L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Reggio Calabria esprime la propria ferma condanna per l’episodio di aggressione verificatosi ieri mattina ai danni del dottor Matteo Galletta presso la Direzione Medica del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria (GOM). Secondo quanto ricostruito, il medico è stato aggredito da un paziente durante un disguido amministrativo legato a una visita ambulatoriale. Il dottor Galletta, intervenuto per proteggere un collaboratore minacciato, ha riportato lievi contusioni, fortunatamente senza conseguenze gravi. L’intervento delle autorità ha permesso di riportare rapidamente la situazione sotto controllo”. Lo afferma in una nota l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Reggio Calabria.
“L’Ordine dei Medici ribadisce che tali episodi rappresentano un grave attacco non solo alla persona, ma anche alla dignità e alla sicurezza dell’intera comunità professionale. I medici, impegnati quotidianamente nell’assistenza ai pazienti, devono poter operare in un ambiente sicuro, senza rischi di violenza fisica o intimidazioni”.
“In questo contesto, l’Ordine manifesta piena solidarietà al dottor Galletta e a tutto il personale sanitario del GOM, auspicando che episodi simili non si ripetano. Ribadiamo inoltre la necessità di maggiore consapevolezza e rispetto verso il lavoro dei professionisti della salute, che quotidianamente garantiscono assistenza e cure di alta qualità a tutta la popolazione. L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Reggio Calabria conferma il proprio impegno a supportare i colleghi vittime di aggressioni, promuovendo azioni di prevenzione e sensibilizzazione, in collaborazione con le autorità competenti”.
Falcomatà (Pd): “solidarietà al dott. Galletta al Gom”
“Esprimo la mia più profonda e sincera solidarietà al dottor Matteo Galletta, vittima di un inaccettabile episodio di violenza all’interno del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. Il fatto che un medico venga aggredito mentre tenta di proteggere un proprio collaboratore durante un banale disguido amministrativo è il segnale allarmante di un clima di esasperazione che non può in alcun modo essere tollerato né minimizzato”. Lo dichiara in una nota Giuseppe Falcomatà, consigliere regionale del Partito Democratico e già Sindaco di Reggio Calabria.“Purtroppo, quello del dottor Galletta non è un caso isolato. Il mio pensiero e la mia vicinanza vanno a tutti i medici, agli infermieri e agli operatori socio-sanitari che, in questi mesi e negli ultimi anni, sono stati bersaglio di aggressioni fisiche e verbali nelle nostre strutture sanitarie. I professionisti della salute rappresentano il primo, e spesso unico, volto delle Istituzioni di fronte alla sofferenza e al bisogno di cure dei cittadini, che giustamente chiedono sia tutelato il loro diritto alla salute”, rimarca.
“Tuttavia, non possiamo limitarci alla sola condanna dell’episodio. Questa violenza è spesso l’onda d’urto di un disagio più ampio che si scarica su chi sta in prima linea. Le aggressioni nascono non di rado da frustrazioni legate a liste d’attesa infinite, carenze di organico, disservizi amministrativi e strutture sotto pressione. I nostri operatori sanitari vivono una difficoltà quotidiana: costretti a turni massacranti e a lavorare in condizioni di emergenza cronica, si trovano a dover colmare con il proprio sacrificio personale le profonde lacune del nostro sistema sanitario regionale. Come istituzioni, abbiamo il dovere di tutelare chi ci cura. È urgente ripristinare condizioni di sicurezza adeguate all’interno dei presidi ospedalieri e degli ambulatori, garantendo presidi fissi di vigilanza dove necessario. Ma, allo stesso tempo, serve un impegno concreto per snellire le procedure, rinforzare le strutture della sanità territoriale, che invece continuano a chiudere giorno dopo giorno, ed investire sulle assunzioni di nuovo personale, affinché i medici possano tornare a fare i medici in un ambiente sereno e i pazienti possano ricevere risposte tempestive, disinnescando così le tensioni alla radice. Al dottor Galletta, alla direzione del GOM e a tutti i professionisti della sanità reggina e calabrese rinnovo il mio sostegno e il mio ringraziamento per il lavoro straordinario che, pur tra mille ostacoli, portano avanti ogni giorno a tutela del nostro diritto alla salute”, conclude Falcomatà.
I sindacati: “basta violenza contro chi cura. Servono tutele immediate”
“Ferma condanna e piena solidarietà al dottor Matteo Galletta, vittima di un’aggressione avvenuta ieri mattina presso la direzione medica del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria“. A esprimerla sono UIL FP, FP CGIL e FIALS, (Marte, Callea, Ferraro) che si uniscono alle parole già arrivate dall’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Reggio Calabria, ribadendo un principio non negoziabile: “la violenza nei luoghi di cura non è mai “un episodio isolato”, ma un’emergenza nazionale che va affrontata con misure strutturali e non con la sola indignazione del giorno dopo. Secondo quanto ricostruito, l’aggressione sarebbe scaturita da un disguido amministrativo legato a una visita ambulatoriale. Nel tentativo di proteggere un collaboratore che sarebbe stato minacciato, il dottor Galletta è intervenuto riportando lievi contusioni, fortunatamente senza conseguenze gravi. Determinante, per evitare ulteriori rischi, l’intervento delle autorità che ha consentito di riportare rapidamente la situazione sotto controllo”.
Per UIL FP, FP CGIL e FIALS, però, “il punto non può fermarsi alla cronaca: “Ogni aggressione, verbale o fisica, è un colpo non soltanto al singolo professionista, ma all’intero sistema sanitario. Colpisce chi lavora per garantire un diritto costituzionale e peggiora un clima già segnato da carichi di lavoro elevati, carenze di personale, stress e tensioni quotidiane nelle strutture”. I sindacati sottolineano “come episodi del genere non rappresentino una “deviazione imprevedibile”, ma l’esito di un contesto in cui la sofferenza, l’attesa e la frustrazione finiscono troppo spesso per essere scaricate su medici, infermieri, OSS e personale amministrativo. La rabbia dell’utenza — quando c’è — non può mai trasformarsi in minacce o aggressioni: la complessità organizzativa non si risolve colpendo chi è in corsia o negli ambulatori, e spesso non ha alcuna responsabilità diretta sui disservizi. Da qui l’appello a un cambio di passo: prevenzione, sicurezza e organizzazione”.
UIL FP, FP CGIL e FIALS chiedono che “a partire dalle realtà ospedaliere più esposte, vengano rafforzati in modo concreto i presìdi di sicurezza e i percorsi di tutela del personale: controllo degli accessi, procedure rapide per l’allerta, presenza adeguata di personale dedicato alla vigilanza, formazione specifica alla gestione del conflitto, e soprattutto un’organizzazione dei servizi che riduca attese e incertezze, terreno fertile per escalation di tensione. Ma non basta. Serve una cultura del rispetto – rimarcano i sindacati – che coinvolga istituzioni, direzioni aziendali e cittadinanza. Chi aggredisce non colpisce un ‘dipendente’, colpisce un servizio pubblico essenziale”. E mentre si ribadisce la necessità di perseguire con determinazione ogni atto di violenza, viene chiesto anche di garantire supporto psicologico e legale alle vittime e a chi, pur non subendo danni fisici, rimane segnato da un episodio traumatico”. UIL FPL, FP CGIL e FIALS concludono rinnovando la vicinanza al dottor Galletta e a tutti i lavoratori del Grande Ospedale Metropolitano: “non possiamo accettare che andare al lavoro in sanità significhi mettere in conto insulti, minacce o aggressioni. La tutela di chi cura è la tutela del diritto alla salute di tutti. E su questo non faremo alcun passo indietro”.


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