C’è chi ha la fortuna di vederlo ogni mattina e chi lo guarda alla sera prima di tornare a casa. Chi lo attraversa giornalmente facendo la spola tra Calabria e Sicilia. E chi come noi ce l’ha addirittura nel nome. Lo Stretto di Messina è parte integrante della cultura, della storia e della vita dei reggini. Eppure, negli ultimi giorni, quando si parla di ‘Stretto’, anche alle nostre latitudini la priorità ce l’ha quello ‘di Hormuz’, che da Reggio Calabria dista 3600 km, ma che riesce comunque a condizionare le vite all’estremo Sud d’Italia.
Un’incongruenza geografica figlia dei risvolti della guerra in Iran e dell’impatto che il conflitto ha sul mercato energetico e petrolifero, con aumenti vertiginosi dei prezzi ed effetti diretti e tangibili in ogni parte del mondo, Reggio Calabria compresa.
Per comprendere meglio le dinamiche che stiamo vivendo e quanto stiano influendo sulle nostre vite, ci siamo rivolti a Domotek S.r.l., azienda leader nel settore energetico reggino, per fare il punto della situazione analizzandone cause, conseguenze e dando anche qualche consiglio utile al portafoglio.
L’importanza dello Stretto di Hormuz e la chiarezza sul blocco navale
Ai microfoni di StrettoWeb è intervenuto Giuseppe Di Stefano, socio fondatore dell’azienda Domotek S.r.l., che ha fatto chiarezza sulla situazione presente nello Stretto di Hormuz. “È un punto nevralgico del mondo, un nodo cordiano attraverso il quale passa quasi il 20% del petrolio via mare. Si tratta di circa 30 km con un flusso navale imponente. Il problema, in questo momento, non è legato al fatto che non passino le navi, ma alla loro sicurezza”, ha spiegato Di Stefano.
A differenza di quanto si pensa, infatti, lo Stretto di Hormuz non è stato chiuso. L’Iran rende ‘solo’ più pericoloso e costoso il passaggio. “Gli hub che fanno questi attraversamenti con le petroliere non si sentono tutelati, hanno aumentato il prezzo delle polizze assicurative e il prezzo del noleggio delle navi e questo ha fatto schizzare alle stelle il prezzo del greggio”.
Le compagnie petrolifere ci mettono anche del loro: “tendono a speculare su queste operazioni quindi incrementano comunque il valore dell’energia in maniera anche ingiustificata e questo, secondo me, è un atto gravissimo. Cosa succede nelle nostre case? Succede che ovviamente i prezzi delle bollette salgono alle stelle Tanto del gas quanto dell’energia elettrica perché, non dimentichiamolo, ancora oggi nonostante tutto l’Italia comunque dipende molto dalla produzione di energia elettrica con fonti non rinnovabili quindi col gas e quindi se aumenta il valore del gas ovviamente aumenta anche il costo in bolletta”.

I prezzi si alzano, occhio all’impatto nei mesi estivi
Di Stefano mette in guardia: “i prezzi tenderanno ancora a salire”. Ma c’è un altro problema più preoccupante: “lo stiamo vedendo nei beni di prima necessità, nella pasta, nel latte. Quando il prezzo di un bene di consumo sale, è praticamente impossibile che scenda o devono passare davvero tanti mesi affinché scenda”. Il tutto da contestualizzare nell’incertezza sulla fine del conflitto.
“Questo si ripercuoterà sulle bollette nei mesi estivi, quando ovviamente da noi a Reggio Calabria si utilizzeranno molto più i condizionatori, anche le apparecchiature elettriche, i frigoriferi, i freezer tenderanno a lavorare di più rispetto al periodo invernale e lì onestamente sarà davvero pesante, potrebbe diventare davvero imponente come costi specialmente per il ceto medio”.

Come far fronte ai rincari?
Di Stefano sottolinea come gli USA “abbiano le spalle coperte, perché la loro politica non si basa sull’utilizzo di fonti rinnovabili” e possano attingere alle loro grandi riserve di petrolio. Diversa la situazione dell’Italia che ne risente maggiormente. Come poter mitigare l’impatto della guerra anche alle nostre latitudini, dunque? La risposta è nel fotovoltaico.
“La soluzione deve essere più strutturata, l’Italia deve sfruttare una risorsa che ha a tutte le latitudini: il sole. – spiega l’esperto di Domotek – Da noi è un grandissimo vantaggio, la nostra azienda si è fondata proprio sfruttando le fonti rinnovabili, sia ovviamente per una tutela del pianeta, ma anche per rendere le famiglie autonome dal punto di vista energetico. Secondo me l’unica soluzione può essere quella di sfruttare un bene che ci ha dato la natura per utilizzarlo per risparmiare in casa, ma anche per migliorare le condizioni di comfort”.

I servizi che Domotek offre ai reggini
Domotek è un alleato prezioso dei reggini per quanto riguarda il settore energetico. “Noi non siamo dei propositori di pacchetti, noi cerchiamo sempre di trovare soluzioni che siano calzanti con quelle che sono le esigenze dei committenti”, sottolinea Di Stefano spiegando che l’azienda Domotek è certificata dal Ministero per rilasciare certificazioni energetiche e “dare al cliente parametri reali, certi, su quelle che possono essere le soluzioni che possono mettere in alto per risparmiare in casa sia dal punto di vista climatico, quindi sulla climatizzazione e riscaldamento, sia ovviamente sulla produzione di energie”.
A breve è atteso il reddito energetico, una misura importantissima che Domotek ha molto a cuore perché “permette a famiglie con un isee al di sotto di 15 mila euro di avere un impianto fotovoltaico totalmente gratuito. Noi stiamo già stiamo avviando un processo di raccolta dati, analisi dati e a differenza di altre aziende, noi lo facciamo in maniera totalmente gratuita, quindi mettiamo a disposizione tutto il nostro know-how per fare consulenza, acquisire i dati, visionare i fabbricati per capire se sono adeguati ovviamente per la realizzazione di questi impianti e lì poi portiamo avanti la pratica”.
Un occhio non solo alle famiglie, ma anche alle aziende. “Loro, forse anche più del privato verranno molto penalizzate da questo incremento dei costi energetici. Anche lì noi stiamo portando avanti dei bandi a livello nazionale europeo, abbiamo avuto davvero notevoli risultati con aziende ovviamente molto energivore, ma c’è molta sensibilità anche da parte dei bed and breakfast che si stanno sviluppando qui in città, delle strutture alberghiere”.











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