“Il ponte sullo Stretto non può essere ridotto a una contrapposizione politica“. È quanto sostiene in una nota il consigliere regionale Orlandino Greco invitando “a superare le divisioni ideologiche per guardare all’opera come a un investimento strategico per il Paese”. “Non è un progetto di destra o di sinistra – afferma Greco – ma una scelta che riguarda il futuro dell’Italia. Dobbiamo smettere di etichettare le grandi opere in base a chi le propone e iniziare a valutarle per ciò che rappresentano“. Secondo Greco “una nazione cresce quando riesce a unirsi attorno a obiettivi comuni: il ponte sullo Stretto è un’infrastruttura fondamentale per collegare territori, economie e persone, rafforzando il ruolo del Sud nel Mediterraneo e connettendo stabilmente Calabria e Sicilia al resto d’Italia e dell’Europa“.
Il consigliere regionale critica anche la logica del rinvio: “Sentiamo spesso dire che prima vanno risolti altri problemi. È una mentalità che ci ha frenato per troppo tempo. Se fosse stata applicata altrove, oggi non esisterebbero opere simbolo del progresso come il ponte di Brooklyn, il ponte dei Dardanelli, il Golden Gate, il viadotto di Millau o il Great Belt Bridge”. “Fin dall’antichità i ponti hanno rappresentato molto più di un collegamento fisico. I Romani lo avevano compreso bene: basti pensare al ponte Milvio o al ponte Sant’Angelo. Costruire un ponte significa unire territori, culture e opportunità“, conclude.


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