Dopo i dazi, l’export italiano prende il volo anche nell’Extra UE: i DATI Istat che spengono il catastrofismo

Contrariamente agli allarmismi, il governo e le imprese italiane dimostrano che la strategia di diversificazione dei mercati ha prodotto ottimi risultati, con un incremento delle esportazioni certificato dai dati Istat

Com’era quella storia della sinistra? Quella diffusa dopo i dazi di Donald Trump, che parlava di export italiano pronto a crollare a picco, di imprese nostrane che sarebbero state costrette a chiudere sotto il peso delle misure economiche americane, con conseguenze devastanti per i dipendenti delle suddette aziende che, di lì a poco, si sarebbero trovati senza lavoro. E il governo, in previsione di ciò, avrebbe dovuto prevedere dei ristori.

Se non ve la ricordate, è perchè l’allarmismo, quando poi i fatti paventati non si verificano, tende a essere dimenticato. Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Istat, a marzo 2026, l’export italiano non solo non ha subito un contraccolpo negativo a causa dei dazi, ma ha registrato una crescita significativa. L’interscambio commerciale con i paesi extra Ue27 ha visto, infatti, un aumento congiunturale delle esportazioni pari al +3,1%. In particolare, l’export italiano ha fatto registrare un +4,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, un dato ben superiore al +2,8% di febbraio 2026. Questo risultato è frutto della strategia messa in atto dal governo italiano, che ha incentivato la diversificazione dei mercati esteri.

La strategia di diversificazione dei mercati

Il governo e le imprese italiane hanno saputo adattarsi a un contesto internazionale sempre più complesso, trovando nuovi sbocchi commerciali in altri Paesi oltre gli Stati Uniti. Se da una parte i dazi sui prodotti italiani potrebbero aver causato qualche difficoltà iniziale, dall’altra la strategia di diversificare i mercati di esportazione ha garantito una risposta solida e positiva. Le aziende italiane hanno cominciato a guardare con maggiore attenzione ai Paesi al di fuori della zona Euro e dell’Unione Europea, riuscendo a compensare eventuali perdite derivanti dai dazi con l’espansione delle vendite in altre aree geografiche.

Questa visione lungimirante ha portato, come dimostrato dai dati, a un netto miglioramento delle esportazioni italiane anche verso aree di mercato non tradizionali, dove la domanda di prodotti italiani di qualità è in forte crescita.

L’export italiano aumenta: i dati Istat

A conferma di questa realtà positiva, i dati Istat ci offrono uno spaccato chiaro della situazione. Nel mese di marzo 2026, l’avanzo commerciale con i paesi extra Ue27 è stato pari a +5.643 milioni di euro, un risultato simile a quello dello stesso mese del 2025 (+6.110 milioni), nonostante il deficit energetico (pari a -3.962 milioni, rispetto a -3.867 milioni dell’anno precedente). In questo contesto, l’export di prodotti non energetici ha fatto registrare un avanzo di +9.605 milioni di euro, quasi invariato rispetto ai +9.977 milioni di marzo 2025.

L’aumento delle esportazioni, pari al 4,5% su base annua, è stato possibile grazie all’espansione delle vendite italiane in vari Paesi, supportato anche dalla politica del governo, che ha incentivato le imprese italiane a intensificare i legami commerciali con altre economie emergenti. Nonostante le difficoltà iniziali derivanti dai dazi e dalle turbolenze internazionali, l’Italia è riuscita a mantenere la propria competitività, riuscendo così a consolidare la propria presenza sui mercati globali.

L’impatto positivo della diversificazione

Questo ottimo risultato economico conferma che le imprese italiane sono in grado di adattarsi alle sfide internazionali e che il governo italiano ha preso decisioni strategiche efficaci per sostenere l’economia. La capacità di diversificare i mercati di esportazione ha infatti ridotto la vulnerabilità del sistema produttivo italiano agli shock legati ai dazi o a eventuali crisi economiche di singoli Paesi. Un esempio concreto di questa strategia vincente è rappresentato dall’aumento delle vendite di prodotti italiani verso i Paesi extra UE, dove l’export è aumentato significativamente, andando a bilanciare eventuali difficoltà sui mercati tradizionali.

Anche se il settore energetico ha registrato un deficit, l’export di prodotti non energetici, tra cui alimentari, moda e altri settori chiave dell’economia italiana, ha continuato a crescere. Questo dato è ancora più rilevante se considerato in un contesto in cui l’incertezza economica internazionale potrebbe aver avuto un impatto negativo, ma grazie a una gestione accorta e a politiche strategiche, l’Italia ha dimostrato un’ottima capacità di resilienza garantendo la crescita economica anche in tempi di incertezze globali.