“Purtroppo ora l’intervento della magistratura associata e sindacalizzata sarà quello di una forte pressione politica. È una vittoria dell’Anm, parliamoci chiaro. Questo darà all’Anm un potere contrattuale che sarà aumentato e di cui farà i conti anche la sinistra perché prima o poi andranno anche loro al governo. Inoltre nella coalizione ci sarà una controversia intestina per attribuirsi la vittoria. E dovranno fare i conti con l’Anm, la vera vincitrice, che diventa un soggetto politico anomalo, che si contrappone ai governi“, lo afferma il ministro della Giustizia Carlo Nordio, ospite di Sky TG24 su Start.
“Mi assumo la responsabilità politica della sconfitta”
“Questa è una riforma che porta il mio nome e me ne assumo quindi la responsabilità politica. Se vi sono stati dei difetti di comunicazione o impostazione sono stati anche i miei. Per quanto riguarda le osservazioni fatte sia dagli appartenenti del mio ministero, sia di altri della nostra coalizione, credo che bilanciando le osservazioni sopra le righe fatte dai nostri e fatte dai loro, la situazione algebrica sia equivalente. Quindi non credo che questo eccesso di polemica, della quale ho sempre tenuto di tenermi lontano, abbia influito più di tanto“, rimarca Nordio.
“Nessuna ritorsione”
“Escludo categoricamente ritorsioni in senso tecnico, cioè che la magistratura invii informazioni di garanzia, atti o provvedimenti giudiziari nei confronti di chi ha patrocinato questa riforma. Lo dico da ex magistrato che conosce i suoi colleghi. Sarebbe sacrilego strumentalizzare l’enorme potere della magistratura per infierire sui vinti in questo momento. Questo lo escludo e direi che è una concezione quasi irrealistica”, conclude Nordio.


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