Forse non avremmo dovuto scriverlo. Forse non avremmo dovuto sottolineare i toni pacati e cortesi della campagna elettorale delle Comunali di Reggio Calabria, perchè a qualcuno questa cosa, evidentemente, non piace. E fa di tutto per infiammare i toni, per avvelenare il confronto, per gettare fango. Insomma, per tornare protagonista. Giuseppe Falcomatà, nelle scorse ore, ha diffuso un post delirante e autocelebrativo (due cose quantomai affini) nel quale ha preso di mira Cannizzaro.
Il candidato del centrodestra gli ha risposto per le rime, con un commento allo stesso post che ha fatto il pieno di like e commenti a supporto, nel quale ha smontato punto per punto il delirio di Falcomatà, nella sua ‘casa social’. Figuraccia a parte, Falcomatà non si rende conto che così facendo fa il male del centrosinistra, fa il male di Battaglia, lo oscura, nullifica ogni tentativo di ‘discontinuità’ paventato dal povero ‘Mimmetto’ con i suoi toni pacati e gentili, da signore della politica. L’egotrip di Falcomatà rischia di affossare il suo stesso partito e lanciare Cannizzaro verso percentuali clamorose.
La Svolta e Reset, le liste civiche di Falcomatà, ve la facciamo breve, hanno avuto l’intelligente idea di proseguire il delirio gettando ancor di più benzina sul fuoco. E precisiamo: quando scriviamo che “hanno avuto l’intelligente idea” non vorremmo mai alimentare il dubbio che, trattandosi di megafoni del loro leader, sia Falcomatà stesso che non risponde pubblicamente, ma manda avanti gli amici.
Fatto sta che i toni sono identici, le castronerie pure. Le riportiamo tutte, errori compresi.
La nota delirante di La Svolta e Reset
La nota diffusa alla stampa ha come titolo “Cannizzaro si vergogna del “Modello Reggio”, ma lo rimette in lista“. Il sottotitolo, lo scrivono da soli, recita “Reset e la svolta all’attacco“. All’attacco. Si capisce come il discorso dei toni pacati sia andato a farsi benedire e lo stile sia in piena continuità con quello usato da Falcomatà.
Il Modello Reggio: l’ossessione di Falcomatà e la smentita di Reggio Futura
“Se Francesco Cannizzaro si vergogna del suo alleato Giuseppe Scopelliti e degli anni del “modello Reggio”, si percepisce quanto fragile sia un’alleanza costruita solo per fini elettorali e bramosia di potere.
Il loro piano, evidentemente fallimentare, per assaltare Palazzo San Giorgio ha bisogno di tutto e tutti. Proprio a quella drammatica stagione, infatti, fanno riferimento le liste del centrodestra infarcite di consiglieri ed eredi diretti di chi ha causato lo sfascio delle casse del Comune e dell’immagine di una città umiliata e mortificata dallo scioglimento per mafia.
Eppure, Cannizzaro si affretta a dire che “non sono più quegli anni”. Ma quegli anni riprendono forma e vigore leggendo i nomi di chi concorre ad un seggio comunale all’interno della sua coalizione, praticamente buona parte della compagine che fu protagonista del periodo culminato con l’onta dello scioglimento e del crack finanziario. E noi sappiamo che la storia si ripete due volte: prima come tragedia, poi come farsa“.
Il Modello Reggio è un’ossessione di Falcomatà (e amici): prima lo ha criticato duramente, poi ha tentato di riproporlo a modo suo, non ultimo il fallimentare Sunsetland deserto per tutta l’estate e costato una fortuna. Ora lo va a riesumare, 20 anni dopo, tentando di mettere su una sterile polemica contro la lista Reggio Futura, promossa da Scopelliti, la quale, per bocca del portavoce Italo Palmara, ha già smentito qualsiasi ritorno al Modello Reggio.
“Per assaltare Palazzo San Giorgio ha bisogno di tutto e tutti“: segnatevi questa frase, perchè ritornerà nel finale.
Capodanno Rai e Vinitaly
“Nell’ennesimo delirio comunicativo, condito da un turpiloquio indegno per chi ambisce a rappresentare una comunità ricca di storia e cultura, si assegna meriti infiniti che, però, sono di altri e non certo suoi.
Si intesta, Francesco Cannizzaro, l’arrivo di milioni di euro per questo o per quell’altro intervento – ancora sulla carta – che andrebbero, tuttavia, ricondotti in parte all’Europa, nelle azioni post Covid, in parte alla Regione Calabria, per quel poco, di dovuto e non certo di regalato, che è riuscita a concedere al nostro territorio.
Il Capodanno Rai o il Vinitaly? Si tratta di iniziative itineranti che hanno toccato diverse città calabresi e che, proprio per la loro rilevanza, non avrebbero mai potuto tralasciare Reggio, il centro più grande e importante della Calabria“.
Parlano di delirio comunicativo… loro. Mentre Falcomatà si attesta i meriti di aver portato Reggio Calabria a perdere la finale per diventare “Capitale della Cultura”, a Cannizzaro non è concesso dire che quei fondi portati a Reggio (secondo le liste di Falcomatà anche da Occhiuto “in parte”, sono arrivati anche a dare meriti a Occhiuto dopo averne detto peste e corna!) non sono stati poi spesi.
Il Capodanno Rai e il Vinitaly sono diventati dei problemi. Il primo è stato un evento storico, con ricadute economiche e turistiche per tutti i mesi successivi. Un evento che Falcomatà ha cercato di prendersi in tutti i modi, nonostante fosse risultato di un accordo della Regione con la Rai; il Vinitaly, sull’asse Occhiuto-Cannizzaro, si prepara ad essere un altro evento pazzesco per la città.
Tutto “dovuto”, secondo La Svolta e Reset. Talmente dovuto, che l’anno scorso il Vinitaly è arrivato fino a Sibari e quest’anno si ripropone, sempre a Sibari, ma fa una tappa extra a Reggio Calabria. Non sarà a Catanzaro, Cosenza, Crotone, Vibo Valentia. “Il centro più importante della Calabria” sarà toccato dal Vinitaly proprio per l’intervento di Cannizzaro e della Regione, non per quello di Falcomatà o della sinistra. E Cannizzaro non era nemmeno candidato quando ha annunciato l’evento!
L’Aeroporto e le frottole volanti
“L’aeroporto? Consideriamolo un risarcimento danni per gli sfasci causati dalla Sogas, la società di gestione dello scalo ormai fallita e in attività proprio negli anni in cui, Francesco Cannizzaro, sedeva fra i banchi della Provincia, principale azionista dell’azienda. A proposito, siamo seriamente preoccupati dai paventati tagli della quasi totalità dei voli internazionali programmati da Ryanair già dal prossimo autunno. Procedendo di questo passo, non bisognerà stupirsi se Cannizzaro farà sbucare dal cilindro ulteriori emendamenti a suo nome attribuendosi un ruolo per la ricostruzione post terremoto o la scoperta dei Bronzi di Riace“.
Sull’aeroporto è come segnare un rigore a porta vuota. Ma loro non solo prendono gol, poi battono da centrocampo e si fanno anche autogol. Parlano di aeroporto quelli delle “frottole volanti” di Falcomatà che snobbava Ryanair e i voli portati caparbiamente da Occhiuto. Un aeroporto tirato a lucido con lavori di riqualificazione e con dati da record.
Incommentabili i “meriti sulla scoperta dei Bronzi di Riace”. Se vogliono parlare di Museo, parlassero dei meriti del Museo del Mare, promosso da Scopelliti, bocciato da Falcomatà per 12 anni, poi rilanciato negli ultimi mesi di amministrazione con una giravolta impensabile anche per lui.
Ponte sullo Stretto e cretinismo
“Però, se un record è da attribuire a Cannizzaro, quello è sicuramente la leadership fra i parlamentari più assenteisti. Rifletta su questi dati dai quali si può evincere come nulla abbia fatto, l’aspirante sindaco, per la Statale 106, l’Alta velocità – che si ferma ad Eboli – o contro la sottrazione dei Fondi di Coesione dirottati sull’immagignifico Ponte sullo Stretto. Di un’assenza, però, Cannizzaro va particolarmente orgoglioso: il mancato voto sull’Autonomia differenziata. Lì, novello Pilato, ha deciso di non decidere, di non schierarsi per la difesa e il futuro del Sud e di Reggio Calabria. Non votando ha lasciato agli altri la scelta sul destino di una riforma che fa i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. E’ l’effetto macroscopico ed evidente di un “cretinismo parlamentare” messo in pratica ben oltre la semplice teoria“.
Quelli abituati ai collegamenti in video tra consigli e commissioni fatti dal bagno e dalla macchina, parlano di assenteismo. Parlano loro di 106 e alta velocità che non riescono a fare 30 metri di ponticello e riparare buche e strade in città. Poi parlano di “immaginifico” Ponte Sullo Stretto e fondi sottratti. A parte che il Ponte è immaginifico perchè la sinistra, che in origine quel Ponte lo ha definito priorità del Paese, poi lo ha osteggiato in tutti modi. Come si può parlare di fondi sottratti dopo che Falcomatà ha chiesto ZERO EURO di opere compensative per Reggio?
E parlano di “cretinismo parlamentare”, teoria marxista secondo cui non è possibile ignorare le dinamiche sociali, economiche e reali esterne al parlamento, ben oltre il semplice voto e dibattito interno all’assemblea rappresentativa. Loro che hanno portato Reggio Calabria in fondo a qualsiasi classifica sugli standard della qualità della vita!
Le deleghe e le mancette
“Dica ai reggini, Francesco Cannizzaro, che il mancato trasferimento delle deleghe alla Città Metropolitana, da parte dei suoi accoliti alla Regione, costa, ogni anno, 300 milioni di mancati investimenti sui nostri territori. Evidentemente un dispetto verso una classe politica, che si trasforma in oltraggio nei confronti di ogni cittadino dell’area metropolitana.
Ammetta ai reggini, il novello Pilato, che ha una concezione feudale della politica e dell’amministrazione pubblica e non saranno le sue mancette a dare slancio alla città. A questo ci hanno pensato le amministrazioni di centrosinistra che, con responsabilità e senso del dovere, hanno tirato fuori dal pantano del debito e rilanciato un Comune sull’orlo del fallimento. Lo chieda ai suoi candidati che, fino a ieri, sedevano in quelle giunte e fra i banchi di quelle maggioranze“.
Dica ai reggini, Falcomatà, perchè con Oliviero alla Regione, non è riuscito a ottenere le deleghe. Questo se lo sono dimenticato. E ancora, hanno il coraggio di contestare:
- 25 milioni di euro per l’aeroporto
- 15 milioni di euro per il porto
- 4 milioni per il Campus universitario
- 3 milioni per il lido comunale
- 500.000 euro per i mezzi di trasporto per i disabili
- 10 milioni di euro per la riqualificazione dei Lungomari
- 5 milioni di euro per l’erosione costiera di Cannitello
Le “mancette”.
Il gran finale
“E’ vero: i loro intrighi per tentare, vanamente, l’assalto a Palazzo San Giorgio, Cannizzaro hanno davvero bisogno di tutto e tutti: di impresentabili, lacchè e voltagabbana“. Se questa frase non l’avete capita, non preoccupatevi, non è colpa vostra. Probabilmente, Filippo Sorgonà avendo scelto l’aspettativa elettorale, lasciando il posto di Capo Ufficio Stampa del Comune, non ha ricontrollato il testo. Ripensandoci, essendo nella lista Reset, potrebbe averlo controllato fin troppo bene… ecco perchè la frase di inizio comunicato, quella che vi abbiamo detto di tenere a mente, è finita copiata e incollata in mezzo al finale.
Un finale sconclusionato per un comunicato imbarazzante dei megafoni di Falcomatà che, al più, avranno un merito: aver scelto bene i nomi delle liste. Reset e La Svolta: una politica da resettare, una svolta obbligatoria, dopo 12 anni di buio.
