Cento giovani siciliani under 35 sono scesi in piazza a Palermo con cento trolley, ciascuno contrassegnato dal nome di una città europea e di una professione, per protestare contro il fenomeno dell’emigrazione giovanile. La manifestazione, promossa dal movimento Ora!, è partita questa mattina dal Teatro Massimo e ha attraversato via Maqueda fino ai Quattro Canti, dove i partecipanti si sono fermati disponendosi in modo simbolico. Ad aprire l’iniziativa è stato Carmelo Abate, componente del direttivo nazionale del movimento, che ha sottolineato come a lasciare la Sicilia non siano soltanto i laureati: “un emigrato su quattro è laureato, ma partono anche diplomati, lavoratori qualificati e interi nuclei familiari”.
Tra gli interventi anche quello di Vincenzo Claudio Piscopo, ingegnere aerospaziale e coordinatore provinciale di Ora! Palermo, che dopo esperienze tra Barcellona e la Toscana ha fatto ritorno nel capoluogo siciliano. “non sono qui per dire che ce l’ho fatta – ha spiegato – ma che avrei potuto anche non riuscirci. Tornare non è stato inizialmente frutto di una scelta libera: è stato possibile solo grazie a circostanze favorevoli, non legate a politiche regionali”.
A conclusione della giornata, i rappresentanti del movimento hanno illustrato in conferenza stampa tre proposte operative: l’introduzione dell’accesso gratuito all’università per gli studenti in regola con il percorso di studi; il rafforzamento degli Istituti tecnici superiori, già presenti in Sicilia con 11 fondazioni distribuite in sei aree tecnologiche ma ancora insufficientemente sviluppate, con particolare attenzione ai settori strategici come agroalimentare, energie rinnovabili, economia del mare, patrimonio culturale e digitale; infine, una revisione della spesa regionale, prevedendo che ogni misura venga rifinanziata solo sulla base di risultati concreti e verificabili.


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