Sono parole da brividi quelle che Matilde Siracusano, sottosegretario di Stato del governo Meloni, ha rilasciato ai microfoni di StrettoWeb in un’intervista sul referendum sulla giustizia. Il deputato messinese non ha dubbi, “vincerà il Sì“. Siracusano, oggi 40enne, è impegnata in politica sin da giovanissima e ha sempre avuto una grande sensibilità per il tema della giustizia: quando le chiediamo come sta vivendo questa campagna elettorale ci risponde di essere “molto serena sul risultato positivo perché nell’opinione pubblica oggi c’è grande consapevolezza rispetto alle storture della giustizia che sono così palesi ed evidenti. I cittadini hanno tutto chiaro e provano enorme sfiducia nei confronti della magistratura. Questa è proprio l’occasione buona affinché la magistratura stessa possa riacquisire fiducia da parte dei cittadini. Spero ci sia una grande affluenza, perché sarà un dato importante per l’esito referendario“.
I brividi arrivano quando chiediamo a Matilde cosa significa, per un politico come lei che ha sempre combattuto per cambiare la giustizia, questo referendum. “Nella mia vita ho deciso di combattere, di fare politica e di aderire a Forza Italia, proprio dopo aver vissuto una drammatica esperienza di mala giustizia sulla pelle di mio padre e della mia famiglia. Ho sposato le battaglie garantiste di Berlusconi proprio per cambiare la giustizia e oggi abbiamo un’occasione da non perdere. Ci sono troppe storture, con la riforma interveniamo alla radice con la separazione delle carriere che è un fatto logico e di civiltà, ma anche con l’istituzione dell’alta corte disciplinare e con i due Csm e il sorteggio che sradicano le correnti. La campagna referendaria bisognerebbe farla su questo, non sulle falsità diffuse dall’Associazione Nazionale Magistrati e dai comitati del No che parlano di tutto tranne che della riforma, per difendere posizioni di potere”
Hai citato la storia di tuo padre. Puoi raccontare ai lettori di StrettoWeb cosa ti è capitato quando avevi appena 20 anni?
“È una storia incredibile, ma vi assicuro che è tutto vero e ovviamente documentato. Nel 2005 mio padre venne arrestato e sbattuto in carcere accusato dei peggiori crimini dell’umanità: mafioso, terrorista, trafficante di armi, addirittura finanziatore di Al Qaeda! Eppure mio padre è una persona che non ha mai fatto alcun illecito: venne arrestato per una guerra tra magistrati. Per colpire un magistrato“.
Stai scherzando?
“No, è tutto agli atti, è tutto documentato. Il giudice Lembo era amico di mio padre, e allora i magistrati che lo avversavano inventarono dal nulla una storia scandalosa, manomettendo una intercettazione telefonica e inventando intercettazioni ambientali. Il teorema costruito ad arte era quello secondo cui mio papà mafioso fosse favorito e coperto da Lembo. L’ho raccontato tante volte, ma ogni volta che lo ripeto mi vengono i brividi, è qualcosa di sconcertante, di stupefacente“.
Matilde ma che stai dicendo, hanno manomesso una intercettazione?
“Peppe non lo dico io: ci sono le carte del processo. Perché poi mio padre neanche è andato a processo, ma ci sono andati gli agenti della Dia che hanno manomesso le intercettazioni. Mio padre e le altre 64 persone indagate insieme a lui, furono archiviati. Neanche rinviati a giudizio! Invece furono rinviati a giudizio gli agenti della Dia che hanno manomesso le intercettazioni trascrivendo il falso“.
Quindi è stato un terribile errore giudiziario, loro sono stati condannati e tuo padre risarcito con tutte le scuse del caso e riabilitat… [Matilde interrompe la domanda]
“Peppe sono stati assolti“.
Scusa? Ti riferisci a tuo padre e agli altri indagati?
“No, no, loro sono stati archiviati, cioè non è neanche iniziato il processo. Quelli che sono stati assolti sono gli agenti della Dia che hanno manomesso le intercettazioni“.
Quindi non le hanno manomesse? Come fai a dire una cosa del genere se sono stati assolti? E come sono stati assolti se le hanno manomesse?
“Il giudice ha deciso che, poverini, sono incappati in un miraggio acustico. Significa che non hanno scritto ciò che sentivano, ma ciò che immaginavano di sentire. Ovviamente è una presa in giro, per questo dico che hanno manomesso le intercettazioni perché c’è una sentenza che dice che hanno scritto ciò che immaginavano di sentire e non ciò che sentivano, perché in quella cassetta c’erano solo rumori, non c’erano parole. Loro però hanno inventato le cose più gravi e infamanti che si possono dire a una persona“.
Scusa, Matilde, mi sono perso a “miraggio acustico”…
“Eh, pensa quanto possa averci impiegato io ad accettarlo. Che poi, ammesso che possa accadere davvero, può succedere ad una persona, non contemporaneamente a quattro o cinque per giunta con lo stesso miraggio. C’erano 4-5 agenti della Dia che sentivano rumori ma, tutti insieme, scrivevano che mio padre stava trafficando armi con la mafia e il terrorismo internazionale“.
Oggi sorridi ironicamente, ma non posso neanche immaginare cosa avrai passato venti anni fa. Riesci a raccontarlo?
“Ho vissuto cinque mesi d’inferno nella mia vita di 20enne studentessa universitaria, un’esperienza che mi ha distrutto, ha distrutto la mia salute, la mia reputazione, e poi anche la mia fiducia nello Stato. E non è che dopo cinque mesi sia tornato tutto come prima… L’incubo me lo sono trascinato dentro a lungo. Inizialmente pensavo fosse un errore giudiziario, perché siamo umani e tutti possiamo sbagliare, ma poi ho capito subito che c’era la volontà di realizzare appositamente un disegno opposto alla realtà. Perché anche dopo che dimostravamo con i migliori avvocati che era tutto falso, loro continuavano a ribadire le stesse accuse, anche quando era tutto evidente. Non ammettevano l’errore, andavano avanti sapendo che mio padre era innocente. Totalmente innocente. Continuavano ad imporre falsità, cinque mesi in carcere da innocente sono devastanti per lui che era dentro e per noi, la sua famiglia, che eravamo fuori. Qui subentrava lo sconcerto, e qui ho deciso di impegnarmi in politica per cambiare le cose, per evitare che tutto questo capiti ad altri dopo di me“.
Pensi che con questa riforma, tuo padre non sarebbe stato arrestato?
“Assolutamente no. Mio padre non sarebbe andato in carcere se ci fosse stata questa riforma 20 anni fa, perché il Gip che si chiama Annamaria Arena non avrebbe ratificato senza alcuna verifica le richieste del Pubblico Ministero che era di Reggio Calabria e si chiama Francesco Neri. Oggi funziona così: i Gip notificano tutto ciò che chiedono i Pm senza alcuna verifica, anche quando ci sono tali assurdità. Con questa riforma non succederà più, e non succederà neanche più che chi compie crimini così atroci, perché di crimini si tratta, poi possa fare carriera com’è successo a quel Francesco Neri, che ha fatto carriera, è stato prosciolto dal CSM e ha cambiato funzione, da Pm è diventato giudicante. Ho sempre ricordato questa cosa, mi sono sempre chiesta come si può condurre un’indagine in questo modo e poi venire premiati, e noi oggi con la riforma cambiamo tutto perché introduciamo l’Alta Corte Disciplinare che giudicherà i magistrati che sbagliano. Oggi i magistrati hanno il 99,5% di valutazioni positive nonostante tutti i clamorosi errori che ci sono quotidianamente nel nostro sistema giudiziario, perché si giudicano tra di loro e sono gli unici a rimanere sempre impuniti nella nostra società. Sono storture ben note a tutti i cittadini che noi con la riforma andiamo a capovolgere. Introduciamo il concetto che chi sbaglia paga“.
Da sinistra qualcuno dice che il governo Meloni vuole assoggettare la magistratura alla politica.
“In realtà la riforma prevede il contrario. Noi togliamo la politica dal Csm. E tagliamo il rapporto condizionato tra giudicanti e requirenti. Non ci saranno più le correnti, non ci saranno più i comparati, e questo è il succo della riforma. Ecco perché tante persone di sinistra sono apertamente schierate per il Sì ma non trovi nessuno di Centrodestra schierato per il No. Qualsiasi persona di buon senso voterà Sì, ed è un’occasione unica per il nostro Paese. Non capiterà mai più. Berlusconi ci ha provato più volte e lo hanno perseguitato: gli hanno fatto 70 processi, gli hanno fatto cadere i governi. Adesso abbiamo creato le condizioni ideali con il grande consenso del governo Meloni, ed è la volta buona per cambiare davvero le cose e portare più libertà e democrazia in Italia“.
Questa riforma era il fulcro del programma elettorale del Centrodestra che tre anni e mezzo fa stravinceva le elezioni, e fino a un paio di mesi fa tutti i sondaggi davano il Sì superfavorito con oltre il 65% dei voti. Poi le cose sono cambiate, almeno nei sondaggi, e sembra esserci un testa-a-testa. Cosa è successo?
“Innanzitutto c’è qualche anomalia nei sondaggi, in realtà il Sì è sempre stato in vantaggio nella reale opinione pubblica e lo dimostrano anche tutte le elezioni più recenti che abbiamo avuto. E sono certa lo dimostrerà anche il voto di domenica e lunedì. Ma soprattutto c’è stata una campagna elettorale al veleno, alcuni magistrati e politici importanti hanno diffuso clamorose bufale e fake news, sostenendo il contrario di ciò che dice la riforma. Parlano di politica che vuole controllare la magistratura, parlano di autoritarismo, quando è esattamente l’opposto. Il fascismo ha unito le carriere, noi le stiamo separando portando l’Italia tra tutti i Paesi evoluti, democratici e civili del mondo. Oggi le carriere sono unite solo in Italia, Russia, Cina, Iran, mentre sono separate negli USA, nel Regno Unito, in Canada, Svezia, Danimarca, Norvegia, Spagna, Portogallo, Germania, Giappone, tutte le più evolute e liberali democrazie del mondo. Spero che i cittadini si documentino, noi con questa riforma stiamo liberando la magistratura dal giogo del correntismo, introduciamo il merito e per questo tantissimi magistrati, la stragrande maggioranza, voterà Sì“.



Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?