Coach Alibegovic a Reggio Calabria: “ricordo Gebbia e Ginobili”. E la battuta su cene e cantieri | INTERVISTA

Teo Alibegovic ai microfoni di StrettoWeb: parole al miele per Reggio Calabria, ricordi del passato cestistico e anche qualche simpatica battuta

Vicepresidente della Fortitudo Bologna, ex nazionale sloveno, visto in Italia con le maglie della già citata Bologna, di Trieste e Udine, nonchè sulle panchine di Udine e Scafati, papà dell’ex capitano della Trapani Shark Amar Alibegovic, di Mirza Alibegovic (capitano di Udine) e Denis Alibegovic, nonchè zio materno di Luka Garza, giocatore NBA visto con Detroit, Minnesota e Boston. Insomma, Teoman “Teo” Alibegovic non ha bisogno di presentazioni, la sua storia cestistica e familiare parla chiaro.

In questi giorni è a Reggio Calabria per le Superfinal EYBL come coach dell’IBA, l’International Basketball Academy fondata dallo stesso Alibegovic come centro d’élite per lo sviluppo di grandi talenti cestistici. A margine dell’incontro di questa sera al Pianeta Viola, Alibegovic si è concesso ai microfoni di StrettoWeb per una bella intervista tra basket giovanile e ricordi del passato, spendendo parole al miele per Reggio Calabria.

Dopo una veloce commento in merito al match perso contro gli americani, “sarebbe stata molto più bella se avessimo potuto giocarla come seconda o terza partita, sarebbe totalmente diversa la storia“, il coach ha sottolineato comunque “la bellissima esperienza, straordinaria ospitalità, sempre Reggio Calabria la conosco dai… miei tempi“.

Ed è così che Teo Alibegovic ha speso parole al miele per Reggio Calabria e ha snocciolato diversi ricordi del passato. Non prima però di una simpatica battuta: “avete sempre qualcosa da riparare sulla spiaggia lì, sempre qualcosa, qualche cantiere! Ma è super bellissimo, mare bellissimo, tutto bellissimo, stasera si va a mangiare da qualche bella parte e via!“.

In merito alle strutture sportive, il coach sloveno non ha dubbi: “in questo palazzetto ho fatto allenamento con la Snaidero Udine. Dio vi ha dato questa roba, questa bellezza, è fantastico. Io qui ho giocato partite con Dean Garret e Alexander Volkov quando giocavano con la Panasonic“. E ancora: “la buonanima di Gaetano Gebbia, Charlie Recalcati, ho visto in coppia Carlos Delfino e il piccolo Manu Ginobili“.

E anche qualche ricordo un po’ meno piacevole: “qua ho perso i Playoff, eravamo 17 punti avanti e poi Eubanks ci ha fatto 40 punti, solo Dio sa come, sono storie di pallacanestro, questo è il basket, vinci e perdi“.

Poi un messaggio bellissimo per i giovani: “la cosa molto importante è se noi possiamo restituire qualcosa indietro alla pallacanestro e a questi ragazzi che crescono, dare qualche valore oltre solo al palleggiare e al
tirare, ma anche qualche valore di spiritualità di mentalità, trasferire
un po del nostro amore per questo sport. Io non sarei dovuto essere qui, sono vicepresidente della Fortitudo, ma comunque lo faccio veramente con immenso piacere, se noi tutti facciamo quel piccolo passettino avanti, secondo, me non dobbiamo temere per le
generazioni future.

In questo momento noi abbiamo problema che non abbiamo giocatori giovani: cosa facciamo per giocatori giovani? Parliamo sempre dei giocatori giovani e poi vedi cinque stranieri contro cinque stranieri nei quintetti base. Bisogna aver coraggio, metterli in gioco e supportarli quando giocano. Stasera potevamo giocare con i sei-sette migliori giocatori di rotazione e non cambiare mai. No, abbiamo
lasciato che la gente giocasse, che prendesse coraggio che prendesse consapevolezza che sono molto più bravi di quello che pensano di se stessi“.