Perchè la Russia è una dei maggiori vincitori nella guerra in Iran? Il rischio enorme per l’Ucraina e un’escalation globale

La Russia è uno dei principali vincitori nel conflitto in Iran, anche senza partecipare: le ripercussioni sulla guerra in Ucraina per Putin sono più che positive

Fino dai momenti appena successivi al raid operato da USA e Israele su Teheran, la Russia ha condannato l’aggressione parlando di violazione del diritto internazionale (da che pulpito…) e proponendosi come intermediaria per la pace (da che pulpito… parte 2). Un atteggiamento molto mite da parte di uno degli attori più importanti in Oriente che, seppur impegnato in un’altra guerra, quella contro l’Ucraina, entrata nel 4° anno, ha parecchi interessi in Medio Oriente.

Uno di essi è che la guerra all’Iran vada avanti il più possibile. Putin, infatti, è giù uno dei vincitori anche se, fin qui, non ha il minimo interesse a scendere in campo. Il motivo è molto semplice: i missili dell’Iran stanno esaurendo le scorte di intercettori Patriot di cui l’Ucraina ha bisogno per la sua difesa. Tradotto: più intercettori usano gli Stati Uniti e i loro alleati, meno ne avrà l’Ucraina per difendersi dagli attacchi russi.

Già prima della campagna iraniana, i colli di bottiglia nella produzione del sistema Patriot prodotto negli Stati Uniti avevano prosciugato le riserve dell’Ucraina e lasciato gli alleati europei in liste d’attesa lunghe anni. Queste carenze hanno permesso alla Russia di penetrare le falle nella difesa aerea ucraina, devastandone l’infrastruttura energetica e mandando le città ucraine al buio.

Negli ultimi giorni si stima che l’Iran abbia lanciato 500 missili balistici e 2000 droni, stando a quanto dichiarato da Dan Caine, capo dello Stato maggiore USA. Gli analisti stimano che gli stati del Golfo dispongano solo di intercettori sufficienti per pochi giorni, sotto attacco continuo, il che potrebbe costringere Washington a ritirarsi dalle scorte indo-pacifiche e di altre regioni, indebolendo la sua posizione avanzata altrove.

L’intera produzione statunitense del 2025 di Lockheed Martin del suo intercettore più avanzato, il PAC-3, ammontava a poco più di 600 unità. In genere, per distruggere un singolo missile balistico sono necessari almeno due intercettori Patriot, spesso seguiti da un terzo o più in caso di guasto dei primi due. La produzione di un singolo intercettore multimilionario è limitata e può richiedere mesi, con componenti provenienti da tutti gli Stati Uniti e dall’estero.

Per noi, questa è una questione virale“, ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a proposito degli intercettori. Lunedì ha dichiarato ai giornalisti di aver contattato i partner europei che finanziano le forniture di armi all’Ucraina per chiedere se il conflitto con l’Iran avrebbe ulteriormente limitato le forniture.

La minaccia più grande per l’Ucraina sono gli attacchi missilistici balistici della Russia, e l’unica soluzione è il sistema Patriot. La Russia è ora in grado di produrre circa 80 missili balistici al mese, secondo l’intelligence ucraina e occidentale. L’aeronautica militare ucraina stima di aver bisogno di almeno 60 intercettori PAC-3 al mese solo per tenere il passo con gli attacchi missilistici balistici russi.

Nonostante l’intensa domanda per il Patriot, la produzione è aumentata solo modestamente. Il sistema è prodotto da Raytheon, mentre gli intercettori sono realizzati da Lockheed Martin, che ha aumentato la produzione a circa 600 missili all’anno. Lockheed Martin ha dichiarato di essere al lavoro per aumentare la produzione annuale fino a 2.000 di questi intercettori entro la fine del 2030.

Più va avanti la guerra in Iran, meno intercettori saranno a disposizione dell’Ucraina che, di conseguenza, subirà attacchi maggiori nella quantità e nella violenza, finendo in una netta posizione di svantaggio. Secondo i negoziatori europei e ucraini, la carenza di intercettori potrebbe mettere a repentaglio i colloqui di pace, poiché le garanzie di sicurezza occidentali per l’Ucraina includono il rafforzamento delle difese aeree di Kiev. Putin si sfrega le mani.