Torrisi, Torrisi. Come dobbiamo fare con te, Torrisi… E pensare che sui risultati, sulle colpe da dispensare, su StrettoWeb ti abbiamo sempre difeso. Lo abbiamo fatto anche con Trocini e con Pergolizzi. Solo una cosa ti abbiamo contestato: i tuoi modi di comunicare. Hai chiesto alla stampa di mentire, poi hai detto che le critiche non ti importano se non arrivano da gente che fa il tuo stesso lavoro. E pensare che dichiarazioni del genere non le abbiamo mai sentite dire ad Ancelotti, Guardiola, Mourinho. Avrebbero anche potuto permettersele, eventualmente.
Caro Torrisi, tanti hanno incolpato te per le sconfitte contro Vigor Lamezia ed Acireale, ma alla fine va anche ammesso che senza il tuo cambio di marcia oggi la Reggina non potrebbe sperare ancora nel primo posto, comunque difficile. Eppure, eppure, cadi sempre nello stesso errore. E’ vero, si trattava di un discorso alla squadra a fine partita, uno di quelli che si fanno con l’adrenalina ancora in corpo, però “l’hai fatta di nuovo fuori dal vaso”. “Barcellona e oggi, se non siamo quelli che siamo, non se ne vincono partite. Avete fatto un’impresa, vincere due partite così, contro tutti, perché siamo soli contro tutti. Ma noi abbiamo dimostrato che a noi, non c’è né la stampa, né questo, né quello, solo i nostri tifosi, orgogliosi di noi. Il resto non ce ne fotte un ca**o. Abbiamo vinto perché abbiamo le palle, siamo i più forti e ci siamo saputi rialzare. Bravi”. E’ quanto emerge da un video pubblicato sui social relativamente al discorso a fine gara del tecnico.
Torrisi conferma, una volta di più, di ritrovarsi in un’altra dimensione. Ed è assurdo. Sabato sera scorso, dopo la figuraccia contro l’Acireale, è scomparso, non ha parlato, forse non lo hanno fatto parlare. Vorremmo capire cosa ne pensasse allora. Poi ha minimizzato e poi la squadra ha semplicemente deciso di accelerare, andando a vincere due gare che, normalmente, avrebbe dovuto vincere senza fronzoli. Per ottenere cosa, però, oggi? Promozione in Serie B, salvezza in Serie A? No, possibilità – risicatissima – di giocarsi, forse, è difficile, il primo posto in… Serie D, al terzo anno di Serie D. La temibilissima Serie D, con tre squadre ancora davanti. E’ un discorso da brividi, quello di Torrisi. Sì, ma non i brividi che pensate voi. Dovremmo prendere in prestito le parole di Giacomino in “Tre uomini e una gamba”: “bello questo, bello quell’altro, ma come abbiamo fatto a perdere 10-3 contro il Marocco?”.
La Reggina non ha vinto a Madrid. E non ha fatto niente. Anzi sì: far arrabbiare Gianni Citra
Ecco, la Reggina non ha vinto a Madrid, a San Siro e neanche a Parigi. Ha vinto a Barcellona Pozzo di Gotto e Palermo, in casa della seconda squadra di Palermo, in uno stadio che addirittura – per quanto piccolo – non poteva ospitare i tifosi ospiti. Ha vinto due partite che per una squadra come la Reggina, in Serie D, sono scontate, tra le mura di due compagini che in estate probabilmente neanche si sarebbero sognate di trovarsi dove si trovano. Almeno servissero a festeggiare la promozione in Serie C, comunque tardiva e comunque scontata. No, purtroppo. Servono solo ad alimentare una flebile speranza di evitare l’ennesimo disastro.
Sì, deve essere per forza così: il mister vive in un’altra dimensione. Ad Alfio Torrisi della stampa non “gliene fotte un ca**o”. E allora, il nostro Ancelotti, non si offenderà mica – visto che “se ne fotte” – se gli ricordiamo che in vita sua ha allenato Aci Sant’Antonio, Trapani (promozione in C con una squadra fortissima) e Matera. E che al momento, con la Reggina, non ha conquistato un bel niente. Anzi sì. Ha avuto persino la capacità di far arrabbiare Gianni Citra, che sui social si è sfogato: “Ho ascoltato l’elogio fatto dall’allenatore della Reggina, il signor Alfio Torrisi ai calciatori raccolti in cerchio al termine della gara vinta a Palermo” ha scritto il giornalista.
“Tra parole strillate, stile dilettante dove calcisticamente ha sempre vissuto, ho sentito che di tutti, compresa la STAMPA, non gliene fotte un “cazzo” Ne prendiamo atto, tenendo conto anche a quale stampa lui potesse riferirsi. Detto dal signor Alfio Torrisi da Catania, la cosa non mi tange, perché in sala stampa, prima e dopo le partite, non sono presente. Mi limito a leggere e aggiungo a quanto da lui detto, “che vederlo seduto in sala stampa su quella poltroncina dove, prima di lui si sono seduti allenatori che hanno vinto mondiali, Champions, scudetti fa stare male“. Faccia il modesto, signor Torrisi. Gli schiaffi che ha dato alla Nuova Igea e al Palermo, non sono niente, rispetto agli “schiaffoni” che le hanno dato il Lamezia e l’Acireale. Tanto le dovevo”.


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