Elezioni in Ungheria, il governo di Orban: “pressioni e caos ai seggi”

Dal fronte governativo, Balazs Orban, consigliere del premier Viktor Orban, parla di una "ondata di segnalazioni" che accusano i rivali di Tisza di Péter Magyar di "tentativi di compravendita di voti, intimidazioni e comportamenti aggressivi nei seggi".

Polemiche in Ungheria a pochi minuti dalla chiusura delle urne. Dal fronte governativo, Balazs Orban, consigliere del premier Viktor Orban, parla di una “ondata di segnalazioni” che accusano i rivali di Tisza di Péter Magyar di “tentativi di compravendita di voti, intimidazioni e comportamenti aggressivi nei seggi”. “Emergono casi di pressioni sui dipendenti, scene caotiche ai seggi e incidenti volti a influenzare gli elettori, persino con l’uso di droni e minacce”, ha denunciato il consigliere, parlando di operazioni legate a interessi “sostenuti da Bruxelles e Kiev” e invitando a lasciare che “siano gli ungheresi a decidere liberamente”. Dal lato opposto arrivano però segnalazioni di segno contrario.

Affluenza in Ungheria al 74%

Secondo i dati ufficiali, alle 17 aveva votato il 74,2% degli aventi diritto, superando già l’affluenza complessiva del 2022, ferma al 69,5% a fine giornata.