Polemiche ai funerali di Bossi: fischi per Salvini, “tradita l’eredità della Lega. Molla la camicia verde, vergogna” | FOTO

"Molla la camicia verde, vergogna", hanno urlato a Matteo Salvini alcuni militanti del Partito Popolare per il Nord, promosso da Roberto Castelli, mentre il leader della Lega saliva i gradini dell'abbazia di San Giacomo

  • funerali Umberto Bossi
    Foto Ansa
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Questa mattina, a Pontida, i funerali di Umberto Bossi, il fondatore della Lega Nord morto qualche giorno fa a 84 anni. Da segnalare, prima dell’inizio della celebrazione, le polemiche nei confronti di Matteo Salvini, il successore all’interno del partito. “Secessione, secessione”, è il grido che hanno scandito i militanti della Lega sulla piazza dell’abbazia di San Giacomo a Pontida all’arrivo della premier Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio, arrivata con il vicepremier Antonio Tajani, è stata accolta da qualche applauso prima di entrare in chiesa.

“Molla la camicia verde, vergogna”, hanno urlato a Matteo Salvini alcuni militanti del Partito Popolare per il Nord, promosso da Roberto Castelli, mentre il leader della Lega saliva i gradini dell’abbazia di San Giacomo. Il segretario si è presentato ai funerali indossando una camicia verde. “Bossi, Bossi. Padania libera”. È il coro che viene scandito nella piazza. Su una facciata dell’abbazia è stato appeso lo striscione con la scritta, “Grazie capo, la tua storia vivrà sempre con noi”, della sezione di Pontida della Lega.

Sul sagrato si sono fermati Giancarlo Giorgetti, con la cravatta verde, Matteo Salvini in camicia verde e cravatta scura, Luca Zaia e Attilio Fontana, ai quali la piazza dei militanti ha tributato un applauso. Al suo arrivo Zaia si è abbracciato con Giorgetti. Presenti anche il ministro Roberto Calderoli, il capogruppo alla Camera Roberto Molinari, il presidente della provincia di Trento Maurizio Fugatti. Alle esequie anche l’ex ministro Roberto Castelli che la folla dei militanti ha salutato con un applauso. Tra i presenti anche l’ex parlamentare europeo Mario Borghezio, con il fazzoletto verde al collo.

Castelli: “tradita l’eredità di Bossi, la Lega di oggi è un’altra cosa”

“Quella di Bossi è una eredità tradita. Mi auguro che la giornata di oggi possa essere un punto di partenza per quel popolo della Lega che non si riconosce più nella politica centralista di questo nuovo partito, che è un’altra cosa. Una giornata molto triste ma anche di speranza”. Lo afferma Roberto Castelli, promotore del Partito Popolare del Nord. “C’è una questione settentrionale da riprendere in mano con più vigore. La Lega di Salvini non è la Lega che si vede qui oggi, è un’altra cosa. Ha mantenuto il nome, ma solo quello”.