“A differenza di ciò che accade in relazione a temi come il divorzio, o l’aborto, su cui tutti possono avere un’opinione fondata su basi morali, religiose o personali, in casi come questo servono conoscenze specifiche che temo la maggioranza degli italiani, me compreso, non possieda. Chiamati a decidere su una questione giuridica così complessa come la separazione delle carriere in seno alla magistratura, senza le competenze tecniche necessarie, il rischio è che il voto si basi su simpatie o antipatie politiche piuttosto che su una reale comprensione del problema”. Andre Bocelli, in una intervista a Il Giornale, dice la sua sul Referendum sulla Giustizia.
“Pur essendo laureato in legge, io stesso non mi sento in grado di esprimere un giudizio serio e consapevole. Per questo mi affido al parere di giuristi di valore che hanno affrontato l’argomento, con competenza e onestà intellettuale, come Giovanni Falcone e Antonio Di Pietro. Invito a riflettere sulle loro posizioni: sicuramente offrono un punto di riferimento autorevole e rispettato” aggiunge.


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