Calabria, processo Rinascita scott: prorogata la libertà vigilata per Michele Bonavota, il Tribunale conferma la pericolosità sociale

Decisione della Sorveglianza di Catanzaro: un altro anno di misura di sicurezza per il condannato nel processo “Rinascita Scott”. Pesano recidiva, contesto ambientale e necessità di proseguire il percorso terapeutico

Il Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro ha disposto la proroga della misura di sicurezza della libertà vigilata nei confronti di Bonavota Michele, già condannato nell’ambito del processo “Rinascita Scott” a 12 anni di reclusione. La decisione, depositata il 23 aprile 2026, conferma il permanere della pericolosità sociale del soggetto, ritenendo necessario prolungare la misura per un ulteriore anno. Il provvedimento stabilisce chiaramente che “dichiara il permanere della pericolosità sociale di BONAVOTA MICHELE e proroga, a decorrere dalla data di deposito del presente provvedimento, la misura di sicurezza della libertà vigilata per anni uno, confermando le prescrizioni già disposte” .

I motivi della proroga della libertà vigilata

Alla base della decisione vi è una valutazione complessiva della condotta del soggetto durante il periodo di applicazione della libertà vigilata. Come emerge dalla documentazione, il quadro tracciato dagli organi competenti evidenzia elementi critici che hanno inciso sulla decisione finale. In particolare, viene sottolineato come, inizialmente, il soggetto “non riconosceva la gravità delle azioni poste in essere”, mentre solo successivamente, attraverso colloqui professionali, ha acquisito maggiore consapevolezza. Tuttavia, tale percorso non è stato ritenuto sufficiente a escludere il rischio di recidiva. Ulteriore elemento determinante è rappresentato dalla situazione familiare e ambientale, descritta come negativa e segnata anche dalla presenza di precedenti penali tra i familiari conviventi.

Recidiva e nuove segnalazioni: un quadro ancora critico

Uno degli aspetti più rilevanti che ha portato alla proroga della misura di sicurezza riguarda episodi recenti emersi durante il periodo di sorveglianza. Dalla relazione emerge infatti che il soggetto è stato deferito per truffa nel 2025, circostanza che ha aggravato la valutazione complessiva. Il provvedimento evidenzia che “dall’acquisizione in risulta che trattasi di fatti posti in essere dal libero vigilato nel corso della misura”, elemento che ha inciso in maniera significativa sulla decisione del giudice . A ciò si aggiunge la considerazione delle denunce recenti e della “recente ricaduta nell’illecito, durante la misura”, fattori che hanno contribuito a delineare un quadro di persistente rischio sociale.

Il ruolo dei servizi territoriali e il percorso terapeutico

Determinante nella valutazione del Tribunale è stato anche il contributo dei servizi territoriali. Il Centro di Salute Mentale ha evidenziato la necessità che il soggetto continui il percorso terapeutico con controlli periodici, anche a cadenza trimestrale o semestrale. Secondo quanto riportato, il soggetto “deve seguire la terapia con continuità e dovrebbe eseguire dei controlli a cadenza trimestrale o anche semestrale se compensato”, segnalando quindi l’importanza di un monitoraggio costante . Questa esigenza di continuità terapeutica è stata considerata un elemento centrale per giustificare la prosecuzione della libertà vigilata, ritenuta necessaria per garantire un controllo adeguato.

Pericolosità sociale e valutazione finale del giudice

La decisione finale del Magistrato di Sorveglianza si fonda su una valutazione complessiva che tiene conto di diversi fattori: la recidiva, il contesto familiare, la necessità di proseguire la terapia e i comportamenti tenuti durante la misura. Nel provvedimento si legge infatti che “si ritiene che persiste un’attuale pericolosità sociale del reo e che, quindi, si appalesa necessaria la prosecuzione della misura con le prescrizioni in corso, con conseguente proroga di anni uno” . Si tratta di un passaggio chiave che evidenzia come, nonostante alcuni segnali di miglioramento, il rischio di reiterazione di condotte illecite sia stato ritenuto ancora concreto.

Un caso emblematico nel solco di “Rinascita Scott”

La vicenda di Bonavota Michele, già coinvolto nel maxi processo “Rinascita Scott”, si inserisce in un contesto più ampio di contrasto alla criminalità organizzata. La proroga della libertà vigilata rappresenta un segnale della linea rigorosa adottata dalla magistratura nei confronti di soggetti ritenuti ancora socialmente pericolosi. La decisione del Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro conferma quindi un approccio prudente e orientato alla prevenzione, ribadendo l’importanza delle misure di sicurezza come strumento di controllo e tutela della collettività.