“Purtroppo il confronto si è sviluppato in un clima molto brutto: la sinistra ha portato avanti una campagna fatta di falsità, paure e allarmi del tutto infondati, con l’unico obiettivo di colpire il governo e ricavarne un tornaconto elettorale”. La Sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Interno, Wanda Ferro, ha così commentato il No al Referendum sulla Giustizia, mandando su tutte le furie il Consigliere regionale e capogruppo (M5S) Elisa Scutellà: “ci sono momenti in cui il silenzio sarebbe l’unica scelta dignitosa. La Sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Interno, Wanda Ferro, ha perso un’ottima occasione per stare zitta, preferendo invece scagliarsi contro il corpo elettorale e accusando la sinistra di aver alimentato ‘falsità e paure’. La realtà è esattamente l’opposto: il risultato referendario è una lezione di democrazia che questo governo fatica a digerire”.
“Parlare di falsità è paradossale se proviene da una parte politica che ha costruito il proprio consenso su una narrazione distorta della realtà” attacca Scutellà . “Se vogliamo parlare di paure strumentali, ricordiamo l’uso spregiudicato di vicende di cronaca e casi giudiziari: dalla gestione mediatica del caso Garlasco alle crociate contro la Sea-Watch, fino alla continua sovraesposizione di casi di cronaca nera e stupri utilizzati come clava politica per alimentare l’odio e il senso di insicurezza. Questa è la vera fabbrica delle paure, ed è firmata dalla destra”.
Secondo l’esponente regionale, l’esito delle urne è un segnale politico netto: “l’ampia partecipazione degli italiani dimostra una stanchezza profonda verso le bugie di una classe dirigente fallimentare. Il voto dei cittadini va sempre rispettato, non derubricato a frutto di suggestioni. Gli italiani hanno dimostrato di saper distinguere la realtà dalla propaganda. Invece di insultare l’intelligenza degli elettori, la Sottosegretaria Ferro e i suoi colleghi farebbero bene a fare un bagno di umiltà e a prendere atto che il Paese è stanco della loro retorica aggressiva e inconcludente”.


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