L’esito del Referendum sulla Giustizia avrà anche e soprattutto ripercussioni politiche. Mentre a Sinistra Conte e Renzi invocano le Primarie per provare a rubare a Elly Schlein lo scettro di leader, nella corsa a Palazzo Chigi, nel Governo sono da registrare le dimissioni die Bartolozzi e Delmastro. Difatti, ma questo era un dato da considerare a prescindere dal risultato delle urne, la corsa alle prossime politiche è difatti già partita. Analizzando il voto sotto l’aspetto regionale, infatti il Sì ha prevalso solo in tre Regioni italiane, tutte dell’estremo Nord: Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. E ad accomunarle non c’è solo l’aspetto geografico ma, soprattutto, anche quello politico: sono le uniche tre guidate dalla Lega, ovverosia Fontana, Stefani e Fedriga.
Tra le altre Regioni a guida CentroDestra, invece, ben quattro sono di Forza Italia: Piemonte, Basilicata, Calabria e Sicilia. Risultato? In tutte ha vinto il No. E se per le tre del Sud la spiegazione è anche culturale, il Piemonte va in netta controtendenza se messa a paragone con le altre Regioni industrializzate e sviluppate del Nord. Praticamente, ragionando in termini partitici, Forza Italia ha nettamente perso il Referendum e questo apre riflessioni profonde anche all’interno della coalizione e del partito stesso. E lo fa anche perché Forza Italia era proprio il partito creato da Silvio Berlusconi, il primo fautore della riforma della Giustizia.
Cosa (non) ha fatto il partito per vincere? Probabilmente la campagna non è stata particolarmente convincente e calzante, in alcuni casi troppo timida o addirittura assente. Come in Sicilia, ad esempio, dove il No ha stravinto e di dichiarazioni del Governatore Schifani nemmeno l’ombra Il Presidente regionale dell’isola non ha parlato e questo si è tradotto in scarsa affluenza e in vittoria del No (al 60,98%). Non è andata meglio la situazione in Piemonte (vittoria del No al 53,50%) e Basilicata (60,03%), mentre in Calabria Occhiuto è stato meno silenzioso, ma comunque non è bastato (il No ha vinto al 57,26%). Eppure, in questo caso, non si può trarre un ragionamento politico: solo pochi mesi fa, infatti, Occhiuto vinceva di nuovo le Regionali, facendosi rieleggere per la seconda volta Governatore, fatto mai successo nella storia della Calabria.
Se è vero che neanche dalla Lega si è registrato un grande coinvolgimento in campagna elettorale referendaria – probabilmente per “tenere a bada” Salvini, troppo divisivo per un tema così importante – di sicuro non se ne è percepito abbastanza dagli azzurri, che pure dovevano essere i primi a battersi per la riforma proprio in nome del loro ex leader.
Questo ora cosa significa? Che non sono da escludere “assestamenti” tra coalizione e partito. Marina Berlusconi, che già nei mesi scorsi aveva mostrato del malcontento per la leadership di Tajani, non ha nascosto la sua delusione per il risultato del referendum, proprio in relazione al ragionamento di cui sopra. Tra l’altro, hanno fatto rumore – in tal senso – le parole del deputato regionale di Grande Sicilia, Gianfranco Micciché, che ha parlato chiaramente di “tradimento” verso Berlusconi proprio a causa dello scarso coinvolgimento da parte di alcuni componenti di Forza Italia. Di sicuro, ad oggi, non resta che chiedersi cosa starà pensando lassù, il Cavaliere, di questo risultato: un “Cribbio” è anche abbastanza scontato, “ci consenta”…


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