Gas russo, carbone, rinnovabili o nucleare? La linea di Pichetto Fratin per l’energia dell’Italia

Il ministro Gilberto Pichetto Fratin fa chiarezza sulla strategia energetica dell'Italia fra possibilità di ritorno al gas russo, carbone come emergenza, stato delle rinnovabili e futuro nucleare

A margine dell’evento “Il Santo Graal dell’Energia“, organizzato da “Il Giornale” e “Moneta”, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha delineato la strategia del Governo per far fronte ai rincari dei prezzi dell’energia dovuti all’instabilità in Medioriente e alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Dal ministro è arrivato il no alle forniture dalla Russia. Bene la transizione verso le rinnovabili, ma le centrali a carbone restano comunque un paracadute in caso di emergenza.

Stretto di Hormuz e gas russo

Speriamo venga riaperto lo Stretto di Hormuz e si riparta con questa trattativa tra Stati Uniti e Iran per raggiungere un punto di equilibrio e di pace“, ha dichiarato il ministro Pichetto Fratin, sottolineando che “con oscillazioni del 20% da un quarto d’ora all’altro, è difficile stimare la stabilità per i prossimi dieci giorni“.

Pichetto Fratin categorico sul no alle forniture da Mosca: “il Governo italiano è perfettamente allineato con l’Unione Europea. Ad oggi lo escludo“. Eventuali valutazioni future spetteranno a Bruxelles.

Carbone, rinnovabili e nucleare

Per quanto riguarda le centrali a carbone, ancora non si procederà con lo smantellamento fisico delle strutture, vista la condizione generale esistente. “Non mi sono sentito di ordinare lo smantellamento perché, in una situazione in cui il gas superasse i 70 euro al MWh, potrebbe essere necessario riattivarle“, ha rivelato il Ministro. Quella cifra rappresenta il “punto di caduta” oltre il quale il carbone tornerebbe a essere un’opzione di sopravvivenza economica per il Paese, attualmente i prezzi si mantengono intorno ai 40 euro.

Dati incoraggianti per l’Italia in ambito transizione ecologica: 85 GW di potenza arriva da fonti rinnovabili, entro il 2030 si punta ai 130 GW. “Le rinnovabili non devono più essere incentivate, poiché producono ormai alla metà del Prezzo Unico Nazionale“, ha sottolineato con soddisfazione Pichetto Fratin.

Tuttavia, vista la forte dipendenza dal gas, il Governo sta lavorando al quadro giuridico per il ritorno all’atomo. L’Italia punta sui piccoli reattori modulari (SMR), attualmente in fase di sperimentazione, che secondo le previsioni del Ministero potrebbero entrare in funzione nei primi anni del prossimo decennio.