Si sono svolte ieri, domenica 15 marzo, le primarie del Centrosinistra di Reggio Calabria per scegliere il candidato Sindaco in vista delle elezioni comunali di fine maggio. In uno scenario assolutamente surreale rispetto alla storia recente del Partito democratico e dei personaggi protagonisti di questa tornata elettorale, ieri sera abbiamo visto il Sindaco uscente Giuseppe Falcomatà festeggiare e stappare lo spumante insieme agli ultimi fedelissimi Romeo e Latella, per la vittoria di Mimmetto Battaglia. Ci deve essere qualcosa che non quadra, direbbe una mente lucida che ricorda la storia recente della politica in città.
I numeri non hanno pietà: diecimila voti in meno rispetto alle primarie di 12 anni fa
Innanzitutto l’affluenza alle urne: con appena 6.700 votanti, la sinistra ha perso diecimila voti rispetto ai 16.400 elettori che avevano partecipato alle primarie del 2014. Diecimila voti in meno, pari al 60% di coloro che avevano votato 12 anni fa, significa che la stragrande maggioranza di elettori e militanti del Pd e degli altri partiti dell’orbita del Centrosinistra ha deciso di non andare a votare. Tant’è che Mimmetto Battaglia ha vinto queste elezioni con 3.275 preferenze: un numero incredibile, se consideriamo che alle primarie di 12 anni fa era arrivato secondo pur prendendo il doppio dei voti (6.058)!!!.
Era stata una sfida all’ultimo sangue, quella di 12 anni fa tra Falcomatà e Battaglia: sangue comunista il primo, democristiano il secondo, era stata una partita vera tra due mondi, tra due storie, tra due famiglie con valori, principi e tradizioni opposte. Tant’è che poi Falcomatà ha totalmente emarginato Battaglia nel corso di tutta la sua esperienza Amministrativa: non lo ha mai considerato, non lo ha mai nominato Assessore, non ci è mai andato d’accordo. E’ stato il partito, dopo la sospensione del Sindaco per il processo Miramare, a imporlo come Assessore della Giunta Brunetti. E alla fine Falcomatà si è ridotto a doverlo sostenere soltanto perchè non aveva alternative: con gli altri aveva litigato in modo molto più profondo facendo terra bruciata intorno a sé, mentre Battaglia rappresentava il partito. Ecco perchè Falcomatà lo ha sostenuto, votato e adesso celebra il suo successo, che in realtà è un successo di Irto che questa candidatura l’ha fortemente voluta e sposata sin dal primo momento. Sin dal paletto fermo di Mimmetto in Giunta, e poi come Sindaco facente funzioni.
Certo, rimangono i numeri. Oggi diventa candidato del Centrosinistra al Comune una figura che alle primarie ottiene la metà dei voti rispetto a quanti ne aveva presi alle primarie di 12 anni fa quando era rimasto sconfitto. Questo è il segnale più importante, che evidentemente dalle parti del Pd preferiscono ignorare. Avere perso il 60% del proprio elettorato è un dato davvero spaventoso in vista delle elezioni comunali, a maggior ragione se consideriamo l’evidenza – ben nota a tutti e tre i candidati – che a votarli sono stati tanti amici, tanti parenti, tanti conoscenti, che poi alle comunali voteranno per il centrodestra. Anche perchè i ben informati assicurano che Gianni Muraca, secondo con 2.100 preferenze, sia stato apertamente sostenuto da un importante esponente della destra reggina.
Terzo per distacco Maso Canale, che non riesce a raccogliere neanche 1.500 preferenze. E’ lo stesso Maso Canale che nel 2011 era il candidato Sindaco del Pd, e aveva perso le elezioni fermandosi al 28%. E’ particolarmente curioso che in queste primarie si sfidassero il candidato sindaco perdente nel 2011, il candidato sindaco alle primarie perdente nel 2014 e il candidato al consiglio regionale perdente alle regionali di pochi mesi fa. Ancor più curioso che il Sindaco uscente Falcomatà abbia sostenuto proprio Battaglia, quello che per storia, principi e rapporti era il più lontano da lui. Maso Canale, infatti, è stato il candidato Sindaco con cui Falcomatà è entrato per la prima volta in consiglio comunale; Gianni Muraca è stato l’amico di una vita, poi tradito per una poltrona a Palazzo Campanella; Mimmetto Battaglia, invece, era il rivale democristiano, il figlio di Piero, il Sindaco della Rivolta che per papà Italo era l’avversario di destra.
L’eredità di Falcomatà: macerie in città, delusione negli elettori
Sottolineiamo il cortocircuito di Falcomatà perchè non c’è altro responsabile se non lui, del clamoroso crollo di affluenza e dell’enorme disaffezione del popolo della sinistra reggina nei confronti della propria parte politica. Se la sinistra ha perso diecimila voti in dodici anni, non può che essere per la delusione che ha trasmesso alla propria gente mal governando la città proprio in questi dodici anni, mancando ogni promessa. Sarebbe bastato vedere le strade nei pressi delle urne: chi per votare avrebbe dovuto percorrere il viale Galileo Galilei, avrebbe dovuto camminare tra montagne di rifiuti non raccolti per le inefficienze del barbaro sistema di raccolta porta a porta imposto da Falcomatà nel 2015 andando incontro ad un fallimento annunciato. Oggi, nel terzo millennio, neanche nei Paesi del terzo mondo si possono trovare scene come quelle del viale Galileo Galilei di Reggio Calabria in questi giorni.
A sugellare 12 anni di mala amministrazione c’è l’ennesima folle scelta di chiudere le scuole anche oggi, in una normale giornata nuvolosa, mentre nella più brillante Messina sono regolarmente aperte. E’ almeno la centesima volta in questi 12 anni che il Pd chiude le scuole senza motivo, alla faccia della sensibilità all’istruzione, mandando nel caos decine di migliaia di famiglie e di lavoratori senza alcun tipo di ragione.
L’acqua non arriva nelle case, le strade sono ridotte peggio di quelle dell’Ucraina bombardata dalla Russia, persino nell’Iran degli ayatollah attaccato da USA e Israele c’è più decoro che nel manto stradale di Reggio Calabria. E questi disservizi li pagano sulla propria pelle tutti i cittadini reggini, anche quelli di sinistra, che infatti sono delusi e scontenti e hanno deciso di disertare le primarie. A tanti, nei giorni scorsi, ho chiesto perchè. E hanno iniziato a dire parolacce, assicurando che in ogni caso chiunque avrebbe vinto non sarebbero andati a votare alle comunali dopo la delusione di Falcomatà. In molti, non sapevano neanche i nomi dei candidati. Quando parlavo di elezioni, di primarie, di voto, davano per scontato che mi riferissi al referendum della giustizia della prossima settimana. Neanche le consideravano, le primarie del loro partito, e sto parlando di gente che nella propria vita è nata e cresciuta a pane e Pd, ha votato sempre e solo per il Pd. Ecco, è su questo che la sinistra reggina deve riflettere adesso. Dopo 12 anni di Falcomatà, sono rimaste soltanto macerie.
Il futuro della città adesso è nelle mani di Cannizzaro
Alla fine il candidato Sindaco del Centrosinistra è anche dignitoso: moderato, equilibrato, serio, pacato, centrista, democristiano. Per quanto, dal punto di vista umano, fossero dignitosi tutti e tre i candidati. Adesso Mimmetto è convinto di potersi davvero giocare la partita, e ha ragione. Ma è anche consapevole che per farcela davvero non si deve rinnovare la sfida del collegio uninominale delle politiche 2022 alla Camera: Battaglia è un politico esperto, navigato, e sa benissimo qual è la situazione del suo partito e della sua coalizione, e quella degli avversari, così come è consapevole degli stati d’animo dell’opinione pubblica.
Sa benissimo, Mimmetto, che se davvero l’avversario sarà uno tra Francesco Cannizzaro o Giusi Princi, allora potrà anche evitare di impegnarsi nella campagna elettorale perchè non ci sarebbe nulla da fare. Ecco perchè adesso la palla passa al Centrodestra. Ed è tutto nelle mani di Forza Italia. Adesso, a decidere il futuro della città, a decidere l’esito delle comunali, a decidere il prossimo Sindaco, a decidere il percorso di Reggio Calabria, sarà nel bene o nel male Francesco Cannizzaro. Una responsabilità che si è ritagliato a fatica, che si è meritato con anni di duro lavoro e di grandi sacrifici, e che adesso lo pone di fronte ad una scelta da cui passa il destino di tutta la comunità.






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