“Taglio di 20 giorni! Una vergogna elettorale! Governo senza coraggio e dalla parte degli speculatori usa soldi pubblici e non tassa gli extra profitti“. Non sappiamo se Bonelli ha trovato l’Egitto sulla cartina ma, di sicuro, non ha perso la voglia di sparare castronerie. Il tema, questa volta, riguarda il taglio delle accise sui carburanti varato ieri dal Cdm. La sinistra che accusava il governo di immobilismo davanti alla crisi, ora accusa il governo di essere intervenuto… per soli 20 giorni.
Fa sorridere che la sinistra pensi che ci sia una squadra di governo che si riunisce, che dialoga con esperti e tecnici, che prende decisioni importanti per il Paese e che decida arbitrariamente “per 20 giorni facciamo pagare meno la benzina, così gli italiani stanno buoni“. Forse Bonelli e compagni pensano che gli italiani siano stupidi. O, semplicemente, hanno la memoria corta.
La scelta di operare su 20 giorni è un lasso di tempo indicativo per verificare l’impatto dell’abbassamento dei prezzi e dell’evolversi della crisi. Una situazione in divenire che potrebbe subire un miglioramento legato alla situazione internazionale, dunque un graduale e consequenziale abbassamento dei prezzi; oppure un peggioramento e un rialzo dei costi.
In entrambi i casi, il governo interverrà dopo aver preso visione della situazione in queste quasi 3 settimane di valutazione. Soprattutto nel secondo caso, servirà un ulteriore taglio delle accise o misure ben più importanti per mitigare l’aumento dei prezzi. Il metodo è identico a quello utilizzato durante la crisi energetica dovuta allo scoppio della guerra in Ucraina.
All’epoca, con l’intoccabile e perfettissimo Mario Draghi al governo, sostenuto dalla sinistra stessa, si chiedevano sacrifici agli italiani (meglio la pace o il condizionatore?) in nome del popolo ucraino e di un dovere morale superiore. Le misure aveva una scadenza temporale simile e la sinistra applaudiva. Oggi critica e parla di spot elettorale “a 3 giorni dal referendum” (Fratoianni).
Repetita iuvant. La stessa sinistra che accusava il governo di restare con le mani in mano, adesso lo critica per aver agito, asserendo a ‘tempistiche complottiste’ per accaparrarsi i favori utili a vincere il referendum sulla giustizia. Se l’isteria fosse carburante, Bonelli sarebbe contento: la sinistra avrebbe trovato, finalmente, l’energia green inesauribile e autoprodotta.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?