“Esprimiamo apprezzamento per aver scelto una via di conformarsi alle indicazioni della Corte dei conti in modo generale e quindi dare completa pienezza a quest’opera che è assolutamente rilevante a cui l’Oice crede“. Lo ha detto il presidente di Oice, Giorgio Lupoi, in audizione alla commissione Ambiente del Senato sul ddl Commissari straordinari e concessioni, che contiene anche disposizioni sul Ponte sullo Stretto. “Credo che questo decreto sia una norma utile“, ha aggiunto. “Quest’opera è un simbolo per questo paese, per la storia di questo paese e per l’ingegneria di questo paese“, ha sottolineato il presidente dell’Associazione delle Organizzazioni di Ingegneria, di Architettura e di consulenza Tecnico Economica.
In generale sul decreto commissari “è assolutamente apprezzabile il lavoro svolto, pur ritenendo che il ricorso sempre più frequente alla figura commissariale meriti una riflessione condivisa con la Commissione per rafforzare il processo ordinario“, ha detto Lupoi. “Valorizzare adeguatamente le fasi di programmazione e progettazione, con il supporto e la sussidiarietà che possono svolgere le società di ingegneria e architettura, consentirebbe di prevenire molte delle criticità che oggi richiedono poteri speciali. Le deroghe, necessarie, non devono intaccare i principi cardine del nuovo Codice dei contratti pubblici, innovazione fondamentale che deve guidare anche l’operato dei commissari. In particolare chiediamo il pieno rispetto dell’equo compenso e dell’equilibrio contrattuale, oltre che naturalmente del principio del risultato, ragione stessa per cui vengono attribuite le deleghe commissariali. Altrettanto essenziali restano il divieto di affidamento al prezzo più basso e le garanzie di accesso al mercato a tutela delle PMI. Tutti riferimenti che ci auguriamo possano trovare spazio come emendamenti al testo presentato dal Governo“.
L’Oice ha inoltre sottolineato come i poteri derogatori dei commissari, decisivi per superare le attuali difficoltà autorizzative, debbano essere affiancati da strutture di supporto di project management, secondo quanto già previsto in via ordinaria dall’articolo 15 del Codice.
“Esempi positivi del passato – ha ricordato Lupoi – come il Commissario Vadalà per le bonifiche, che si è potuto avvalere delle competenze tecniche dell’Arma dei Carabinieri, dimostrano l’efficacia di questo modello. In questa direzione condividiamo la scelta di fare riferimento a Rfi e Anas dotate di strutture tecniche in grado di gestire al meglio la realizzazione di opere spesso complesse. Abbiamo anche evidenziato l’importanza dell’attività di verifica dei progetti per la quale sarebbe opportuno che i commissari superino i limiti oggi previsti nel codice appalti ampliando il novero dei soggetti esterni cui, se del caso, affidare le verifiche“.


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