L’importanza delle parole, una storia di rinascita e speranza con la Calabria a fare da sfondo. Sono alcuni degli ingredienti de “L’Oratore”, nuovo film di Marco Pollini, con Mauro Cerminara, Giorgio Colangeli, Marcello Fonte, Pasquale Greco, Drammatico, in uscita il 30 aprile in tutti i cinema italiani. Il 2 maggio verrà proiettato alla Multisala Lumiere di Reggio Calabria con un incontro speciale che vedrà presente anche Manuel Nucera, giovane attore di Reggio Calabria che interpreta Felice, il protagonista della pellicola. Ai microfoni di StrettoWeb, Manuel Nucera si è raccontato tra film, passione, futuro e uno sguardo alla Calabria cinematografica
Chi è Manuel Nucera?
Manuel Nucera è un giovane attore e regista reggino, classe 1999, che fin da bambino ha sviluppato una passione per le arti sceniche: dalle recite scolastiche fino a piccoli spettacoli teatrali a sostegno dei malati psichiatrici. Crescendo, Manuel ha sviluppato il suo amore per il cinema, ma senza troppi voli pindarici: “pensavo che un ragazzo di Reggio non potesse entrare nel mondo del cinema, non per mancanza di capacità, ma perchè mi sembrava lontano, inaccessibile“, ci racconta.
Infatti, dopo la scuola, ha iniziato a lavorare nell’edilizia per qualche anno riponendo in un cassetto il sogno di diventare un attore. “A lavoro andava bene, avevo trovato la mia dimensione – racconta – ma mi mancava la parte artistica affine alla mia personalità. Mi sono licenziato e mi sono iscritto alla Scuola Cinematografica per seguire la mia passione. Ho avuto la possibilità di esibirmi e anche di dare seguito alla mia passione per la regia. Ho anche realizzato un cortometraggio dal titolo ‘L’ultimo dono’ che è quasi ultimato“.
Interessante la sua doppia anima da attore e regista. Dal punto di vista attoriale, racconta, “sono sempre stato un grandissimo fan di Robert De Niro, in tutte le salse, ma adoro alla follia ‘Taxi Driver’. Mi piacciono Al Pacino, Marlon Brando, William Defoe, anche Mastroianni. Ho avuto la possibilità di fare un cortometraggio con Fabrizio Ferracane che stimo molto. Fra i giovani Barry Keoghan“.
Dietro la cinepresa, i suoi punti di riferimento sono: “Martin Scorzese ovviamente. Andrej Tarkovskij mi lascia sempre senza parole“. Nessun dubbio sul genere: “mi adatto a tutto, ma ho una propensione per il drammatico e non amo molto la commedia. L’importante è avere stima con il regista con cui si lavoro: se c’è quella, si può fare tutto“.

“L’Oratore”: una storia di rinascita dalla Calabria
Il film “L’Oratore”, ambientato e girato in Calabria, racconta la storia di Felice, un ragazzo delle case popolari con la passione per la musica ereditata dal padre (interpretato da Marcello Fonte, la star di Dogman), che sogna di diventare un pianista di successo e far conoscere la sua musica per strada, spinto dall’amica noemi. Dopo essersi indebitato con un usuraio per acquistare un pianoforte a coda, distrutto successivamente da alcuni ragazzi, Felice scappa dalla malavita e finisce in una chiesa a improvvisare un’orazione funebre per un morto: non sa chi sia, ma la sua abilità con le parole ‘incanta’ tutti. Il resto potrete vederlo al cinema.
“Il messaggio del film è di reinventarsi, di rinascita, di evasione da contesti brutti attraverso l’arte“, racconta Manuel Nucera. “Il Mattino” ha definito il film un “anti-Gomorra”. Sul tema Manuel smentisce ogni antagonismo e chiarisce: “Gomorra è un prodotto speciale, famoso e studiato nel mondo, in cui si racconta una realtà spiacevole in maniera anche pedissequa. Nel film ‘L’Oratore’, invece, c’è una realtà fatta speranza, il regista vuole instillare un sogno in chi lo guarda“.
Com’è la situazione cinematografica della Calabria?
Manuel sogna di produrre un film da regista “l’ho scritto, sono in fase pre-pre-pre produttiva” e di lavorare il più possibile magari con “Francesco Costabile, ho visto ‘Familia’ e sono rimasto folgorato. Ma anche Matteo Garrone, Paolo Sorrentino, il giovane Antonio Lacamera con il quale ho percepito una certa affinità alla Settimana della Critica a Venezia“.
In questo senso, come risponde la Calabria alle esigenze di un giovane attore? “Vedo tanto fermento da parte della Calabria Film Commission. Spero si possa instaurare un dialogo per tanti nuovi set in Calabria, terra spettacolare per il cinema. Anche a Reggio Calabria, come nel resto della regione, siamo in fase di sviluppo. Ci sono tantissimi professionisti che si impegnano molto, tanto nella propria terra quanto da fuori, per poi poterci ritornare. Io stesso, che vivo a Roma, non vedo l’ora di poter tornare nella mia terra come regista, anche perchè si presta molto dal punto di vista cinematografica. Qui a Roma, in tanti mi hanno parlato bene della Calabria Film Commission: se c’è questo fermento, credo sia tutto in divenire”.
Molto giovane, ma già con le idee chiare per il futuro, Manuel ci saluta con un pensiero: “in futuro, mi piacerebbe anche mettere a disposizione la mia esperienza per i giovani attori e i ragazzi che, come ho fatto io, studiano alla Scuola Cinematografica di Siderno. Vorrei condividere con loro ciò che ho imparato“.



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