezione di Vibo Valentia, con il supporto logistico di Carla Rita Marino, ideatrice insieme alla visual designer Martina Ceravolo, del manifesto “In memoria di un albero”, e con l’effettuazione delle riprese ad opera del videomaker Giuseppe Pascale, filmati che presto saranno sul web, la prima manifestazione pubblica cittadina per reagire a quanto accaduto il 30 marzo scorso. Com’è purtroppo noto, il 30 marzo, l’araucaria secolare, svettante da 140 anni sul Centro Storico di Pizzo, è stata danneggiata gravemente nel suo valore ambientale e distrutta completamente nel suo valore paesaggistico e monumentale. Ciò ad opera di un privato, che avrebbe voluto realizzare al suo posto una piscina, a corredo di un suo nascente albergo“. È quanto si legge in una nota di Italia Nostra Vibo Valentia.

Alla manifestazione hanno partecipato numerosi cittadini e moltissimi di loro hanno preso la parola per rivelare il loro sdegno. Energico e deciso è stato poi il Sindaco, Sergio Pititto, che ha gridato forte: “Ci hanno offeso!” e che ha preannunziato un Consiglio comunale aperto e la individuazione dei responsabili. E’ mancato, però, alla manifestazione, perché non ivi accorso, il Dirigente dell’Ufficio Urbanistico del Comune di Pizzo.

Eppure, alla luce delle due essenziali informazioni che Italia Nostra ha acquisito durante la manifestazione stessa o in immediato seguito di essa da numerosissimi cittadini, la sua presenza ed il suo intervento erano necessari ed indefettibili. Ci riferiamo alla prima notizia acquisita: già da settembre 2025 circolava voce in paese che quel soggetto privato avrebbe realizzato, al posto dell’araucaria secolare, una piscina; e poi alla seconda: la piscina è stata già autorizzata. Ebbene, poiché, si potrebbe essere verificato che il privato abbia presentato una D.I.A o una C.I.L.A. o una S.C.I.A., avente ad oggetto quella piscina ed il correlativo cambio di destinazione d’uso degli edifici da trasformare in albero, ciò al fine di conseguire un titolo abilitativo tacito e poiché si potrebbe essere verificato che l’Ufficio urbanistico, nella persona del Dirigente o di altro suo delegato, quale responsabile del procedimento, non abbiano, nei 30 giorni successivi quella presentazione, nulla rilevato ed opposto (quando invece avrebbero dovuto opporsi e vietare, perché l’area è soggetta a vincolo paesaggistico puntuale dal 1972 e generale da sempre), in guisa che quel privato ottenesse
“tacitamente” il suo agognato “titolo abilitativo”, seppure ed appunto senza pronunciamento espresso dell’Ufficio urbanistico e, quindi, del Comune, urge che si chiarisca, amministrativamente e pubblicamente, il “mistero della piscina”.

Tale chiarimento è essenziale per inquadrare correttamente il quadro sanzionatorio della vicenda e correttamente individuare le responsabilità o le complicità eventuali in quanto accaduto all’araucaria. Ora diventata il simbolo della legalità da ripristinare e rivendicare. Siamo sicuri che il Sindaco, Sergio Pititto, e l’intera Giunta e l’intero Consiglio comunale (unito, come richiesto dal Sindaco nel corso della manifestazione, perché qui si tratta di reagire ad una grave sfida al rispetto della legalità) sveleranno presto questo mistero. Ciò nell’esercizio delle rispettive funzioni di controllo sulle funzioni gestionali che competono solo ai Dirigenti. Non si esclude, tuttavia, che sia lo stesso Dirigente, che ci dica, pubblicamente, se quel privato abbia ottenuto da parte sua o dell’Ufficio l’autorizzazione tacita o l’autorizzazione espressa o non abbia ottenuto né l’una o l’altra! E ci dica anche perché non è venuto alla manifestazione del 4 aprile scorso“, si legge in conclusione della nota.

Manifesto In memoria di un albero