Un uragano! Prima conferenza stampa di Francesco Cannizzaro dopo l’annuncio della sua candidatura a Sindaco di Reggio Calabria, arrivata una settimana fa. Ha detto tanto, ma non tutto, “altrimenti cosa dirò poi in campagna elettorale?”. In una segreteria gremita, alla presenza di famiglia ed esponenti del partito non solo locale (c’erano anche gli Eurodeputati Princi e Nesci, nonché l’Assessore regionale Micheli), l’Onorevole ha snocciolato vari temi, a partire dall’annuncio di giovedì sera per poi passare ad altri argomenti. “Sono emozionato, ma ritenevo necessario organizzare questa conferenza stampa per rispondere alle domande, e ritenevo farlo prima delle festività, così da augurarci buona Pasqua. Poi è una bella giornata perché ho anche appreso che Gravina si è appena dimesso” ha esordito, iniziando il suo monologo che ha mischiato la serietà a qualche battuta per sdrammatizzare e rompere il ghiaccio.
“Ho fatto questa scelta con la testa e con il cuore, perché non sono sprovveduto. Voglio trasmettere alla cittadinanza l’adrenalina e l’entusiasmo che ho in corpo. Nonostante abbia oltre 40 anni, e 20 di politica, già posso affermare in pochi giorni che questa sarà la campagna elettorale più bella ed entusiasmante della mia vita. Siamo una grande squadra, che al suo interno dibatte e si confronta, con un governo già collaudato alla Regione, il migliore della storia del regionalismo calabrese, perché c’è un grande Presidente. Manca solo la guida del CentroDestra al Comune e alla Città Metropolitana. Sono convinto, non certo, di un buon risultato, ma non si vince solo con l’entusiasmo, bensì spiegando quella che è la visione di città” ha aggiunto.
Cannizzaro: “cambierò il regolamento sulle Commissioni e sulle Circoscrizioni”
Il primo annuncio è sulla eventuale Giunta, poi sulle Commissioni: “la campagna elettorale non è ancora iniziata, ma in questi anni già ci siamo portati avanti, sostituendoci a Comune e Città Metropolitana. Ci sarà una squadra di livello, con Assessori e Consiglieri di livello. Gli Assessori che chiamerò per la futura Giunta sappiano già da ora che si troveranno davanti a una scelta: dovranno rinunciare alla propria postazione di lavoro, fare solo e soltanto l’Assessore. Se svolgono professioni di Dentista o Avvocato, dovranno chiudere il loro studio e fare solo gli Assessori. Ai Consiglieri dico: chi ha intenzione di candidarsi con la mia coalizione, come Consigliere, il primo atto sarà il cambio di regolamento delle Commissioni. Le Commissioni si fanno a Palazzo San Giorgio e non online. Altrimenti candidatevi dall’altra parte, non con noi. E questo lo dico perché mi è capitato di stare insieme a Consiglieri di Minoranza mentre erano con me a fare la spesa si collegavano online con le Commissioni. Le Commissioni si fanno in presenza, sul posto, vestiti per bene, non in accappatoio dopo che si esce dalla doccia”.
Sulle Circoscrizioni: “dopo anni torneremo a votare per le Circoscrizioni, vedo fermento in città. Il Presidente eletto sarà come un piccolo Sindaco di un’area della città, ma per loro vale lo stesso discorso fatto per gli Assessori. La musica cambierà. E oltre a quello delle Commissioni cambieremo anche il regolamento delle Circoscrizioni, dico in risposta alla scelta dell’Amministrazione riguardo al listone”.
“Io sento il dovere di formare la nuova classe dirigente di questa città, con tanti giovani dentro le nostre liste. Per questo sabato, molto probabilmente, lancerò il mio simbolo, che è il simbolo del Sindaco. Io questa città la cambierò, ma solo con il gioco di squadra. Tanti giovani addirittura stanno tornando dal Nord Italia. Ci saranno professionisti, tanti che io ho chiamato. Nella lista del Sindaco non ci saranno plenipotenziari, e ci saranno solo volti nuovi. Di certo io ce la metterò tutta. Non lascio Roma per pettinare le bambole, ma darò tutto me stesso per la città più bella del mondo, in questi dodici anni mortificata”.
“Questa campagna elettorale non mi fa dormire la notte ma mi carica, ancora di più. È un sogno che avevo fin da bambino. La città stava aspettando un candidato che potesse cambiare questa città e me ne sono accorto quando le persone mi fermavano per dirmi: ma tu candidi questo o quello? No, era sempre un no. Il 14 febbraio, il giorno della presentazione del programma, mi sono sentito avvolto dal calore e dalla responsabilità. Da quel giorno ho capito che bisognava seriamente metterci la testa e così è stato. Non vi dico quante volte ho registrato il video dell’annuncio. Non me ne rendevo conto, l’ho fatto solo quando l’ho detto ai miei genitori”.
Lamberti al fianco di Cannizzaro? “Ha detto che verrebbe con me solo al ballottaggio, ma perché non prima?”
Dopo il lungo intervento, spazio alle domande della stampa. “Se c’è un Sindaco autorevole, forte e determinato, il dirigente non si può non allineare al Sindaco. Via chi ha contribuito allo sfascio di questi 12 anni, non li voglio neanche vedere in fotografia. Il Sì al Referendum ha vinto solo a Reggio? Mi converrebbe dire che sia un fatto politico, ma non è così. So per certo che tanti a Sinistra, anche estrema, abbiano votato Sì, anche se poi festeggiavano con la Procura a Piazza Camagna”.
“Alleanza con Nucera? Ho letto che si è ritirata, ma ovviamente per farlo con Battaglia. E Lamberti? Brava persona, che conosco, una risorsa. Ho letto che qualora dovessi andare al ballottaggio, passerà da me. Ma perché non farlo prima? Anche perché il ballottaggio non ci sarà. Caso Merenda? Qualora dovesse essere un caso, è già chiuso, perché Merenda non sarà candidato. E vale per tutti, sia chiaro. Patto con la Trasparenza proposto da Battaglia? Non ho tempo di fare patti, ma posso dirgli di stare tranquillo: non credo che nessuno passerà da noi a loro”.
“Dicono che abbia aspettato il Referendum per candidarmi? So che è passato questo messaggio. Intanto il Governo centrale è partito molto più rinvigorito di prima, e lo dicono i sondaggi. Ma io avrei tranquillamente potuto lavorare in zona comfort, così si dice, e invece ho preferito fare questa scelta. Ho 42 anni, ho ancora energia, la città è ai minimi termini e per questo ho sentito una responsabilità enorme. C’erano e ci sono profili che avrebbero potuto fare anche meglio di me, ma li sfido sulla voglia e sul desiderio che io ho di lasciare Roma e stare qui h24. E poi avrei zona comfort anche se dovessi perdere e fare il deputato di Opposizione. Anche perché è così che ho ottenuto l’emendamento per l’Aeroporto”.
Dalle deleghe al decreto Reggio passando per il progetto sul lavoro di Scopelliti
“Occhiuto farà una lista per me? Gli ho detto che non c’è bisogno. Il progetto di Scopelliti sui mille posti di lavoro? Inutile parlarne ora, ma è sicuramente un progetto interessante. Decreto Reggio? È fermo lì, ci sono possibilità che si attui, ma questo argomento merita una sessione a parte. Deleghe alla Città Metropolitana? Certo, con i tempi maturi, il percorso è già avviato da tempo. Se dovessi perdere le elezioni, io sarò il primo promotore per ottenere le deleghe”.
“La prima cosa che far in caso di elezione? Chiederò ai miei uffici di provvedere a creare l’accoglienza più profumata e bella a Palazzo San Giorgio. Lo farò con il mio ultimo stipendio da parlamentare. Quelle volte che sono entrato ho visto gente con la sigaretta, che giocava al cellulare, non ho visto piante”.
“Non sapete che soddisfazione quando ho visto approvare l’emendamento sull’Aeroporto da parlamentare dell’Opposizione, mentre quelli di Maggioranza non riuscivano ad approvarne uno. Lì Reggio Calabria è entrata a livello nazionale nel dibattito politico, ha iniziato a contare, anche perché è una Città Metropolitana“.
“A proposito di giovani, c’è un modo affinché possano restare: la prossima Facoltà di Medicina e la creazione del Campus Universitario”.
“Cosa mi ha fatto più male di questi 12 anni di Falcomatà? Quando dal Sindaco o dalla Giunta non sono arrivati apprezzamenti per il mio impegno, come ad esempio quello sull’Aeroporto. Anzi, qualcuno sperava fossero frottole. Ecco, se fai così o sei miope o sei cretino. E poi, mi si lasci dire, quei nastri arancioni sparsi per la città sono l’emblema, la mancanza di rispetto verso i cittadini e verso chi investe, verso gli imprenditori, e ce ne sono tanti”.
“Dimissioni Gravina? Sul piano personale ho avuto sempre un cordialissimo rapporto, fino a un certo punto, fino a quando mi ha fatto incazzare e l’ho mandato a fanculo, per fatti riguardanti la nostra città e la nostra squadra”.











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