“Il decreto bollette è legge. È un provvedimento che garantirà risparmi e benefici diretti per famiglie e imprese. Aiutiamo chi è più in difficoltà con il bonus sociale che sale a 315 euro, riduciamo gli oneri generali di sistema che gravano sulle bollette di oltre quattro milioni di imprese, poniamo le basi per abbassare in modo strutturale il costo dell’energia. È un decreto concreto e coraggioso, con norme che nessun altro prima di noi aveva immaginato di scrivere. Il Governo continua a lavorare per aiutare i nostri cittadini e difendere chi lavora e produce”. E’ quanto ha dichiarato il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in merito all’approvazione del decreto bollette.
Via libera dell’Aula del Senato. I sì sono stati 102, i no 64 e gli astenuti sono stati 2. A chiedere la fiducia era stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Il testo, in seconda lettura al Senato, scadeva il 21 aprile. Il governo, attraverso il ministro agli Affari Europei Tommaso Foti ha posto la questione di fiducia anche alla Camera, sul dl Pnrr.
Foti: “centrate nove rate su dieci, ora non sapete più cosa dire”
“Per due anni e mezzo avete continuato a dire che il governo Meloni avrebbe bucato tutti gli obiettivi” del Pnrr “e, dopo che abbiamo centrato nove rate su nove, non sapete più cosa dire”. Lo ha detto il ministro per gli affari europei Tommaso Foti nell’Aula della Camera. “Avete fatto l’elenco delle revisioni – ha aggiunto -. Solo i paracarri sono immobili, ma vi invito a vedere come è cambiata la situazione a livello geopolitico.Il nostro obiettivo è chiudere il Pnrr nel migliore dei modi”, ha proseguito.
“Nel mese di maggio verrà liquidata la nona rata – ha affermato -. La decima è la più impegnativa, lo sappiamo bene, quando si parla di sanità. Gli obiettivi nel settore delle case di comunità, degli ospedali di comunità e degli ospedali sicuri, sono raggiunti in relazione alle conferme date dalle Regioni. Abbiamo aperto un tavolo permanente che monitora mensilmente. La conferenza Stato Regioni ci ha sollecitato un emendamento che non può entrare in questo decreto non certo per colpa della maggioranza. Lo metteremo in un altro provvedimento”.
Replicando alle critiche dell’opposizione ed in particolare del M5s, Foti ha sottolineato che “72 miliardi sono a fondo perduto e 122 sono a debito. Le posso assicurare che a differenza di altri noi raggiungeremo l’obiettivo di averli spesi tutti” i soldi “a fondo perduto. Il ragionamento è un altro: i 194 miliardi non ce li avete lasciati, erano assegnati. Noi non abbiamo tolto un euro dalle previsioni di spesa, ma l’assegnazione è una cosa, la spesa e il riconoscimento degli obiettivi sono un’altra”, ha aggiunto.


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