Continua la programmazione in remoto del Circolo Culturale “L’Agorà” con un nuovo incontro sul tema “Giuseppe Santonico: il bomber gentiluomo”. Nel corso dell’incontro, è stato presentato il libro di Domenico Guidace, con il supporto di diversi interventi di amici, calciatori, giornalisti, dirigenti, semplici tifosi, che nel corso dei loro interventi hanno fatto emergere diversi momenti di riflessione, ma anche ricordi ed aneddoti.
Un percorso ricco di foto, aneddoti e ritagli di giornale d’epoca che ripropongono sotto i riflettori la figura di Giuseppe Santonico che ancora vanta tanti estimatori in Italia che ancora lo ricordano per i suoi dribbling inebrianti e i suoi gol leggendari. Un grande campione, sia sul manto erboso, che lontano dal rettangolo di gioco, Giuseppe Santonico è la figura romantica di un calcio che non c’è più, fatto di passione, impegno, fedeltà, indipendentemente dalla categoria in cui è stato impegnato, ma anche una persona straordinariamente umile e affabile, ben voluto da tutti, come testimoniano i vari interventi che si sono succeduti nel corso dell’incontro organizzato dal Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria.
La manifestazione, organizzata dal sodalizio culturale reggino, ha visto l’alternarsi al microfono di diversi graditissimi ospiti, che con la loro presenza hanno arricchito la conversazione. Il nuovo incontro, predisposto dall’associazione reggina, ha registrato le presenze di Massimiliano Quadrini, sindaco di Isola del Liri e di Raffaella Santonico e della Consigliera delegata alle Pari Opportunità Raffaella Santonico. Nella parte iniziale dell’incontro, Gianni Aiello (Presidente del Circolo Culturale “L’Agorà” nel corso del suo intervento, ha omaggiato Samantha Santonico, figlia dell’indimenticabile bomber, ha omaggiato la gradita ospita con alcune foto (facenti parte del suo archivio personale, di alcune pubblicazioni e di una targa ricordo. In tali frangenti ha ringraziato tutti coloro che hanno collaborato a questa idea culturale, progetto realizzato dopo un anno di ricerca, impegnativo, ma – per come affermato dallo stesso Gianni Aiello, alla fine è stato e rappresenta un momento importante e di confronto tra varie realtà geosportive, accumunate, al di là dei colori sociali, da un filo conduttore, quello di Giuseppe Santonico, il cui ricordo, sia per le prodezze sportive che per quello umano è sempre vivo.
È stata la volta dell’autore del libro Domenico Guidace, per poi passare, seguendo il percorso calcistico di Giuseppe Santonico, di Massimo Maestrelli, figlio di Tommaso, l’allenatore della prima storica promozione in serie B. Tommaso Maestrelli fu l’allenatore degli amaranto dal 1964 al 1968, a seguito della conquista della serie cadetta, vinse il Premio Seminatore d’oro per la Serie C, sfiorando, l’anno successivo, la promozione in serie A e di Alessandro Salines (corrispondente Gazzetta dello Sport). In riva allo Stretto gli interventi dei giornalisti Franco Pellicanò, Eugenio Marino e di Tonino Raffa (voce indimenticabile della trasmissione radiofonica di “Tutto il calcio minuto per minuto”).
I tifosi della Reggina: Franco Meduri, Matteo Gatto Goldstein, Nino Amato (omaggiato di una targa ricordo a cura del Circolo Culturale “L’Agorà”), Salvatore Mercurio, Santo Quattrone. Iniziò la carriera giocando per due stagioni nella Prima Categoria laziale (all’epoca il massimo livello regionale del campionato italiano) con l’Isola Liri per poi trascorrere la stagione 1964-1965 alla Lazio in Serie A (senza tuttavia di fatto mai giocare partite ufficiali con il club capitolino).Dal 1964 al 1967 indossa la maglia amaranto della Reggina, con cui prima vinse un campionato di Serie C e poi trascorse due stagioni consecutive in Serie B, per complessive 77 presenze e 17 reti in incontri di campionato. Di quel periodo i ricordi e le testimonianza di Maria Stella Granillo (figlia di Oreste Granillo presidente AS Reggina dal 1960 al 1977), Franco Iacopino (dirigente amaranto dal 1962 al 2006), Mimmo Praticò (Presidente AS Reggina 2015-2019), Italo Catalano (figlio dello storico massaggiatore Cecè Catalano 1946-1986). Tra le altre gradite presenze anche quelle di alcuni calciatori della AS Reggina 1914, che hanno vestito e sudato la casacca amaranto in diversi periodi come Luigi Ferrari (portiere 1965-1971), Carlo Lancini (centrocampista 1965-66), Sandro Stivala (attaccante 1964-1966), Arturo Campagna (centrocampista 1966-71 e 1974-75) e Teodoro Paleologo (difensore 1974-75).
Si registra inoltre la presenza del mister Pasquale Casciano (allenatore/team manager) amico di Giuseppe Santonico.Passò poi all’Atalanta, con cui nella stagione 1967-1968 realizzò una rete in 4 presenze in Serie A (furono le sue uniche presenze in carriera in questa categoria) e di quel periodo ne parla Pierpaolo Capozzi (giornalista l’Eco di Bergamo) che nel corso del suo intervento ricorda i tanti calciatori ed allenatori che hanno fatto parte sia dell’Atalanta che della Reggina. La carriera di Giuseppe Santonico prosegue nella stagione 1968-1969 mettendo a segno 3 reti in 26 presenze nel campionato di Serie B con la maglia del Livorno e di questo ne parla Marco Ceccarini (giornalista labronico di Amaranta.it).
Lo troviamo presente in diversi periodi nel Taranto (1969-1971 e nel 1973) e viene ricordato nel volume “Cimpiel Biondi Colletta – Romanzo di una stagione” di Claudio Frascella (giornalista Corriere del Giorno e Nuovo Quotidiano di Puglia). La stagione calcistica in argomento è quella del 1972-73, il racconto è quello di un allora ragazzino che segue la propria squadra da bordo campo, fa il raccattapalle, frequenta gli spogliatoi. E’ a contatto con i protagonisti, ne raccoglie le battute, segue gli allenamenti, spesso gioca con loro e sogna di imitarli. Vive il dietro le quinte, soffre per le sconfitte, esulta dopo ogni vittoria.
Quel periodo di un calcio romantico, più umano, davvero popolare è testimoniato anche da Dino Cellamare (club “Erasmo Iacovone” Castellaneta Taranto) e Mario Biondi (difensore del Taranto dal 1967 al 1978). Nel corso degli interventi emergono una serie di interessanti aneddoti, alcuni risalenti nel corso dell’estate del 1970, periodo nel quale la squadra jonica era in ritiro in Umbria. In quel contesto storico vennero registrate in alcune location di quell’area delle scene del film diretto da Alberto Bevilacqua “La Califfa”, in quella occasione diversi calciatori del Taranto furono presenti sul set, come comparse.
A tal riguardo ne parla anche Tonino De Pace (Presidente Circolo del Cinema “Zavattini”). Nel campionato 1971-72 Giuseppe Santonico veste la maglia bianco verde dell’Avellino registrando 8 reti in 26 presenze in campionato: lo ricordano Rino Scioscia (Direttore Giornale dell’Irpinia),Carmine Iosco (giornalista tra l’altro di Sport Channel 24, “La tana del lupo”) ed Antonio Camella (tifoso Avellino). L’anno successivo, siamo nel 1972-73, campionato di Serie C girone B, Giuseppe Santonico, sfiora la seconda promozione con le maglie giallorosse del Giulianova, segnando 14 reti in 32 gare di campionato. Di quel periodo ne parla Maurizio Franchi, autore del libro “C come Giulianova – 1971-2012 La Storia Giallorossa nel Calcio Professionistico”, che nel contempo omaggia la figlia di Santonico, Samantha, di una copia del suo libro.
La carriera di Santonico, prosegue nel periodo 1973-1975 (12 reti in 56 partite di campionato) con i colori sociali rossoblu dell’Aquila Montevarchi, ne parlano Massimo Mariani (Vice presidente associazione “memoria rossoblu”), Dimitri Lepri socio della menzionata associazione) e Piero Bencini, centrocampista Aquila Montevarchi dal 1969 al 1975. L’anno successivo un’altra promozione mancata, con i biancorossi del Forlì che giunsero secondi dietro l’Alma Juventus Fano 1906.
Il suo arrivo in biancorosso – racconta Franco Pardolesi, (giornalista Resto del Carlino) – “rafforzò un parco attaccanti con nomi come Salvigni, Dioni, Scungio, Dioni e Vorzazzo. I sette gol di Santonico non valsero al Forlì la vittoria nel campionato vinto poi dal Fano (i biancorossi furono allenati da Leo Zavatti, poi da Silvio Poli). Nella stagione successiva, che il Forlì avrebbe vinto, Santonico appese le scarpette al chiodo.”
Con Franco Pargolesi si conclude la lunga maratona dedicata all’indimenticabile Giuseppe Santonico, il cui ricordo, a distanza di tempo, sia come sportivo che come uomo, rimane sempre vivo, come si è potuto evincere nel corso dei vari interventi.Il ritratto che emerso, nel corso dell’incontro, è quello di un atleta lontano dai riflettori, ma vicino all’essenza più pura del gioco: dedizione, lealtà, spirito di sacrificio. Giuseppe Santonico diventa così simbolo di un’epoca in cui il calcio era soprattutto appartenenza, ben oltre categorie e contratti.
L’iniziativa del Circolo Culturale “L’Agorà” si inserisce in un percorso culturale che unisce sport e territorio, restituendo dignità narrativa a protagonisti fondamentali della storia del calcio italiano. La conversazione, organizzata dal sodalizio culturale reggino, sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da Lunedì 27 aprile.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?