In vista delle prossime elezioni amministrative per il Comune di Reggio Calabria, l’Arcivescovo di Reggio Calabria – Bova, S.E. Mons. Fortunato Morrone, ha indirizzato una articolata lettera ai candidati alla carica di sindaco. Un intervento che si inserisce nel dibattito pubblico cittadino con un tono pastorale ma al tempo stesso fortemente civile, richiamando il valore della politica come autentico servizio alla comunità. Nel messaggio, il presule esprime anzitutto stima e gratitudine verso chi ha scelto di impegnarsi direttamente nella competizione elettorale, sottolineando il peso e la responsabilità di una candidatura in una fase storica complessa, segnata da tensioni internazionali e da difficoltà locali.
Non manca un invito esplicito a vivere la campagna elettorale con sobrietà, rispetto reciproco e spirito costruttivo, evitando derive polemiche e promesse irrealistiche. Al centro della riflessione, anche alcuni temi concreti per il futuro della città: il coinvolgimento dei giovani, la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale e il rafforzamento del capitale umano e sociale del territorio. Un contributo che si richiama anche al percorso avviato negli ultimi anni dalla Chiesa reggina attraverso esperienze di dialogo tra amministratori locali di diversi schieramenti.
La lettera integrale
Di seguito il testo integrale della lettera:
“Carissimi, in queste settimane in cui ci si prepara alle elezioni amministrative della Città di Reggio, sento il bisogno di rivolgermi a Voi, esprimendo stima e gratitudine per la Vostra generosità e disponibilità appassionata al bene della nostra gente, che Vi induce a impegnarvi in un compito arduo ed esigente. Come hanno richiamato i papi Pio XI e Paolo VI ‘La politica è la forma più alta di carità’ e la carità è la conversione dall’amore egoistico e distruttivo all’amore verso tutti, fondamento della civiltà della Verità, della Giustizia e della Pace.
Carissimi, la Vostra candidatura a guidare la Città di Reggio accade in un momento complesso e difficile a livello geopolitico, che inevitabilmente incombe sul nostro orizzonte quotidiano e lo condiziona a tutti i livelli. Il clima di ostilità e di contrapposizioni rissose e violente, la devastazione e la sofferenza dei deboli e degli innocenti mascherata da ragion di Stato e da ideali falsamente religiosi chiede a tutti e, in modo particolare in questo momento, a Voi, stili e posture di dialogo autentico, certamente dialettico, ma temperato e rispettoso delle posizioni diverse e delle persone.
Sicuro di interpretare anche i Vostri sentimenti, chiedo a tutti di vivere la campagna elettorale nel rispetto reciproco, per offrire fin d’ora un esempio di possibile confronto schietto e rispettoso e per convergere subito dopo le lezioni, nella modalità della dialettica politica, su punti qualificanti che portino unità, concertazione, sicurezza e benessere a tutta la comunità cittadina.
Credo che una legittima campagna elettorale, al di là dell’intelligente retorica politica fatta di slogan e promesse, debba compiersi nell’illustrare il proprio programma puntando sulle poche cose realmente praticabili ed evitando di generare illusioni e delusioni nella nostra gente. Conoscete bene quali siano le attese, le professionalità, le competenze e i punti di forza del nostro popolo. Ma ben immaginate anche tutti i problemi, le difficoltà e le fatiche che Vi attendono.
In questi anni ho avuto modo di incontrare in più occasioni non pochi sindaci dei nostri territori, convinto fin dall’inizio del mio servizio alla Comunità di Reggio – Bova, che la Chiesa deve farsi compagna di strada nelle gioie e nelle sofferenze della gente e di coloro che sono chiamati ad amministrare un Comune e, ancor di più, una Città bella e complessa come Reggio. Nel nostro piccolo, come Chiesa reggina abbiamo provato negli ultimi anni a dare un contributo particolare attraverso l’esperienza sinodale del “Cantiere della passione politica”, laboratorio che ha messo insieme Amministratori locali dei Comuni del territorio diocesano, di tutti gli schieramenti, per dialogare, liberamente e nella distinzione dei ruoli, sui bisogni e sulle difficoltà a rispondervi. Da questo dialogo sono emersi alcuni punti concreti, verso i quali sarebbe bello, una volta costituita la nuova amministrazione, tutte le parti a cui sta comunque a cuore il bene comune trovino ispirazione e convergenza.
Esprimendo quanto è stato più volte evidenziato, ne segnalo alcuni:
- Una città a misura di ragazzi e giovani, capace di ascoltarli nel profondo, di comprendere i loro bisogni e il loro linguaggio, di coinvolgerli direttamente nella co-progettazione e nella costruzione, a partire dalla loro città, della loro visione di futuro e della propria realizzazione personale e sociale;
- La custodia e la valorizzazione della bellezza espressa e inespressa della nostra città: il patrimonio naturalistico e soprattutto quello artistico-culturale in cui si vive quotidianamente, come i “non-luoghi” che, abbandonati e spesso vandalizzati, chiedono una nuova vita;
- La valorizzazione del patrimonio umano e sociale, il “capitale umano”, la ricchezza e la varietà di esperienza individuali e associative che troppo spesso si fa fatica a mettere insieme e convogliare verso quel “magis”, quel “di più magico” che faccia fare alla città un reale salto di qualità.
Prepariamoci allora a questo esercizio di partecipazione democratica che, come ha segnalato il Presidente della Repubblica, «non si riduce a un semplice aspetto procedurale e non si consuma neppure soltanto con la irrinunziabile espressione del proprio voto nelle urne nelle occasioni elettorali. Presuppone lo sforzo di elaborare una visione del bene comune in cui sapientemente si intreccino – perché tra loro inscindibili – libertà individuali e aperture sociali, bene della libertà e bene dell’umanità condivisa” (S. Mattarella, Discorso alla Settimana sociale dei cattolici italiani, Trieste 2025).
Vi seguo, pertanto, in questa tornata elettorale con simpatia e da vescovo prego che la nuova amministrazione e le opposizioni siano una vera benedizione per questa città, un esempio di alta e lungimirante politica per il territorio della nostra città e per la nostra Calabria. Buon lavoro!”.


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