“Più che una conferenza stampa, questo voleva essere un momento di incontro sincero anche con quelle forze di CentroSinistra che abbiamo invitato. Alla fine, comunque andrà il 15 marzo, saremo tutti insieme. Io so bene i rischi di questa scelta ma noi abbiamo firmato un patto che mira a sostenere il candidato Sindaco che vincerà. Il mio rischio, però, è che io dopo il 15 marzo esca definitivamente di scena, ma per me è stato un percorso importante, insieme a tutto il gruppo di Onda Orange, che faccia capire che esiste un’alternativa”. Così Massimo Canale esordisce nel presentare la sua candidatura alle Primarie del CentroSinistra di Reggio Calabria.
Una candidatura di rottura che sia alternativa non solo al CentroDestra, ma anche alla Sinistra di Falcomatà. E le stoccate non sono mancate. Più all’attuale Amministrazione, che agli avversari di CentroDestra. “Uno dei dati ai quali ci siamo riferiti nel programma non è solo l’ultimo posto nella qualità della vita. Nel 2033 Reggio Calabria avrà 30 mila abitanti in meno rispetto al 2008. Questo significa che la città invecchia. Di chi gestisce la Comunicazione di Onda Orange nessuno è a Reggio Calabria oggi. C’è chi è a Lodi, a Venezia, a Torino, chi è tornato da Roma qualche settimana fa. Io non sono padre e non avendo figli ho imparato tante cose in questi mesi. Una di queste è che i figli partono e che molto spesso sono i genitori a raggiungerli. Immagino a luoghi non utilizzati, come l’edificio al Viale Messina realizzato coi fondi del decreto Reggio, che non siano tunnel o funivie. Magari un giorno anche da quelle, ma al momento partiamo da ciò che c’è ed esiste” ha aggiunto Canale.
“Il ritorno dopo 15 anni? E’ la struttura della mia vita. Non è la politica il mio lavoro, la politica è dovere e per nessuno dovrebbe essere lavoro. Quando passeggiavo con mio padre in Via Marina, quando ero piccolo, gli dicevo: ‘immagino tra 30 anni una città moderna’. Ecco: oggi siamo come ad allora. Nel 2011 ci fu un’altra forza, che prese il 4%, che forse mi impedì di andare al ballottaggio. Il candidato di CentroDestra infatti arrivò al 55% e sarebbe bastato poco per cambiare le sorti”.
Sempre in merito a quegli anni, ha continuato: “Reggio è stata sull’orlo del collasso economico, ho vissuto lo scioglimento, il caso di Orsola Fallara. Quell’Amministrazione, Scopelliti, aveva una visione, profondamente diversa dalla nostra. Io non immagino un turismo legato al voyerismo, a RTL, alla presenza dei vip. Nel 2025 il turismo è cresciuto a Reggio Calabria, ma i turisti qua stanno 2,6 notti. Su quello si dovrebbe lavorare”.
Sul Museo del Mare, ha affermato: “ci si è spesso chiesto in questi mesi cosa metteremo dentro, ma a me piace pensare chi metteremo dentro. A me piacerebbe che potesse raccontare la vocazione della città nel Mediterraneo, perché questa città – se scaviamo, altro che tunnel – ha tanto da raccontare”.
“Abbiamo fatto un volo con il drone dentro il Lido Comunale, abbiamo visto che tutta la struttura in legno non esiste più. E’ vero che lì c’è una lunga storia su vincoli e quant’altro, però prima o poi dovremmo decidere cosa fare di questo Lido. Il Lido era la nostra casa al mare, mia nonna ci andava ed era felice di quella cabina, lì dove sono nati amori e amicizie”.
Sul CentroDestra, ha detto: “il CentroDestra? Io sono sorpreso, perché non pensavo che potesse avere così tante difficoltà a scegliere il candidato a Sindaco, quindi sì, per noi è un vantaggio. Poi se riuscirà nell’impresa di cannare un’altra volta, beh…”.
“Di cosa parlano Battaglia e Falcomatà quando dicono che hanno raggiunto credibilità? A me non interessa avere credibilità a Roma, ma credibilità per i miei cittadini” ha aggiunto Canale.
Danilo Emo: “da lavoro a mobilità e accessibilità”, ecco alcuni punti del programma
Ad intervenire all’incontro, anche Danilo Emo: “più che un programma, a me piace dire che sia una metodologia di lavoro. Siamo grati per quanto fatto all’Amministrazione nei primi anni, ma se siamo qui è perché non tutto va bene. Reggio è ultima per vivibilità, ma in questi cinque anni noi dobbiamo scalare questa classifica. E’ inutile che parliamo di verde, di città solare, se poi non sappiamo come farlo. Noi abbiamo parlato di piano di adattamento climatico, cioè come le città si proiettano al futuro e al presente, guardando ai fenomeni atmosferici di questi giorni. Un altro asse importante è il lavoro. No nuovo lavoro, i cosiddetti 1.000 posti, ma settori lavorativi da riportare è trattenere in città. Questo programma è per i giovani”.
“Invito la gente a camminare e visitare. Visitare un sito turistico è diventata un’impresa. Noi abbiamo le terme, le mura, il turista le vede, le trova sulla mappa, se le trova, e poi vede che sono chiusi o vedere che le erbacce sono alte. Reggio Calabria è e rimane una città fragile dal punto di vista ambientale e sociale. Ci sono quartieri che sono vere e proprie bombe sociali. E poi pensiamo alla mobilità: una città che non funziona non può essere auto-dipendente. Non so se qualcuno cammina a piedi in questa città, ma è diventata inaccessibile”.
Michele Rizzo: “noi abbiamo valori di Sinistra, ma col PD non c’entriamo niente”
Il terzo a prendere la parola è Michele Rizzo. “Noi di Onda Orange siamo leggermente diversi da altre liste e movimenti, perché abbiamo deciso di fare politica ma non siamo politici di esperienza e professione. Io personalmente non voglio fare il Consigliere né l’Assessore, siamo tutti tecnici che hanno passione di fare qualcosa in più”.
“Noi siamo della coalizione di CentroSinistra, perché siamo legati ai valori del CentroSinistra, ma non c’entriamo niente col PD. Vogliamo avere una visione e una missione, guardando al futuro. Senza pensare a troppo altro, questo significa scambi commerciali e turismo. Possiamo pensare al Porto di Gioia Tauro, che non funziona benissimo, e che non è il Porto di Gioia Tauro, ma il Porto d’Italia. Dal punto di vista turistico, dico invece che già basta Reggio che è meravigliosa. Io ho girato il mondo, sono stato ovunque, e dico che per chiunque da fuori Reggio è bellissima, quando ci arriva. Certo, poi è sporca, c’è l’immondizia, sembra Beirut per le strade. Ecco, dovremmo partire dai servizi essenziali: si può avere una città così sporca se si spendono 18 milioni di euro l’anno? Il punto è raggiungere la normalità”.
Sul CentroDestra: “ha saputo narrare le sue attività. Certo, è inutile parlare di cose così grandi, quando manca la base, però se noi dovessimo perdere faremo attività di Opposizione. Di questi dodici anni non mi sono piaciute tante cose del Governo, ma neanche dell’Opposizione”.
Sull’Aeroporto e sulle attività turistiche successive: “dopo l’operazione Occhiuto, se io fossi stato al Comune non avrei attaccato Occhiuto, ma avrei fatto qualcosa. Più comunicazione per i turisti, pacchetti unici con Tropea o le Isole Eolie. Se poi pensiamo alla Via Marina ancora sporca a settimane dal maltempo…”.
I 7 punti del programma di Massimo Canale
Questi i sette punti del programma presentati da Massimo Canale.
























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