“Stimiamo un costo totale di oltre 34 miliardi di dollari per i paesi coinvolti nella guerra ibrida se dovesse durare 4 settimane, come da ipotesi di Donald Trump”, è quanto dichiara Matteo Adjimi, direttore dell’Osservatorio Argo per la Sicurezza Digitale e CEO di Argo Spa, azienda leader nel settore dell’intelligence specializzata in consulenze strategiche per imprese. “Il blackout informatico che ha colpito l’Iran dura ormai da giorni e meno dell’1% della popolazione riesce a connettersi ad internet. Quella che si sta combattendo non è solo una guerra militare ma è a tutti gli effetti una guerra ibrida che colpisce sistemi informatici e impatta in maniera decisiva sull’economia di questi paesi e non solo”, prosegue Adjimi.
Secondo l’Aaron Institute for Economic Policy dell’Università Reichman, Israele è arrivato a spendere più di 12 miliardi di dollari al mese nel 2025, costo alimentato in maniera massiccia dall’impiego dell’aviazione dove solo il funzionamento di un jet F-35 costa fino a 10.000 dollari l’ora e senza considerare le bombe di precisione sempre più utilizzate. I costi di intercettazione dei missili iraniani variano dai 700.000 fino ai 4 milioni di dollari impiegati contro i vettori balistici. Anche l’Iran ha triplicato il proprio budget per la difesa nel 2025 e oggi destina quasi 5 miliardi di euro per il finanziamento dei propri proxy e ai cyber-attacchi. Infine, gli USA stanno spendendo più di tutti.
L’operazione di intelligence e sorveglianza per distruggere il quartiere generale dell’Ayatollah Ali Khamenei e ucciderlo (“Epic Fury”) è stata ricostruita dal Financial Times e ha riguardato l’hackeraggio di videocamere di sorveglianza grazie all’utilizzo di algoritmi avanzati e dell’AI e da sola è costata 2 miliardi di dollari. “Sono cifre enormi e che superano nettamente quelle spese, ad esempio, da Israele nelle passate campagne contro Hezbollah e Hamas. La guerra ibrida in corso è la più dispendiosa di sempre anche per gli sforzi fatti nel campo della cybersicurezza che ormai è fondamentale e avrà conseguenze importanti sull’economia mondiale.
Se la guerra dovesse durare più del previsto, ad esempio un anno, Iran, Israele e USA arriverebbero a spendere oltre 400 miliardi di dollari, senza considerare i costi per la ricostruzione di quanto verrebbe distrutto e i “costi indiretti” come quelli energetici dovuti all’impennata dei prezzi del greggio e del gas che si sono già alzati notevolmente nelle ultime ore”, ha concluso Adjimi, direttore dell’Osservatorio Argo per la Sicurezza Digitale e CEO di Argo Spa, azienda leader nel settore dell’intelligence specializzata in consulenze strategiche per imprese.


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