“Le Case di Comunità, che saranno un punto di riferimento per l’assistenza territoriale cittadini, hanno in Calabria la soluzione per la copertura delle prestazioni di Medicina Generale, infatti, il DCA 58/25 che a breve sarà integrato dal nuovo AIR, già risponde ai requisiti previsti dal DM 77. Leggiamo con stupore che a livello Nazionale, il Governo non conosca le opportunità offerte da alcuni accordi regionali e pensi, ancora una volta, che la soluzione sia modificare lo status giuridico dei Medici di Famiglia con il falso presto che, una volta aperte le Case di Comunità, non via sia personale medico disponibile”, lo scrive in una nota Rosalbino Cerra della Fimmg.
“La soluzione che offre una piccola Regione del Sud, con una condizione orografica complessa, può essere valida per tutto il territorio nazionale. La proposta di cancellare progressivamente il ruolo fiduciario di medico di famiglia e sostituirlo con il medico “di turno” costituisce a nostro giudizio, un ulteriore deterioramento della qualità del Sistema Sanitario Nazionale. Oggi, il cittadino “sceglie il proprio medico” la proposta governativa invece, prevede non in immediato, ma progressivamente, che debba rivolgersi al medico di turno. Perdendo tutta la qualità che invece è offerta dal sistema fiduciario. La riforma, in via di elaborazione in questi giorni, per le notizie che abbiamo oggi, destrutturerà progressivamente, la medicina del territorio, con il lento inesorabile smantellamento del rapporto fiduciario”, rimarca Cerra.
Per Cerra bisogna tutelare il sistema sanitario nazionale
“Sono sicuro che il Presidente della Regione Calabria e altri presidenti di Regione si batteranno per tutelare il Sistema Sanitario Nazionale, per tutelare il diritto del cittadino alla libera scelta del medico curante. E’chiaro a tutti, che ci sono poteri economici e assicurativi, pronti ad offrire a “ pagamento” pacchetti di prestazioni che includano anche la scelta fiduciaria del Medico di Famiglia”. Noi ci battiamo e ci batteremo perchè tutti i cittadini, con qualsiasi reddito, o condizione sociale, possano continuare ad avere questa opportunità. Vogliamo che l’assistenza sanitaria continui ad essere un’assistenza di qualità per tutti i cittadini Italiani e non solo per chi ha le possibilità economiche di acquistare coperture assicurative. Per questo siamo fermamente contrari a questa riforma fatta senza consultare i medici e contro i cittadini”, conclude Cerra.


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