Bronzi di Riace: nuove rivelazioni tra scienza e storia

Alla Casa Museo dell’Accademia d’Armi Musumeci Greco, Riccardo Partinico presenta uno studio innovativo che identifica le celebri statue in Pericle e Temistocle, tra analisi anatomiche e fonti storiche

La Casa Museo dell’Accademia d’Armi Musumeci Greco di Roma ha ospitato lo scorso 17 aprile la presentazione del volumeAnatomia Archeostatuaria dei Bronzi di Riace” di Riccardo Partinico, tra i massimi esperti  delle celebri statue. L’evento ha rappresentato un importante momento di approfondimento scientifico e divulgativo, con particolare attenzione alle osservazioni anatomiche, alle armi (perse) e all’identità dei Bronzi di Riace.

A moderare l’evento è stato il giornalista Marco Franzelli. Sono inoltre intervenuti Novella Calligaris (Presidente dell’Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzuri d’Italia), associazione patrocinante dell’evento; Gemma Gesualdi (Presidente dell’associazione “Brutium – I Calabresi nel Mondo”); Marco Bussagli (Prof. Ordinario dell’Accademia di Belle Arti di Roma); Pier Giovanni Guzzo (Sovrintendente Archeologo) che coordinò il recupero delle due statue e Beniamino Quintieri (Presidente Istituto del Credito Sportivo e Culturale) contribuendo a un dialogo di alto profilo tra cultura, sport e identità nazionale.

Secondo la spiegazione del professor Partinico la “Statua B” dei Bronzi di Riace  può rappresentare Pericle per un insieme di indizi precisi, coincidenti e concordanti: la data di realizzazione e lo stile artistico dell’opera, 430 a.C. circa; il luogo di realizzazione, Attica; le fonti letterarie che raccontano la vita politica e militare di Pericle e descrivono la particolare conformazione della sua testa allungata e soprannominato “Schinocefalo” (testa di cipolla marina); le armi in dotazione agli opliti e la kynè del comandante presente sul capo dell’uomo raffigurato dalla statua B ed i tratti somatici del volto identici a quelli del busto di Pericle in esposizione ai Musei Vaticani, ritrovato nel 1779 a Tivoli. Dati incontrovertibili rilevati dalle analisi scientifiche effettuate dal CEDAD di Unisalento e dall’Istituto Centrale per il Restauro e dalle fonti letterarie.

Gli studi anatomici svolti sul corpo e sul cranio della statua hanno rilevato il varismo del V dito del piede, la scoliosi dorso-lombare, la rettilineizzazione del rachide cervicale ed il cranio dolicocefalo. Alterazioni scheletriche che potevano essere copiate dall’artista osservando un modello vivente, probabilmente un lottatore ed escludendo la rappresentazione di personaggi mitologici, quali Eteocle e Polinice, Anfiarao e Tideo ed altri.

La statua A, realizzata nel 460 a.C., è identificata in Temistocle attraverso un’analisi storiografica e anche dallo studio dell’elmo mancante, probabilmente a forma di coppa, compatibile con quello utilizzato dagli opliti della flotta navale e anche con l’arma impugnata nella mano destra trattenuta tra le due dita assieme all’ankùle (laccio di cuoio) che veniva scagliata dalle imbarcazioni durante gli scontri in mare, quale, per esempio, la Battaglia di Salamina nel 480 a.C. Il prof. Marco Bussagli ha annunciato che il saggio di Partinico edito da Publigrafic sarà adottato come libro di testo all’Accademia delle Belle Arti di Roma a partire dal prossimo anno accademico.