Perchè la guerra in Iran non sta andando come previsto? “Trump e Teheran hanno sbagliato i calcoli”

Nei piani di Trump doveva trattarsi di una guerra veloce, invece, l'Iran resiste ma rischia comunque di capitolare danneggiando l'economia di mezzo mondo. E sullo sfondo Putin osserva

Stati Uniti e Iran hanno sbagliato i calcoli sulla guerra? È l’ipotesi avanzata da Yaroslav Trofimov in un editoriale del Wall Street Journal. Il conflitto va avanti ormai da quasi due settimane e ha coinvolto 12 Paesi sotto il profilo bellico, praticamente il mondo intero dal punto di vista economico. E nessuna delle parti in causa sembra aver raggiunto i propri obiettivi. “Entrambi sembrano aver sbagliato i calcoli su come avrebbe reagito l’avversario“, si legge nell’articolo che disegna uno scenario relativo a una guerra di logoramento e dai tempi dilatati.

Trump voleva replicare il modello Venezuela

Secondo fonti americane, Trump si aspettava di replicare il modello Venezuela: togliendo di mezzo il leader, avrebbe tolto di mezzo il problema. Ma se, una volta arrestato Maduro, Delcy Rodriguez si è dimostrata piuttosto collaborativa, lo stesso non è accaduto in Iran. Con l’eliminazione di Ali Khamenei gli USA si aspettavano una caduta del regime, o al più, una nuova leadership meno radicalizzata. Mojtaba Khamenei, figlio dell’ayatollah, ha invece posizioni addirittura più intransigenti di quelle del padre.

La resistenza economica dell’Iran: ancora per quanto e… a che prezzo?

L’Iran ha dimostrato di poter resistere all’attacco iniziale di USA e Israele e di avere un’interessante strategia in risposta: non una guerra frontale contro potenze militari superiori, ma una rappresaglia economica fatta di attacchi contro i Paesi del Golfo e il blocco dello Stretto di Hormuz, misure prese per danneggiare gli approvvigionamenti di petrolio e gas del mondo.

Il focus iraniano è far capire a Trump quanto questa guerra stia danneggiando l’economia e quanto direttamente gli americani a casa ne subiranno le conseguenze“, ha spiegato Ellie Geranmayeh dell’European Council on Foreign Relations, sottolineando che “più il conflitto si prolunga, più Teheran pensa di poter imporre questi costi“.

A tale proposito, quanto può resistere ancora l’Iran? Secondo Teheran mesi, secondo Trump sono già al collasso. La verità, probabilmente, sta nel mezzo. Il punto è che il prezzo che stanno pagando in tanti, non coinvolti direttamente nella guerra, è economicamente altissimo. Senza contare che più i giorni passano, più c’è il rischio che gli USA intensifichino i propri attacchi. Da non trascurare, infine, il malcontento popolare, mai sopito, passato solo in secondo piano rispetto alle proteste dei mesi scorsi, con la possibilità che il regime cada per una sollevazione dei suoi stessi cittadini.

Putin osserva

Sullo sfondo c’è una figura che osserva con attenzione e che in molti hanno già indicato come il primo vincitore, pur senza essere sceso in campo. Parliamo della Russia di Vladimir Putin. Prezzi elevati di petrolio e gas rappresenterebbero una manna per il Cremlino, rafforzando la posizione internazionale di Putin, come testimoniato dalle prime aperture di Trump dopo il loro colloquio di ieri. “Sarebbe vantaggioso per il Cremlino se questo conflitto durasse diversi mesi, perché porterebbe a prezzi del petrolio elevati nel breve periodo“, ha osservato l’economista Alexandra Prokopenko.

Anche nel caso di una tregua, molti analisti prevedono instabilità prolungata. “Anche se i fucili taceranno – ha avvertito Ali Vaez dell’International Crisis Group – ci troveremo davanti a un equilibrio molto brutto“. E chissà che lo Zar, nel caos generale, decida di intensificare la sua campagna in Ucraina mentre il mondo è distratto dal Medio Oriente.