Presentata “La Biennale dello Stretto”, l’importante evento si terrà tra Reggio Calabria e Messina | INTERVISTE e DETTAGLI

Al Museo Archeologico Nazionale si è svolta la presentazione della terza edizione di "La Biennale dello Stretto", che prenderà vita dal 18 settembre al 13 dicembre 2026 in location diverse tra Reggio Calabria e Messina

  • Biennale Stretto Reggio Calabria
    Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
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Si è svolta oggi pomeriggio, presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, la presentazione della terza edizione di “La Biennale dello Stretto”, che prenderà vita dal 18 settembre al 13 dicembre 2026 in location diverse tra Reggio Calabria e Messina. La manifestazione è un progetto culturale ideato da Alfonso Femia e promosso dalla Fondazione “Le città del futuro” in partnership e con il sostegno di enti pubblici e privati.

Il tema di quest’anno è “Mutazioni”– termine preso in prestito dalla biologia, mitigato nel suo significato severo di alterazione genetica – per esprimere l’irrevocabilità e la profondità del cambiamento e continuare a scandagliare le potenzialità dell’area mediterranea prendendo in esame tutti gli elementi che la descrivono, talvolta contrastanti, – paesaggi, culture, architetture, città – e ipotizzarne lo sviluppo futuro. Sotto la direzione scientifica di Alfonso Femia, Annalisa Metta e Salima Naji, l’edizione 2026 della Biennale si costruisce su un processo curatoriale composto da 8 curatori per l’area progettuale scientifica e 4 curatori per le sessioni di arte, fotografia e design.“Mutazioni è un invito a riflettere su cosa realmente sta accadendo in questo tempo, non solo sui possibili scenari evolutivi nel breve e nel medio periodo, ma sul complesso tema del disallineamento evolutivo e sulle conseguenze che stanno già investendo territori e città”, dichiarano i direttori Alfonso Femia, Annalisa Metta e Salima Naji.

Dettagli

La Biennale dello Stretto giunge alla sua terza edizione: un progetto culturale reale e ambizioso, che intende raccogliere e offrire visioni lucide sul futuro a scala internazionale. Nella visione contemporanea diffusa e prevalente, il Sud – dell’Italia, ma non solo – non è il luogo deputato ai grandi eventi culturali, che “stanno di casa” nelle città grandi e molto grandi del settentrione dell’Italia e in Europa.
Lo stigma sulle due regioni – nutrito di pregiudizi e narrazioni negative – perdura indifferente malgrado l’indiscutibile vitalità ed effervescenza di questi territori e gli esempi virtuosi che emergono con sempre maggior frequenza.

Lo Stretto affaccia sul Mediterraneo del Sud, “vede” i Paesi che, in termini demografici, saranno prevalenti nei prossimi anni: sono quelli dell’area Mena – Middle East and North Africa – dal Marocco all’Iran, Nord Africa e Golfo Persico. Secondo Save the Children, entro il 2030, oltre il 40 per cento della popolazione giovanile mondiale sarà africana ed entro il 2050 l’Africa esprimerà più del 25 per cento della popolazione globale, con un incremento fino a 2,1 miliardi e un’età media inferiore ai 25 anni. Dal punto di vista economico, l’Africa è il secondo continente, dopo l’Asia, con il più alto tasso di crescita. Significa che entro il 2035 ci saranno più giovani africani che entreranno nel mondo del lavoro ogni anno, rispetto a tutti gli altri Paesi messi insieme.

“Mutazione”

È un cambiamento, una “Mutazione” sostanziale in cui la terna geografia-territorio- paesaggio è campo d’azione per lavorare e mitigare il disallineamento evolutivo. Tutto questo ha a che vedere con lo studio delle città e con l’architettura, con l’arte come anticipazione del pensiero e con la fotografia come testimonianza e interpretazione del cambiamento. In continuità con l’approccio messo in atto nelle edizioni precedenti, Alfonso Femia, architetto, ideatore del progetto, riafferma l’unicità della Biennale dello Stretto, legata alla sua identità geografica, storica e culturale.

“Luogo di incontro e di pensiero”

“La Biennale dello Stretto, sin dalla prima edizione si è contraddistinta come un luogo di incontro e di pensiero che nasce tra due città e due regioni unite dal mare e dalla storia: Reggio Calabria e Messina. Lo Stretto non è soltanto un confine geografico. È un ponte naturale tra culture, popoli e visioni del Mediterraneo, uno spazio che ci invita a osservare con attenzione le trasformazioni che attraversano il nostro tempo”. Così il sindaco metropolitano facente funzioni di Reggio Calabria, Carmelo Versace, intervenuto alla presentazione della terza edizione della Biennale dello Stretto, svoltasi al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria.“Il tema che guida questa edizione, le mutazioni del clima e della società – ha aggiunto Versace – ci riguarda tutti da vicino. I cambiamenti climatici stanno modificando i nostri paesaggi, le nostre città e il nostro rapporto con il territorio. Allo stesso tempo, le società contemporanee stanno vivendo profonde trasformazioni nei modelli economici, nelle relazioni sociali e nelle modalità con cui immaginiamo il futuro”.

“Proprio per questo iniziative come la Biennale dello Stretto – ha evidenziato – assumono un valore straordinario. Qui si incontrano architettura, ricerca, cultura, arte e istituzioni per costruire un dialogo capace di andare oltre i confini amministrativi e disciplinari. È attraverso il confronto tra idee, competenze e sensibilità diverse che possiamo immaginare città più resilienti, territori più sostenibili e comunità più consapevoli. Il Mediterraneo, che ci circonda e ci unisce, è da sempre uno spazio di scambio e di movimento. Oggi più che mai deve diventare un laboratorio di innovazione, responsabilità e visione, capace di affrontare le sfide ambientali e sociali del nostro tempo”.

“La Biennale dello Stretto – ha concluso Versace – rappresenta dunque non solo un evento culturale, ma un progetto di futuro: un invito a ripensare il rapporto tra uomo, natura e città, mettendo al centro la qualità della vita, la tutela del paesaggio e la forza delle comunità”. Versace ha inoltre evidenziato la firma di un prossimo protocollo d’intesa con la fondazione che organizza la Biennale per rafforzare ulteriormente una sinergia istituzionale. Per il sindaco ff di Reggio Calabria, Domenico Battagliala Biennale dello Stretto è importante per l’idea di Area integrata dello Stretto”.

La direzione scientifica

Tre direttori per il 2026: Alfonso Femia, Annalisa Metta, paesaggista e professoressa ordinaria all’Università Roma Tre e Salima Naji, antropologo e architetto di Agadir, voce mediterranea di contrappunto, guideranno questa edizione della Biennale. Tre personalità diverse, un mix alchemico: il tema scelto ne è la prima dimostrazione, talvolta rapidissime “Mutazioni” è argomento complesso, espresso con la precisa intenzione di immaginare un futuro fuori dall’idea di previsioni e prestazioni programmate, spesso distopico, che molti media somministrano.

Il tema

Preso a prestito dalla biologia e mitigato nel suo significato severo di alterazione genetica, “Mutazioni” intende esprimere ed esasperare l’irrevocabilità e la profondità del cambiamento, che non è più lineare, né filtrato da una progressione temporale. Spiega Annalisa Metta che le cose si trasformano senza la durata del passaggio: “alla successione evolutiva si sostituisce una sequenza di espansioni e contrazioni, talvolta rapidissime, e al progresso un ventaglio di possibili scelte alternative, in cui i mutamenti e i processi sono discreti, frammentati o interrotti. Dall’agricoltura all’industria, al capitalismo urbano: ogni trasformazione epocale ha lasciato tracce, è avvenuta per transizioni successive e per vicendevoli passaggi di testimone. Nel tempo attuale le mutazioni sono istantanee, le tracce si riducono, la memoria fatica a trovare una dimensione fruibile. Condizioni che in precedenza sono state vantaggiose, a causa di uno o più cambiamenti accelerati dell’ambiente, possono creare difficoltà e impedire di raggiungere obiettivi”.

“Mutazioni è un invito a riflettere su cosa realmente stia accadendo in questo tempo, non solo sui possibili scenari evolutivi nel breve e nel medio periodo, ma sul complesso tema del disallineamento evolutivo e sulle conseguenze che stanno già investendo territori e città”, affermano i direttori Alfonso Femia, Annalisa Metta e Salima Naji

Un processo curatoriale aperto

Come già sperimentato nella precedente edizione, la Biennale si costruisce su un processo curatoriale aperto e insieme alla comunità locale reggina e messinese. Otto curatori per l’area progettuale scientifica e quattro curatori per le sessioni di arte, fotografia e design svilupperanno ricerche paradigmatiche delle Mutazioni in corso.
I direttori lavoreranno insieme a Clément Blanchet, architetto, per approfondire il sempre meno netto confine tra “Naturale e Artificiale”; Gaetano di Gesu, architetto, Palatina Cultural Group, che, in continuità con l’edizione precedente, proseguirà nell’indagine

“Mediterranei, similitudini e paralleli”, analizzando i “Paesaggi di mutazione”, gli esiti della nuova architettura in Cina, fuori dagli spazi urbani; Daniele Durante, architetto, BV36 sulla comprensione dei “Modelli di aggregazione spontanea”, sulla loro possibilità di convivenza con le dimensioni già codificate e storicamente sviluppate delle città europee; Alessandra Ferrari, architetto, CNAPPC sugli spazi di risulta urbana pubblici e privati, i sottopassaggi, le unità immobiliari a filo marciapiede, i basamenti e le soglie in una ricerca dal titolo emblematico “Underground”; Ico Migliore, architetto, Migliore+Servetto sul concetto di mutazione come atto di sovrascrittura e sulla relativa trasformazione artistica e
progettuale a cavallo tra “confine” e “divergenza”; Filippo Pagliani, Michele Rossi e Michele Versaci, architetti, Park sul tema “Water Resilience”, la resilienza idrica come passaggio da approccio emergenziale a progettualità continua; Federico Parolotto e Delia Valastro, architetti pianificatori, MIC-HUB, proseguiranno la ricerca su come stiano mutando le logiche dello “spostarsi” alla luce dei cambiamenti globali; Paolo Verri, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, su quali saranno realmente “I luoghi della cultura” in un momento di totale disallineamento tra passato e futuro.

Marco Introini, architetto e fotografo curerà la sessione di fotografia sul tema “Post paesaggio” e sugli effetti dell’assuefazione all’immagine prevalentemente diffusa della città e dell’architettura; Angela Pellicanò, artista e curatrice, lavorerà insieme ad artisti selezionati, sul tema “L’imperfezione dell’assoluto”, Pasquale Piroso svilupperà, in collaborazione con un gruppo di artisti, progetti live “Tra terra e forma”; ADI nazionale e ADI delegazioni Calabria e Sicilia, in continuità con il progetto “Non in senso stretto” realizzato nell’ambito della Biennale dello Stretto 2024, proseguirà, in perfetta corrispondenza con il tema Mutazioni, con l’approfondimento “Nuovi Codici” del design curato da Francesco Alati.

Focus della Biennale in collaborazione con ANCE Reggio e OAPPC Reggio

Sguardi molteplici, punti di vista differenti per comprendere cosa è e, soprattutto cosa “non è” la rigenerazione urbana: sarà focus della Biennale in collaborazione con ANCE Reggio Calabria e OAPPC Reggio Calabria (partner istituzionali) insieme a un knowledge partner d’eccezione TEHA Group (The European House – Ambrosetti).
Secondo Michele Laganà, presidente ANCE Reggio Calabria, “tratta di un tema di civiltà urbana e per la città di Reggio, come per molte altre città del Sud, un bivio: da una parte dispersione insediativa, consumo di suolo, quartieri senza servizi; all’altra la potenzialità di integrare natura e infrastrutture, casa e lavoro, cultura e tecnologia”.

Ed è in questa prospettiva che Santina Dattola, presidente OAPPC Reggio Calabria ha aperto una call for project all’interno dell’Ordine per stimolare gli associati a immaginare la propria città e in termini di futuro. Ha affermato Dattola “La call for project che promuoveremo nasce dalla volontà di stimolare i nostri iscritti ad immaginare la città con uno sguardo nuovo. Rigenerazione Urbana come capacità di trasformare le mutazioni in atto in una nuova norma per l’intero organismo città. Una mutazione consapevole come punto di innesco per moderni dialoghi sociali, per nuovo modo di relazionarsi, per un nuovo modo di progettare e abitare i luoghi. È un invito a proporre idee, visioni e strumenti che possano contribuire a delineare un futuro possibile per la Città Metropolitana Reggio Calabria, mettendo al centro la responsabilità del progetto e il ruolo attivo della nostra comunità professionale”.

L’Ordine degli Architetti PPC di Reggio Calabria prosegue, anche quest’anno, il suo impegno di sensibilizzazione al senso civico e ai temi dell’architettura attraverso il coinvolgimento delle scuole superiori sul tema della mutazione ambientale e sullo specifico calabrese e reggino a seguito di eventi meteorologici estremi.

Infine, “una mostra nella mostra”, il team di Biennale dello Stretto sta sviluppando una ricerca sull’architettura dell’area MESA e dell’America Latina, con prevalente attenzione alla progettualità femminile. Come testimonia con la propria esperienza Salima Naji, è nel Sud del mondo che l’architettura si confronta con la continua mutazione dei territori, delle comunità e dei sistemi naturali, richiedendo un approccio che sappia combinare rispetto per la fragilità con la proiezione verso l’innovazione e verso una sostenibilità reale.

La partnership con le Università

Anche quest’anno, la Biennale rinnova il proprio impegno nel valorizzare le giovani generazioni di professionisti attraverso la partecipazione di importanti università italiane, a partire dalle accademie reggine e siciliane: Consuelo Nava e Marina Tornatora, docenti dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, porteranno in mostra un progetto di ricerca con la partecipazione di studenti internazionali dell’area mediterranea; Fabio Mollo, regista e docente di cinema all’Accademia di Belli Arti di Reggio Calabria, farà lavorare i suoi studenti su una declinazione del tema Mutazioni, così come Aldo Zucco, Accademia di Belle Arti di Catania, e Vincenzo Castellana, docente in ABADIR – Academy of Design and Visual Communication.

Adesioni

L’adesione delle accademie alla Biennale è stata notevole. Porteranno in mostra declinazioni sul tema Mutazioni, sviluppate con studenti e dottorandi: Mariella Annese, Politecnico di Bari; Michele Bonino e Cristina Coscia, Politecnico di Torino; Daniele Durante, Dipartimento di Architettura – Università degli Studi di Ferrara; Massimo Faiferri, Università degli Studi di Cagliari e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare; Adam Kaasa, Royal College of Art, Londra; Luigi Latini, Università IUAV di Venezia; Ina Macaione e Laura Pavia, Università degli Studi della Basilicata; Annalisa Metta e Marco Ranzato, Università degli Studi Roma Tre; Ico Migliore, Politecnico di Milano; Giovanni Multari, Università degli Studi di Napoli Federico II, insieme a School of Architecture, Chinese University of Hong Kong; Maria Livia Olivetti, Università degli Studi di Palermo.

“Fare” la biennale dello Stretto

Nata dall’iniziativa di Alfonso Femia, la Biennale dello Stretto è un progetto atipico, fuori dal contesto codificato degli eventi culturali, sostenuta da soggetti pubblici e imprese private. Condivisa fin dalla prima edizione dall’Ordine degli Architetti di Reggio Calabria e dalla società 500×100, la Biennale è promossa, a partire dall’edizione 2026, da Fondazione Le Città del Futuro, realizzata da 500x 100. Città Metropolitana di Reggio Calabria, ANCE Reggio Calabria, Ordine degli architetti di Reggio Calabria e Comune di Campo Calabro / Forte Batteria Siacci, Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria sono i partner istituzionali. Il Dipartimento di Architettura e Design dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria è partner accademico.

L’evento verrà sviluppato in collaborazione con il Comune di Reggio Calabria, Comune di Villa San Giovanni, Villa Genoese Zerbi, ADI nazionale e delegazioni Calabria e Sicilia, l’Ordine degli Architetti di Messina, Università degli Studi di Messina e Fondazione Messina.
Imprese private hanno sposato il progetto e serve ricordarle perché sono un fondamentale sostegno: Atelier(s) Alfonso Femia, GiTi Giorgio Tartaro, Cariboni Group, Liuni, Medit, Mirage, Staygreen / Attico Interni, Saint-Gobain, Heidelberg Materials, Schüco, Panzeri. Per l’atipicità del progetto, è importante sottolineare che la condivisione con i partner istituzionali e con le imprese è premessa e fattore decisivo che lo rende attuabile.

La sede espositiva ed il programma di conferenze

Forte Batteria Siacci a Campo Calabro, architettura militare affacciata sullo Stretto di Messina (dai suoi spalti si traguarda lo scambio di correnti tra Tirreno e Ionio e Capo Peloro) sarà la sede principale della mostra, come per le precedenti edizioni. Costruito assieme alla corona dei forti calabresi e siciliani fra il 1894 ed il 1898, Forte Batteria Siacci è scavato sul fianco di una collina per renderlo invisibile dal mare. Più di diecimila metri quadri di superficie coperta, oltre cento ambienti, centinaia e centinaia di metri di gallerie sotterranee, circondato da un imponente fossato.

Rocco Alessandro Repaci, sindaco di Campo Calabro, ha detto: “per la terza volta Forte Batteria Siacci interpreta il perno attorno al quale ruota questo splendido ed innovativo progetto culturale profondamente legato ad un territorio e a una esperienza rigenerativa che incarna al meglio lo spirito e la sfida delle mutazioni. Cresciuto e svelato assieme alla Biennale, questo luogo ne rappresenta l’anima nella dimensione del cambiamento che migliora la qualità della vita”.
I dibattiti (il programma dei talk e delle lecture è in definizione) si svolgeranno, sulla sponda calabrese a Forte Batteria Siacci; al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (il museo dei Bronzi), in coordinamento con il direttore Fabrizio Sudano; a Villa Genoese

Zerbi, storica villa reggina affacciata su quello che, secondo Gabriele D’Annunzio, è il chilometro più bello d’Italia, con l’ottima collaborazione di Vincenzo Pennestrì e in location diffuse su quella siciliana.

“Molto più di un progetto culturale”

“Questa edizione della Biennale dello Stretto è molto più di un progetto culturale. È una ricerca che si dipana su un percorso complicato e denso di asperità, perché così sono le Mutazioni. Porterà a visioni imperfette, ma quello che importa è che sia chiaro il fine ultimo, l’impegno di noi tutti: recuperare, con strumenti diversi, in situazioni poco sperimentate e con consapevolezza e coscienza nuove, l’equilibrio minimo che consentirà al futuro di essere tale, provando a non adattarci, semplicemente e in modo rassegnato, a un mondo alterato”, Alfonso Femia.

Fondazione “Le città del futuro”

Ente non profit realizzato da Alfonso e Mattia Femia insieme a Simonetta Cenci e Marco Predari, Universal Selecta, come sintesi dei progetti di ricerca e delle attività culturali degli Atelier(s) Alfonso Femia, della società benefit 500×100 e dell’associazione culturale APS Inside The While. È uno strumento strategico e operativo che consente di estendere e arricchire il dialogo e gli approfondimenti sul futuro urbano, secondo una modalità consapevole e coerente con l’evoluzione sociale, economica e culturale, sviluppando risorse e progetti dedicati.

Biografia della direzione scientifica

Alfonso Femia

Fondatore e CEO di Atelier(s), affianca alla professione architettonica un significativo impegno culturale e di ricerca. Tra i suoi principali ruoli curatoriali, la direzione artistica della Biennale di Architettura di Pisa (2019), il contributo al Padiglione Italia della Biennale di Venezia sui temi del clima e dell’acqua e l’ideazione della Biennale dello Stretto (2022/2024). Ha vinto numerosi premi in Italia e in Francia ed è incaricato Ambasciatore del Design Italiano dall’Associazione Disegno Industriale. È autore di numerosi libri e speaker in conferenze internazionali.

Annalisa Metta

Architetto, dottoressa di ricerca in Progettazione dei Parchi, Giardini e Assetto del Territorio, è professoressa ordinaria in Architettura del Paesaggio presso il Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre. La sua ricerca si rivolge ad approfondimenti teorico-critici ed esperienze applicate sul progetto degli spazi aperti, a diverse scale spaziali e temporali, con particolare attenzione allo spazio pubblico. Dal 2025 è Presidente di IASLA – Società Scientifica Italiana di Architettura del Paesaggio. Tra i suoi libri, Il paesaggio è un mostro. Città selvatiche e nature ibride (DeriveApprodi, 2022).

Salima Naji

Architetto DPLG e fondatore del suo studio in Marocco, dove sviluppa un’intensa attività culturale e accademica parallela alla professione. Ha un dottorato di ricerca in Antropologia (EHESS, Parigi) e conduce da oltre vent’anni ricerche sull’architettura collettiva e vernacolare del Marocco. È anche autrice e curatrice di numerosi studi e pubblicazioni sull’architettura sostenibile e vernacolare, e il suo lavoro si pone all’intersezione tra ricerca accademica, progettazione e valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale delle comunità locali.

Curatele Scientifiche

Clement Blanchet

Architetto, docente e critico francese, è attivo nei campi della teoria architettonica, dell’urbanistica e della ricerca culturale. Ha collaborato per 10 anni (dal 2004) con Rem Koolhaas, contribuendo allo sviluppo di OMA in Francia e ha guidato diversi progetti vincitori per lo studio
Nel 2014 a Parigi ha fondato Clément Blanchet Architecture (CBA), studio-laboratorio che ricerca, analizza e realizza progetti di architettura e urbanistica.

Gaetano di Gesu

Architetto, ha svolto attività didattica e di ricerca all’Università degli Studi di Roma, La Sapienza. Ha fondato, nel 1994, a Roma, RDM Studio con cui ha vinto concorsi nazionali e internazionali. Dal 2010 lavora con la Cina, nel 2013 ha fondato la società di progettazione EAWE con sede a Roma, a Pechino e a XI’an, specializzata in progettazione di complessi urbani e progetti di investimento tra Europa e Cina. Dal 2018 Dal 2018 è direttore scientifico della società ChinaMuseum International (sede italiana) ora Palatina Cultural Group che coordina programmi culturali tra i musei europei e cinesi.

Daniele Durante

Architetto, PhD è docente presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara e Visiting Critic alla Cornell University di Roma, College of Architecture, Art and Planning.
Nel 2004 ha fondato Studio bv36. Il suo impegno professionale consiste nel coniugare innovazione e ricerca con la pratica del progetto, tenendo conto della relazione tra architettura, arte e design. La sua attività si concentra sull’architettura residenziale, con approcci innovativi all’abitare domestico, sull’architettura degli spazi di lavoro e sugli spazi pubblici urbani.

Alessandra Ferrari

Architetta, ha lavorato come progettista e responsabile di progetto in una delle maggiori società di engineering di casa madre americana. È stata la prima Presidente donna dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Bergamo e vicepresidente del Consiglio Nazionale Architetti PPC fino al 2026. Con il proprio studio professionale a Bergamo, si occupa di progettazione, costruzione e consulenza nel settore pubblico e privato.

Ico Migliore

Ico Migliore, architetto e designer italiano, ha fondato con Mara Servetto lo studio internazionale Migliore + Servetto, con cui ha realizzato oltre 1000 progetti in 22 paesi premiati con importanti riconoscimenti, tra cui 3 Compassi d’Oro e 13 Red Dot Design Awards. Formatosi al Politecnico di Torino sotto la guida di Achille Castiglioni, è oggi Professore al Politecnico di Milano e Chair Professor alla Dongseo University di Busan, in Corea del Sud. La sua ricerca si concentra sul disegno di spazi narrativi – siano essi aree pubbliche, musei, mostre, installazioni, progetti per il retail – che spaziano tra architettura, archigrafia urbana, interor design, product design, grafica e multimedialità.

FILIPPO PAGLIANI – MICHELE ROSSI – MICHELE VERSACI – PARK

Park è un collettivo interdisciplinare di architetti, designer e ricercatori, uniti dal desiderio di plasmare il futuro dell’ambiente costruito. Fondato a Milano nel 2000 da Filippo Pagliani e Michele Rossi, lo studio si occupa di architettura, urban design, paesaggio, interior e product design, promuovendo un approccio trasversale. Ogni progetto sviluppato da Park trova forma nel suo specifico contesto, dal grattacielo della Regione Lombardia alle sedi di Luxottica e Salewa, dagli spazi residenziali e commerciali alla riqualificazione di edifici moderni d’autore o di interi quartieri. Operando all’intersezione tra tradizione e innovazione, lo studio si distingue nel reinterpretare e rigenerare le città, trasformandole in nuovi modelli di vivibilità e sostenibilità, adottando l’adaptive reuse come strategia principale. Park ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio Architetto Italiano 2024 assegnato dal Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori.

FEDERICO PAROLOTTO – DELIA VALASTRO – MIC-HUB

Federico Parolotto, CEO di MIC-HUB. Laureato al Politecnico di Milano ha esperienza internazionale. Ha fatto parte del comitato di esperti a supporto del Comune di Milano per la stesura del PUMS. Collabora con numerose università italiane e straniere per corsi legati alla pianificazione urbana e alla mobilità sostenibile. Ha recentemente pubblicato per Quodlibet il volume “Muoversi in uno spazio stretto – verso una nuova mobilità”.

Delia Valastro è ingegnere, ricercatrice senior di MIC-HUB nel dipartimento City Futures Research Lab. Laureata all’Università di Catania in ingegneria edile-architettura, ha ottenuto un Master in City and Regional Planning all’Università di Memphis. Attualmente sta svolgendo un dottorato di ricerca in Urban planning, Design and Policy presso il Politecnico di Milano con focus su sicurezza stradale per pedoni, ciclisti e utenti vulnerabili della strada.

Paolo Verri

Direttore Generale della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori. Laureato in Storia dei media all’Università Cattolica di Milano, è stato direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino (1993–1997). Ha lavorato su politiche urbane e grandi eventi, coordinando il piano strategico di Torino, collaborando alle Olimpiadi Invernali Torino 2006 e dirigendo il Comitato Italia 150. Ha guidato la candidatura vincente di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 e ha collaborato a Expo Milano 2015. Insegna allo IULM di Milano e allo IED di Torino.

Curatele artistiche

Francesco Alati

È presidente e socio fondatore della delegazione ADI Calabria. Nel 2021 fonda il suo studio di progetto e strategia negli ambiti del brand, del prodotto e della comunicazione, spaziando dall’art direction a progetti culturali. È docente del Corso di laurea in Design dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

Marco Introini

Laureato in architettura presso il Politecnico di Milano, è fotografo documentarista di paesaggio e architettura, docente di Tecniche della rappresentazione dello spazio e di Fotografia dell’architettura presso il Politecnico di Milano. Marco ha al suo attivo parecchie pubblicazioni e mostre di architettura e paesaggio; le sue opere sono conservate presso la Fondazione MAXXI, Archivio CSAC, Museo Maga, Fondazione AEM.

Pasquale Piroso

Architetto, si laurea con Paolo Portoghesi, con cui collabora a progetti di rilievo nazionale. Oggi è fondatore dello studio Loft Canova, ospitato nel restaurato Palazzo Canova, condiviso con l’artista Luigi Ontani. Lo studio unisce arte, architettura e design, con progetti che fondono antico e contemporaneo, natura e tecnologia. Si occupa di interior design, residenze, hotel, spazi aziendali e restauro monumentale per clienti nazionali e internazionali.

Angela Pellicanò

Diplomata in pittura all’Accademia di Belle Arti, espone in ambito nazionale e internazionale. Tra le personali più rilevanti: Shakti e La Pagina dei Giochi. Ha partecipato alla 54ª Biennale di Venezia, a Manifesta12 e a mostre in sedi prestigiose come Palazzo Arnone, Palazzo dei Priori e la Fondazione Orestiadi. Nel 2017 ha vinto l’Apulia Land Art Festival. Sue opere sono presenti in collezioni come il Palazzo della Farnesina e il Museo delle Trame Mediterranee.

Partner istituzionali e sostenitori

La Biennale dello Stretto 2026 verrà realizzata in condivisione e con il sostegno di Città Metropolitana di Reggio Calabria, Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Reggio Calabria, ANCE Reggio Calabria, Comune di Campo Calabro / Forte Batteria Siacci, Museo Archeologico Nazionale Reggio Calabria.
Main partner: Atelier(s) Alfonso Femia, GiTi Giorgio Tartaro, Cariboni Group, Liuni, Medit, Mirage, Staygreen / Attico Interni, Saint-Gobain
Partner: Heidelberg Materials, Schüco, Panzeri

I luoghi della Biennale dello Stretto

Calabria

Forte Batteria Siacci Via Matiniti Superiore Campo Calabro RC

Museo Archeologico Nazionale Reggio Calabria Piazza Giuseppe De Nava, 26
Reggio Calabria

Villa Genoese Zerbi Via Zaleuco, 5, Reggio Calabria

Sicilia

Università degli Studi di Messina Piazza Pugliatti, 1
Messina

Fondazione Messina
Forte Petrazza, Località Camaro Superiore Messina.