Corruzione negli appalti pubblici a Crotone: arrestato l’ex vicepresidente della Provincia

Inchiesta “Teorema”, misure cautelari per cinque indagati: al centro un presunto sistema per pilotare appalti e drenare fondi pubblici attraverso società di comodo

Il gip di Crotone, come riporta ANSA, ha disposto la misura cautelare in carcere per l’ex vicepresidente della Provincia di Crotone ed ex commissario provinciale di Forza Italia Fabio Manica, e per l’imprenditore Giacomo Combariati, nell’ambito dell’inchiesta Teorema sulla presunta corruzione negli appalti dell’ente intermedio. Disposti anche i domiciliari per i coniugi Luca Bisceglia, ingegnere, e Rosaria Luchetta, architetto, mentre è scattato il divieto di dimora nell’intera provincia pitagorica per l’avvocato Francesco Manica, fratello dell’esponente politico.

L’inchiesta, coordinata dalla pm di Crotone Rosaria Multari e condotta dalla Guardia di finanza, coinvolge 19 persone. L’ ordinanza segue gli interrogatori preventivi che si erano svolti lo scorso 7 aprile. I cinque indagati, considerati dall’accusa ai vertici dell’organizzazione, sono accusati, a vario titolo, di corruzione, falso in atto pubblico e truffa in erogazioni pubbliche. Secondo la Procura avrebbero messo in piedi un circuito criminale finalizzato a drenare fondi pubblici attraverso l’assegnazione pilotata di appalti della Provincia e di alcuni Comuni.

Bisceglia e Luchetta avrebbero messo stabilmente a disposizione le proprie qualifiche per aggiudicarsi formalmente la direzione o l’esecuzione dei lavori. Una volta incassato il compenso pubblico, per l’accusa, provvedevano a stornarne una parte consistente facendola transitare attraverso società di comodo. Questo percorso, per gli inquirenti, terminava nelle mani di Manica, all’epoca vicepresidente della Provincia che avrebbe prelevato i contanti utilizzando un bancomat formalmente intestato a Combariati. L’avvocato Manica, fratello di Fabio, è accusato di aver agito come consigliere legale per suggerire fusioni o scissioni societarie per blindare le imprese del gruppo e mettere al riparo dalle indagini. Nei giorni scorsi i finanzieri del Gruppo di Crotone hanno notificato anche la convalida nei confronti degli indagati del sequestro preventivo di 400 mila euro.