Villa San Giovanni, la videosorveglianza “Cerbero” arriva in Parlamento: interrogazione di Fratelli d’Italia

La nota di Fratelli d'Italia Villa San Giovanni sull'interrogazione parlamentare di Antoniozzi sulla videosorveglianza "Cerbero"

“Il tentativo di normalizzazione su una questione che riguarda i diritti fondamentali di milioni di cittadini, rappresentata dalla violazione del diritto alla protezione dei dati personali attraverso il sistema di videosorveglianza “Cerbero”, è stata disinnescata dalla presentazione da parte del deputato di Fratelli d’Italia Alfredo Antoniozzi, il 27 febbraio scorso, di una interrogazione parlamentare ai Ministri dell’interno, della pubblica amministrazione e delle infrastrutture e dei trasporti in merito all’istituzione del sistema di videosorveglianza e lettura targhe denominato “Cerbero”, attivato dal Comune di Villa San Giovanni“. Comincia così la nota di Fratelli d’Italia Villa San Giovanni sull’interrogazione parlamentare di Antoniozzi sulla videosorveglianza “Cerbero”.

“La città dello Stretto rappresenta uno dei principali snodi nazionali per l’attraversamento dello Stretto di Messina, con un flusso stimato di circa 5 milioni di veicoli e 7,5 milioni di pedoni ogni anno diretti o provenienti dalla Sicilia. Proprio per questo – sottolinea l’interrogazione – ogni intervento tecnologico volto al controllo del traffico e alla sicurezza deve essere accompagnato da piena trasparenza amministrativa e rigoroso rispetto delle norme”.

“Con atto di indirizzo del 9 settembre 2024, infatti, l’amministrazione comunale ha demandato al settore polizia locale la valutazione di una proposta presentata da una dalla società per l’installazione di un sistema di videosorveglianza, finalizzato alla prevenzione dei reati predatori e alla rilevazione automatica di violazioni relative a copertura assicurativa, revisione periodica e limiti di velocità. L’attivazione del sistema – riporta l’interrogazione – è avvenuta in assenza di alcuni adempimenti obbligatori previsti dal Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (GDPR), tra cui la valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA) e la nomina del responsabile della protezione dei dati (DPO), oltre ad una miriade di piccole e grandi violazioni amministrative e procedurali, finendo addirittura alla assenza di omologazione ed approvazione dei dispositivi utilizzati da parte del Ministero delle Infrastrutture”.

“La vicenda ha portato anche alla presentazione di una serie di reclami al Garante per la protezione dei dati personali da parte del Codacons di Reggio Calabria e, secondo quanto riportato, avrebbe determinato richieste di chiarimento da parte delle autorità statali competenti, le quali hanno ribadito l’illegittimità del sistema sia per la rilevazione delle sanzioni al Codice della Strada, sia per quanto attiene alla normativa sulla Privacy”.

“L’interrogazione mira, dunque, a fermare il tentativo di imporre il silenzio su una questione scabrosa per l’Amministrazione Comunale, con evidenti risvolti sotto il profilo delle responsabilità erariali che ne derivano. Fratelli d’Italia di Villa San Giovanni, sin da subito ha espresso i molti dubbi sulla liceità della iniziativa amministrativa e che adesso dovranno trovare adeguata risposta da parte dei Ministri interrogati, grazie alla importante iniziativa del deputato Antoniozzi che ringraziamo per la sua autorevole attività in rappresentanza del Circolo Villese di FdI” si chiude la nota del Presidente del del Circolo di FdI Antonio Messina e del Direttivo di FdI Villa San Giovanni.

L’interrogazione parlamentare integrale

Questo il testo integrale dell’interrogazione:

Al Ministro dell’interno, al Ministro per la pubblica amministrazione, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

  • il comune di Villa San Giovanni rappresenta uno dei principali snodi nazionali per l’attraversamento dello Stretto, con un flusso stimato di circa 5 milioni di veicoli e 7,5 milioni di pedoni l’anno diretti o provenienti dalla Sicilia, cui si aggiunge un significativo traffico locale e dell’hinterland: con atto di indirizzo del 9 settembre 2024, l’amministrazione comunale ha demandato al settore polizia locale la valutazione di una proposta presentata dalla società Hypnos s.r.l. per l’installazione di un sistema di videosorveglianza denominato “Cerbero”, finalizzato – secondo quanto dichiarato – alla prevenzione dei reati predatori e alla rilevazione automatica di violazioni relative a copertura assicurativa, revisione periodica e limiti di velocità;
  • con determina del 27 giugno 2025 il servizio di fornitura ed esercizio del sistema è stato affidato alla medesima società, e con successiva ordinanza del 28 luglio 2025 ne è stata disposta l’attivazione, individuando i punti di installazione;
  • secondo quanto rappresentato da organi di stampa e associazioni di consumatori, l’avvio del sistema sarebbe avvenuto in una fase in cui non risultavano ancora formalizzate alcune misure previste dal regolamento (UE) 2016/679 (Gdpr), tra cui la valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (Dpia), poi redatta nel novembre 2025, e la nomina del responsabile della protezione dei dati (Dpo), intervenuta nel settembre 2025;
  • sono state inoltre, sollevate perplessità in ordine alla completezza degli adempimenti in materia di informativa agli interessati, presegnalazione delle postazioni e tracciabilità delle operazioni di trattamento, nonché alla qualificazione del sistema sotto il profilo dell’omologazione dei dispositivi per l’accertamento automatico delle violazioni;
  • la vicenda ha indotto il Codacons di Reggio Calabria a presentare reclamo al Garante per la protezione dei dati personali ai sensi dell’articolo 77 del Gdpr. Sulla questione sarebbero intervenuti anche l’ufficio territoriale del Governo e dipartimento della pubblica sicurezza, con richieste di chiarimenti e osservazioni sulla procedura adottata;
  • ulteriori elementi di attenzione derivano dal fatto che il Garante, con provvedimento n. 752 del 18 dicembre 2025, ha sanzionato il comune di Nave per un caso ritenuto analogo sotto il profilo del trattamento dei dati tramite sistemi di rilevazione automatizzata; secondo quanto riportato, analoghe iniziative tecnologiche sarebbero oggetto di verifica anche in altri comuni delle province di Reggio Calabria e Catanzaro, con l’interessamento dell’autorità giudiziaria in relazione a possibili profili di irregolarità negli affidamenti –:

se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative intendano assumere, per quanto di competenza, anche tramite l’ispettorato per la funzione pubblica, in ordine alla conformità del sistema di videosorveglianza “Cerbero” attivato dal comune di villa San Giovanni alla normativa vigente in materia di sicurezza stradale, omologazione dei dispositivi, affidamento dei contratti pubblici, nonché in ordine alle criticità rappresentate rispetto alla protezione dei dati personali, anche alla luce degli interventi del Garante in casi analoghi. (4-07178)”.