Reggio Calabria, buca in strada “riparata” con una sedia: ironia amara nel cuore della città | FOTO

A Piazza De Nava il degrado diventa simbolo: cittadini costretti a improvvisare per segnalare il pericolo in una delle zone più centrali

  • sedia copre una mattonella rotta a piazza de nava
  • sedia copre una mattonella rotta a piazza de nava
  • sedia copre una mattonella rotta a piazza de nava
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A Piazza De Nava, cuore culturale di Reggio Calabria e salotto buono affacciato sul Museo Archeologico, è comparsa una nuova installazione urbana. Non è firmata da un artista contemporaneo, né rientra in qualche rassegna patrocinata dal Comune. È molto più semplice — e molto più significativa: una mattonella rotta in mezzo alla strada, “riparata” con una sedia. Sì, una sedia piazzata lì come segnale di pericolo. Un gesto spontaneo, quasi eroico, da parte di qualche cittadino che, stanco di aspettare interventi ufficiali, ha deciso di mettere in sicurezza – o quantomeno rendere visibile – una piccola voragine urbana.

L’effetto, a uno sguardo distratto, potrebbe anche strappare un sorriso. C’è qualcosa di surreale in quella sedia piazzata sull’asfalto, come se qualcuno avesse deciso di prendersi una pausa nel mezzo della carreggiata. Ma basta fermarsi un attimo di più per cogliere il lato meno divertente della scena. Perché quella sedia non è arredo urbano creativo. È una toppa. È il simbolo di un’assenza. In una piazza che rappresenta uno dei biglietti da visita della città, dove ogni giorno passano residenti, turisti, studenti e famiglie, una semplice mattonella rotta resta lì, irrisolta, fino a quando non interviene il buon senso di qualcuno. Non un cantiere, non una transenna, non un segnale ufficiale: una sedia.

E allora l’ironia lascia spazio a una domanda più amara: possibile che, nel 2026, la sicurezza minima delle strade debba essere affidata all’iniziativa dei cittadini? Possibile che il decoro urbano di un luogo così centrale venga mantenuto – temporaneamente – con soluzioni improvvisate? La scena racconta molto più di quanto sembri. Racconta una città che prova a resistere con creatività, ma che allo stesso tempo convive con un degrado diventato quasi normale. Racconta cittadini che non si arrendono, ma anche istituzioni che, almeno in questo caso, arrivano tardi o non arrivano affatto.

Intanto, la sedia resta lì. Silenziosa, immobile, a segnalare un pericolo e, insieme, una mancanza. Una piccola storia di ordinaria trascuratezza che, nel suo paradosso, finisce per dire qualcosa di molto più grande su Reggio Calabria.