Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio è stato ospite a Messina, all’auditorium della SES-Gazzetta del Sud, dove ha presentato il suo libro “Una Nuova Giustizia” e dove, ovviamente si è anche parlato del Referendum che si terrà il 22 e 23 marzo. “Ho fatto il magistrato e la toga non si dimentica mai”, ha affermato Nordio. “Ho sempre sostenuto che questo dibattito dovesse svolgersi sui contenuti. A un certo punto, purtroppo, i toni si sono accesi. È arrivato però un provvidenziale e gradito richiamo del Capo dello Stato ad abbassarli, ed è ciò che sto cercando di fare”, rimarca Nordio.
“Pensare che un magistrato che ha rischiato la vita voglia umiliare la propria professione appare quasi schizofrenico”
“Affluenza? Mi auguro sia la più alta possibile. È una materia complessa da spiegare ai cittadini, ma il messaggio è semplice: questa riforma non è contro qualcuno né a favore di qualcun altro”. Poi spiega: “ciò che mi ha pesato di più è stato sentire dire che questa riforma sarebbe pensata per umiliare la magistratura. Sono entrato in magistratura nel 1975, ho indagato su tre omicidi delle Brigate Rosse, ho vissuto la stagione delle stragi che colpirono magistrati del ministero che oggi dirigo e ho condotto numerose inchieste, l’ultima sulla corruzione in Veneto. Pensare che un magistrato che ha rischiato la vita fin dall’inizio della carriera voglia umiliare la propria professione appare quasi schizofrenico“, sottolinea Nordio.


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