Mentre in Italia il dibattito pubblico torna a concentrarsi su criminalità, insicurezza urbana e remigrazione, il Ministero della Giustizia ha pubblicato alcuni dati interessanti riguardanti la situazione nelle carceri nel nostro Paese, da contestualizzare insieme a dati Istat che riguardano il confronto fra le varie nazionalità presenti fra i detenuti nelle celle italiane. I dati riportati nella tabella che mostriamo più in basso, evidenziano un elemento centrale: il confronto proporzionale tra detenuti italiani e detenuti stranieri mostra, per alcune nazionalità, valori sensibilmente superiori rispetto al riferimento italiano.
La tabella precisa che i dati si riferiscono esclusivamente ai detenuti maschi regolarmente registrati nelle carceri italiane e che non tengono conto dei detenuti clandestini, dunque risultano sicuramente più bassi rispetto alla realtà.
Gli italiani sono indicati come gruppo di riferimento, con una popolazione maschile stimata di 26.100.000 residenti, 41.700 detenuti presenti e 27.100 detenuti condannati. Per loro l’odds ratio è pari a 1,00 e sarà quello preso in riferimento per le stime successive.
Il dato più alto tra i detenuti presenti riguarda la Tunisia: a fronte di 105.000 residenti maschi stimati, risultano 2.186 detenuti presenti, con un odds ratio di 13,0 rispetto agli italiani. Seguono il Marocco, con 4.358 detenuti presenti e odds ratio 12,4, e la Nigeria, con 1.038 detenuti presenti e odds ratio 10,0.
Anche tra i detenuti condannati il divario resta marcato. La Tunisia registra 1.200 condannati e un odds ratio di 9,8; il Marocco 2.400 condannati e un odds ratio di 9,3; la Nigeria 550 condannati e un odds ratio di 8,1.
Valori superiori al riferimento italiano emergono anche per Albania, Romania, Egitto, Pakistan, Senegal e Ghana. In particolare, l’Albania presenta un odds ratio di 5,6 tra i detenuti presenti e 6,2 tra i condannati; la Romania rispettivamente 3,1 e 3,4; l’Egitto 4,6 e 4,2.
Diverso il quadro per alcune nazionalità asiatiche. Bangladesh, India e Cina mostrano odds ratio inferiori a quello italiano: il Bangladesh registra 0,91 tra i detenuti presenti e 0,85 tra i condannati; l’India 0,71 e 0,68; la Cina 0,43 e 0,45.
I numeri non descrivono l’intera criminalità in Italia, ma fotografano la presenza nelle carceri e tra i condannati. Il dato principale resta però il forte scarto proporzionale: secondo la tabella, alcune nazionalità straniere risultano rappresentate tra i detenuti in misura molto superiore rispetto agli italiani, mentre altre risultano sotto il livello del gruppo di riferimento.
Insicurezza percepita e dibattito sulla remigrazione: cosa suggeriscono gli odds ratio
I dati sugli odds ratio evidenziano differenze rilevanti nella rappresentazione delle diverse nazionalità tra i detenuti rispetto agli italiani. Alcuni gruppi presentano valori significativamente superiori a 1,00, indicando una presenza proporzionalmente più elevata nelle carceri rispetto alla popolazione residente stimata; altri, invece, si collocano al di sotto di tale soglia.
Questo tipo di scarto, quando entra nel dibattito pubblico, tende a essere associato al tema dell’insicurezza nelle città. In particolare, valori molto elevati – come quelli registrati per Tunisia, Marocco e Nigeria – possono contribuire a rafforzare una percezione di maggiore esposizione al rischio criminale legata ad alcune componenti della popolazione straniera. Tuttavia, è importante sottolineare che si tratta di dati riferiti alla popolazione detenuta e non all’insieme dei comportamenti individuali o alla totalità dei residenti appartenenti a quelle nazionalità.
Allo stesso tempo, la presenza di nazionalità con odds ratio inferiori a 1,00, come Bangladesh, India e Cina, mostra che il fenomeno non è uniforme e che esistono gruppi stranieri con una rappresentazione carceraria proporzionalmente inferiore rispetto agli italiani. Questo elemento introduce una forte variabilità interna al dato complessivo e suggerisce cautela nelle generalizzazioni.
Nel contesto politico e sociale, tali differenze vengono spesso richiamate nel confronto sulla remigrazione, ovvero l’ipotesi di rimpatrio o ritorno nei Paesi d’origine. Gli odds ratio più elevati vengono interpretati, in questo dibattito, come un possibile indicatore di criticità specifiche su cui intervenire.



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