Nicola Gratteri e il Referendum sulla Giustizia, una storia infinita. In principio fu Falcone e la bufala dell’intervista mai esistita. Poi l’intervista, ma questa reale, sui “cattivi” che voteranno Sì e sui “bravi” che voteranno No. E ora un nuovo capitolo del libro. Sempre a La7, dove il Procuratore è spesso ospite: “Sal Da Vinci canta ‘Per sempre Sì’, ma alla fine voterà No” ha affermato in relazione al cantante vincitore di Sanremo e al titolo del brano. Per Gratteri la battuta “era uno scherzo”, ma intanto l’artista è stato costretto a smentire. Incalzato da Il Foglio, Gratteri ha minimizzato, quasi ritrattato, arrivando però a quelle che somigliano a vere e proprie minacce.
“Abbiamo chiamato Gratteri per capire perché ha detto che Sal Da Vinci voterà ‘no’ al referendum (falso). Ci ha detto: scherzavo. E ha aggiunto: ‘Se dovete speculare fate pure. Tanto dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti, tireremo su una rete'” ha raccontato su X il direttore de Il Foglio, Claudio Cerasa, postando l’articolo uscito questa mattina sul suo giornale nel quale si riporta la conversazione con il procuratore.
“Era tutto uno scherzo”, le parole di Gratteri. “Ridevo con il presentatore”, ha spiegato a Il Foglio. “Senta, con voi del Foglio… Se dovete speculare e diffamare persino su Sal Da Vinci, fate pure. Fatelo. Non è un problema. Tanto, dopo il referendum, con voi del Foglio faremo i conti”. “I conti?”, ribatte il cronista del quotidiano, che parla di un “avvertimento (ben poco allegro)“ da parte del Magistrato. “Nel senso che tireremo una rete“. “Lei, o chi per lei, è in buona fede? E allora potrà credere che io giocavo – ribadisce – Tutto un gioco tra me e il presentatore. Ci siamo guardati, abbiamo riso, riguardi la trasmissione”. Il rischio, però, è di non distinguere più tra il serio e il faceto, lo ammoniscono dal Foglio. “Peggio per chi non distingue”, si smarca il procuratore. “Il punto è semplice – chiosa – a una battuta ho risposto con una battuta”.
Così come apprende l’Adnkronos, sulle pagine del quotidiano si chiederà a Fnsi e Odg se considerano la tutela dell’articolo 21 della Costituzione sempre obbligatoria o se ci siano delle deroghe quando si tratta di qualcuno in particolare. Il riferimento, si è capito, è alle parole e ai toni utilizzati da Gratteri per le minacce a Il Foglio.
Reazioni e solidarietà a Il Foglio dal CentroDestra (e non solo)
Sono diverse le reazioni, soprattutto dall’area di CentroDestra, ma non solo, su questa vicenda. Da Tajani a esponenti di FdI e Italia Viva, sono arrivate parole di solidarietà a Il Foglio.
“Voglio esprimere solidarietà al quotidiano ‘Il Foglio’, per le gravi minacce subite dal procuratore Gratteri. Un atto gravissimo che lede la libertà di stampa. È inaccettabile che un magistrato cerchi di censurare l’informazione, che rivolga intimidazioni, paventando ritorsioni, nei confronti di giornalisti colpevoli soltanto di fare il proprio lavoro. Un cattivo esempio, in contrasto anche con l’appello del Presidente della Repubblica al rispetto dei toni e del libero pensiero”. Lo scrive sui social, Antonio Tajani, vicepremier e leader di Fi.
“Stupisce che una dichiarazione dal contenuto assimilabile a una sorta di intimidazione alla libera stampa arrivi da un magistrato. Esprimo la mia vicinanza al Direttore del Foglio. Attendiamo che il procuratore si scusi”, aggiunge Alberto Barachini, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria commenta così le parole di Gratteri.
“Al direttore del Foglio e a tutta la redazione va la più totale solidarietà dopo le parole inequivocabili del procuratore di Napoli Nicola Gratteri. Ogni magistrato dovrebbe osservare contegno ed equilibrio in qualsiasi dichiarazione, e quelle riportate dal quotidiano sono del tutto contrarie a questo principio. Le scuse da parte sua sarebbero il gesto minimo a seguito di questa sortita sconcertante”. Lo afferma Deborah Bergamini, vicesegretario di Forza Italia.
“Esprimo solidarietà alla redazione del Foglio. Le parole del procuratore Gratteri, denunciate dal direttore Cerasa, non sono tollerabili. ‘Tanto dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti’ non è una frase degna del dibattito democratico. La libera stampa è un valore da difendere”. Lo scrive sui social la senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia viva.
“Le recenti esternazioni del procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, nei confronti de Il Foglio rappresentano un fatto gravissimo che non può e non deve passare sotto silenzio. Minacciare di ‘fare i conti’ con una testata giornalistica all’indomani del referendum sulla riforma della giustizia non è solo un attacco alla libertà di informazione, ma un segnale inquietante di una parte della magistratura che scambia il proprio ruolo per una tribuna di lotta politica e personale. Associare chi sostiene le ragioni del Sì a contesti opachi o, peggio, lanciare intimidazioni a chi fa informazione e esercita il diritto di critica, è un comportamento inaccettabile, soprattutto da parte di un magistrato. Non possiamo accettare che si tenti di imbavagliare il libero dibattito con toni che sanno di ritorsione. Esprimo la mia totale solidarietà alla redazione de Il Foglio: la libertà di stampa è un pilastro della nostra democrazia che difenderemo senza arretrare di un millimetro. Auspico un intervento fermo degli organi competenti e dell’Ordine dei Giornalisti affinché venga tutelato il diritto dei cittadini a essere informati senza subire condizionamenti o minacce da parte di chi dovrebbe, invece, essere garante della legalità”, dichiara in una nota la deputata di Fratelli d’Italia, Alice Buonguerrieri, componente della Commissione Giustizia.
Piena solidarietà a Claudio Cerasa e a tutta la redazione del quotidiano Il Foglio viene espressa dal dipartimento Unirai – Libero Giornalisti Rai e dal sindacato dei giornalisti Figec-Cisal evidenziando che quel “con voi faremo i conti dopo” suona come un’espressione dal tono intimidatorio nei confronti di una testata giornalistica. “Sono parole – affermano Unirai e Figec – che destano profonda preoccupazione e che risultano incompatibili con il ruolo e le responsabilità istituzionali di un magistrato della Repubblica. In uno Stato di diritto la libertà di stampa non può mai essere oggetto di minacce, allusioni o pressioni, tantomeno da parte di chi è chiamato a garantire il rispetto delle regole democratiche”.
“Il diritto di critica e il lavoro dei giornalisti – ricordano Unirai e Figec – rappresentano un presidio fondamentale della democrazia e sono tutelati dall’articolo 21 della Costituzione. Ogni tentativo di delegittimare o intimidire chi fa informazione costituisce un precedente grave e pericoloso”. Per queste ragioni Unirai e Figec ritengono “necessario che il procuratore Gratteri chiarisca immediatamente il senso delle sue dichiarazioni e rivolga pubblicamente le proprie scuse alla redazione del quotidiano Il Foglio. Il pluralismo dell’informazione e la libertà dei giornalisti di svolgere il proprio lavoro senza pressioni o intimidazioni devono restare principi non negoziabili. Difenderli significa difendere la qualità della nostra democrazia”.


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