Referendum Giustizia, da Reggio si alza forte il Sì “contro propaganda e bufale”. Mulé, Sisto e la lezione alla Sinistra: “altro che fascisti”

Oggi a Reggio Calabria il tour regionale di Forza Italia dal titolo "Calabria Sì", dove il partito di CentroDestra ha spiegato ai cittadini calabresi le ragioni del Sì sul Referendum per la Giustizia, avvalendosi di esperti

  • Evento Calabria Sì a Reggio sul Referendum per la Giustizia
    Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
  • Evento calabria sì referendum giustizia Cannizzaro
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  • Evento calabria sì referendum giustizia
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  • Evento calabria sì referendum giustizia mulè
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  • Evento calabria sì referendum giustizia enrico costa
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  • Evento Calabria Sì a Reggio sul Referendum per la Giustizia
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  • Evento Calabria Sì a Reggio sul Referendum per la Giustizia mulè cannizzaro siclari
  • Evento Calabria Sì a Reggio sul Referendum per la Giustizia
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Si è concluso a Reggio Calabria il tour regionale di Forza Italia dal titolo “Calabria Sì”, dove il partito di CentroDestra ha spiegato ai cittadini calabresi le ragioni del Sì sul Referendum per la Giustizia, avvalendosi di esperti. Tra loro, l’Onorevole Giorgio Mulé, che ha percorso la Calabria da Nord a Sud, in questi giorni, al fianco di Francesco Cannizzaro. Oggi, nella Sala “Monteleone” del Consiglio Regionale, nella città dello Stretto, presente anche – in video collegamento – il Sen. Francesco Paolo Sisto.

Mulé: “Calabria Regione di persone per bene al quale fa schifo la mafia”

Giorgio Mulé ha esordito: ogni voto fa la differenza e quindi lo spieghiamo tralasciando propaganda e notizie false. Gratteri? La Calabria è una Regione di persone per bene che non merita di essere sfregiata da una Giustizia che non sa essere giusta. Reggio ha il record, con Catanzaro, di ingiuste detenzioni, per via di valutazioni superficiali nelle indagini preliminari. I benefici immediati? Sapere che quando si entra in Aula ci si trova davanti un Giudice non di parte ma che ha studiato, così come un PM che ha studiato”.

La Calabria è una Regione di persone per bene al quale fa schifo la criminalità organizzata, che pretendono di essere trattate come persone e non come presunti colpevoli. Stamattina Marina Berlusconi in una lettera inviata a Repubblica, non a caso, sottolinea come questa è una riforma che deve andare oltre alle ideologie, perché è una riforma di tutti. Non vince Forza Italia, se vince il Sì vince uno schieramento di persone che amano la giustizia, che sono di Forza Italia, che sono del Partito Democratico, sono di tutti i partiti”.

“Poi c’è chi ha rinnegato la sua storia, chi l’ha buttata al macero, per un calcolo politico di breve durata. Questa è una riforma che ci rassicura, che ci si rasserena; non è una riforma che in alcun modo sottomette la magistratura alla politica. La magistratura è un ordine autonomo e indipendente, così era, così e così sarà. Questa è una riforma anti-fascista e noi non diremo come loro, ovvero ‘chi vota sì è fascista’, perché noi siamo diversi. E di questa riforma abbiamo parlato nel programma del ’22, non del 1922, ma del 2022″.

Costa: “questa riforma garantisce equilibrio e merito”

Tra gli illustri relatori, Enrico Costa, già ministro, oggi deputato e membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, ha evidenziato i contenuti della riforma sottolineandone gli effetti sul sistema giudiziario: “la riforma è importante e migliorerà la giustizia: garantisce equilibrio e parità tra accusa e difesa davanti a un giudice terzo e imparziale; assicura che nei tribunali e nelle procure le scelte di carriera avvengano per merito e non per appartenenza alle correnti; stabilisce che anche i magistrati, come tutti i cittadini, rispondano degli errori commessi. Non vi sarà alcun indebolimento del Csm: il Consiglio Superiore della Magistratura manterrà le stesse proporzioni attuali, con due terzi di magistrati e un terzo di laici, articolato in due organi distinti, uno per l’accusa e uno per i giudici”.

Sui tempi della giustizia ha aggiunto: “la riforma non allungherà i tempi dei processi, ma li accorcerà: le 226 mila assoluzioni in primo grado registrate nell’ultimo biennio dimostrano che, con indagini preliminari svolte sotto il controllo di un giudice forte, libero e terzo, molti procedimenti non arriverebbero a processo. Ci sarebbero meno processi inutili e quelli realmente necessari beneficerebbero di una corsia preferenziale e di maggiore celerità”.

Cannizzaro: “a Sinistra dicono no per partito preso, ma alle urne…”

Francesco Cannizzaro ha fatto gli onori di casa e non ha nascosto frecciate a Sinistra: “abbiamo inteso immaginare questo tour insieme a Giorgio Mulé e oggi c’è anche l’Onorevole Costa. Forza Italia è andata sul territorio a spiegare le ragioni del Sì, avvalendosi di chi la Riforma l’ha scritta e la conosce. A me fa sorridere chi a Sinistra sostiene che il Governo stia politicizzando questa riforma. Noi stiamo semplicemente confermando quanto scritto nel programma del CentroDestra. E’ una riforma che vuole l’Italia, il paese, che vuole anche la Sinistra, che oggi per partito preso dice no ma che poi dentro l’urna sono fiducioso possa fare il contrario. Questa è una riforma per la libertà”.

Siclari: “il sorteggio per rompere un legame tossico”

Il Presidente della Camera Penale di Reggio Calabria, Francesco Siclari, ha affermato: “la scelta sul Referendum sarà fondamentale. E’ importante comprendere che quello che si riforma sono le regole d’ingaggio. Si separano le carriere, si completa quello che è un disegno costituzionale passato attraverso la riforma dell’articolo 111 della Costituzione, sulla terzietà del Giudice. Cosa cambia concretamente? Quando si struttura una Magistratura, è giusto che anche il Giudice che nella sostanza è giustamente un Giudice terzo deve non soltanto essere ma anche apparire terzo, quindi sganciato dal suo omologo, ovvero il PM, che rimane un organo dello Stato ma deve rimanere sganciato da quello del Giudice. E’ giusto che ruoli e carriere restino separate. Rubo anche le parole a un Magistrato che ha definito la necessità di passare al sorteggio per rompere quello che è un ‘legame tossico'”.

Sisto e la lezione di storia: “da Mario Pagano nel ‘700 a Matteotti e Falcone”

Il Vice Ministro Sisto ha preso la parola in video-collegamento: “la Calabria deve essere orgogliosa di una persona come Cannizzaro, gli eventi da lui organizzati sono sempre popolosi e partecipati. Noi siamo tutti figli del Presidente Silvio Berlusoni, abbiamo dei valori da difendere, un tesoretto di valori che dobbiamo soltanto a lui. La Riforma della Giustizia non è politica, ma liberale. Inizia da Mario Pagano, 1787, che perse la vita, fu giustiziato a Napoli nel 1799. Sosteneva che il Giudice deve valutare la prova di accusa come quella di difesa. Fu seguito a ruota nel 1911 da Giacomo Matteotti e seguito poi dai padri costituenti Calamandrei, Moro, Giovanni Falcone. E’ una riforma che non nasce dai partiti, ma dal pensiero liberale”.

“Dall’altra parte possono dire ‘soldati di Trump o fascisti’, ma il lupo cattivo non esiste. E’ una riforma semplice. Avete mai visto un arbitro dirigere la gara della squadra della propria città? E’ difficile questo Referendum? No, è facilissimo. Io sono terrorizzato se nel mio paese il 47% dei casi viene sbagliato”.

Evento Calabria Sì a Reggio sul Referendum per la Giustizia Sisto
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb