Catanzaro, Lucano ospite dell’Ateneo per parlare del “modello Riace”. Nesci (FdI) protesta: “è gravissimo”

L'iniziativa dell'Ateno, in programma domani, rientra nell'ambito degli "Itinerari di sociologia pubblica in Calabria" dedicati all'applicazione critica del sapere sociologico alle problematiche sociali più rilevanti del territorio calabrese

Un seminario che sarà tenuto dall’europarlamentare di Avs, Mimmo Lucano all’Università di Catanzaro sull’esperienza di integrazione a Riace ha innescato una polemica politica, con Fratelli d’Italia che ha definito l’iniziativa “grave ed inaccettabile”. L’iniziativa dell’Ateno, in programma domani, rientra nell’ambito degli “Itinerari di sociologia pubblica in Calabria” dedicati all’applicazione critica del sapere sociologico alle problematiche sociali più rilevanti del territorio calabrese. Lucano è chiamato a tenere il seminario su “Il modello di ospitalità di rifugiati e migranti del Comune di Riace” con i saluti del rettore Giovanni Cuda e della professoressa Aquila Villella, direttore del dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia dell’Umg. Previsti gli interventi dei docenti Antonino Mantineo, ordinario di Diritto ecclesiastico e Diritto canonico e Alberto Scerbo, ordinario di Filosofia del Diritto.

Nesci (FdI): “a Catanzaro si fa propaganda sull’immigrazione”

 “È gravissimo che l’Università Magna Græcia di Catanzaro si trasformi in un palco politico per rilanciare una visione ideologica dell’immigrazione, spacciata come modello di sviluppo per la Calabria”. Lo dichiara l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Denis Nesci. “Affidare al collega Domenico Lucano il compito di indicare la strada significa legittimare una linea politica precisa: quella di un’accoglienza senza limiti e senza regole, che lo stesso Lucano ha rivendicato più volte anche pubblicamente, arrivando ad ammettere di aver ‘forzato’ le norme in nome di un’idea ideologica di gestione dei flussi migratori. Non è questa la risposta che serve alla Calabria. Il cosiddetto modello Riace nasce da una visione che considera l’immigrazione una leva automatica di sviluppo, quando la realtà dimostra che si tratta di fenomeni complessi che richiedono legalità, programmazione e controllo. Non slogan”, evidenzia Nesci.

“Lucano ha sempre sostenuto una narrazione dell’accoglienza come soluzione universale, arrivando a contrapporre modelli e territori in chiave politica e ideologica. Portare questa impostazione dentro un’università pubblica, senza contraddittorio, significa fare propaganda, non formazione. Preoccupa che un ateneo pubblico avalli una visione così radicale, ignorando completamente le criticità emerse negli anni e il dibattito nazionale ed europeo su sicurezza, integrazione e sostenibilità dei flussi migratori”, rimarca Nesci.“La Calabria non ha bisogno di esperimenti ideologici, ma di politiche serie: lavoro, infrastrutture, sostegno alle imprese e valorizzazione del territorio. Usare l’università per costruire consenso attorno a modelli politici divisivi è un errore grave. Le università devono essere luoghi di libertà e confronto, non strumenti di parte. Chi oggi piega le istituzioni a una visione politica – conclude Nesci – se ne assuma la responsabilità davanti ai cittadini e agli studenti”.